Alpina presenta la XB7, l'ultima prima del nuovo corso autonomo
Alpina svela un'XB7 speciale il 6 marzo 2026 all'Amelia Concours: ultimo progetto della famiglia Bovensiepen prima dell'acquisizione totale da parte di BMW. Dettagli tecnici, prezzo e scenari futuri
Sessant’anni di storia, quaranta di eccellenza ingegneristica e un ultimo scatto da 0 a 97 km/h in meno di quattro secondi: così si chiude il capitolo della vecchia Alpina, prima dell’integrazione definitiva in BMW e dell’autonomia. Un passaggio di testimone che non solo segna la fine di un’epoca, ma apre scenari inediti per uno dei marchi più esclusivi dell’automobilismo tedesco.
Il palcoscenico scelto per l’addio non poteva essere più prestigioso: il prossimo 6 marzo, alla Amelia Concours d’Elegance in Florida, la casa di Buchloe svelerà la sua ultima creazione, una versione speciale della XB7. Sotto il cofano pulsa un V8 biturbo da 4,4 litri, capace di oltre 600 CV e 800 Nm di coppia, dati che sintetizzano la filosofia di prestazione e raffinatezza che ha reso celebre la firma fondata dalla famiglia Bovensiepen nel 1965.
Cosa aspettarsi
La scelta della rassegna americana non è casuale: la Amelia Concours celebra quest’anno tre anniversari chiave della storia BMW — i 40 anni della M3, i 50 della Serie 6 e i 60 della 2002 — offrendo così il contesto ideale per mettere in risalto la doppia anima di Alpina: artigianalità estrema e lusso su misura, unite a prestazioni da riferimento. Non a caso, il prezzo di questa XB7 speciale parte da 143.000 euro, una cifra che la colloca ben oltre le versioni equivalenti di BMW, sottolineando il posizionamento ultra-premium del marchio.
Dietro la presentazione, però, si cela una realtà industriale complessa. Nel 2022, la famiglia Bovensiepen ha scelto di cedere Alpina a BMW, di fronte a una sfida sempre più pressante: mantenere una filosofia “senza compromessi” in un settore dove elettrificazione e nuove architetture software stanno rivoluzionando i paradigmi costruttivi e di business. I capitali necessari per rimanere indipendenti sono ormai incompatibili con il modello di una casa di nicchia, specializzata in produzioni a tiratura limitata e cura artigianale.
Una scommessa rilevante
Per BMW, questa acquisizione rappresenta una scommessa strategica di grande rilievo. L’obiettivo è ambizioso: il primo modello completamente nuovo a marchio Alpina arriverà entro il 2026, con il design affidato a Max Missoni, già responsabile del linguaggio stilistico di Polestar. L’intenzione dichiarata è quella di posizionare Alpina come antagonista di lusso rispetto a Mercedes-Maybach, puntando su materiali di eccellenza, attenzione artigianale ai dettagli e un’identità estetica rinnovata ma riconoscibile. In questa nuova era, il sistema di trazione integrale xDrive e l’evoluzione tecnologica saranno centrali, senza però sacrificare il DNA originale del marchio.
Nel frattempo, la famiglia Bovensiepen non ha abbandonato il mondo delle auto di prestigio: ha già realizzato un prototipo su base BMW M4 con carrozzeria Zagato, segno tangibile della volontà di restare protagonista nei segmenti più esclusivi e raffinati del mercato.
Le reazioni
Le reazioni all’operazione sono tutt’altro che unanimi. Da un lato, c’è chi vede nell’accordo con BMW una scelta inevitabile e vantaggiosa, in grado di garantire risorse e know-how indispensabili per affrontare la sfida dell’elettrificazione e per competere su scala globale. Dall’altro, non mancano i timori: molti appassionati e addetti ai lavori si interrogano sulla capacità di Monaco di preservare l’indipendenza tecnica e l’unicità di Alpina, senza disperderne il patrimonio in logiche di gruppo. Gli analisti sottolineano come la storia delle acquisizioni nel settore del lusso sia ricca di opportunità ma anche di rischi: tutto dipenderà dalla volontà e dalla capacità di BMW di mantenere vivo il DNA Alpina, evitando che venga diluito nella vasta offerta del gruppo.
Così, la XB7 speciale che debutterà in Florida si carica di un significato doppio: da un lato, rappresenta il sigillo finale della Alpina tradizionale, fedele alle prestazioni termiche pure; dall’altro, diventa un banco di prova cruciale per valutare la reazione di una clientela esigente e consapevole, chiamata a confrontarsi con la metamorfosi imminente del marchio. In questo passaggio storico, ogni dettaglio — dal motore alla scelta dei materiali, dal design di Max Missoni alle strategie di elettrificazione — sarà sotto i riflettori, a testimonianza di quanto sia complesso, ma anche affascinante, il futuro di uno dei nomi più iconici dell’automobilismo tedesco.