La BMW serie 7 compie 30 anni


Trenta anni fa, la casa dell'elica biancoblu, lanciava per la prima volta la sfida all'acerrima rivale Mercedes sul terreno quasi sacro delle berline di grande rappresentanza: fino a quel momento infatti, dire ammiraglia significava automaticamente dire Mercedes-Benz, e il pensiero andava ad una storia di prestigio mondiale indiscutibile ed incontrastato, a modelli faraonici come la 600 Pullmann, veri paradigmi del lusso su quattro ruote.

Nel 1977 appunto, BMW presentò la sua ammiraglia, inizialmente nella versione 728i, subito seguita dalla 730i e dalla 733i, tutte spinte dai classici sei cilindri in linea, vero marchio di fabbrica della casa bavarese. Come fu evidente da subito, l'auto doveva molto del suo aspetto alla coupè serie 6, uscita dalla mano dell'allora responsabile del design Paul Bracq, e molto del suo comportamento dinamico all'esperienza maturata da BMW sugli altri modelli.
Le consegne per il progetto erano chiare: la BMW più grande ed imponente di tutte doveva mantenere il brillante comportamento stradale di tutte le auto della casa, per non tradire le aspettative della clientela e soprattutto per non sfidare Mercedes sul terreno a lei più congeniale: il comfort di marcia.

Non va poi dimenticato l'aspetto della tecnologia. Tra le tante soluzioni che videro la luce su questo modello e sulla contemporanea Mercedes S, troviamo equipaggiamenti che conoscono oggi applicazioni vastissime come l'iniezione, l'ABS, il computer di bordo e i primi studi sull'airbag. Ma la strada dell'innovazione -nel bene e nel male- non è stata rinnegata neppure dopo trent'anni: basti pensare da un lato alle ricerche sulla propulsione a idrogeno, dall'altro al contraddittorio design voluto da Chris Bangle per l'ultima versione dell'ammiraglia bavarese.

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