Allunga il percorso? Il taxista è punibile

Le licenze dei taxi vengono distribuite dai comuni, e sono proprio i comuni a dover stabilire l’entità di un’eventuale sanzione.

Il Consiglio di Stato ha deciso negli scorsi giorni che i taxisti sono passabili di sanzione quando effettuano un percorso più lungo e meno conveniente. La sentenza arriva a tredici anni (!) dal fatto in questione e rappresenta un monito per i taxisti disonesti, i quali potranno incorrere nelle multe che sarà il comune a dover stabilire ed applicare: La Legge per Tutti spiega che il comune può irrogare la sanzione della revoca della licenza, della decadenza e finanche della semplice sospensione per qualche giorno. Quest’ultima misura è di fatto una novità, in quanto

la legge prevede espressamente solo due tipi di sanzioni per il tassista furbetto (la revoca e la decadenza dalla licenza), secondo i giudici ben può essere prevista una sanzione più lieve, come la semplice sospensione, quando il comportamento dell’automobilista è da considerarsi meno grave

Il fatto in questione risale al 2002. Un taxista allungò per sbaglio il percorso e si vide citare in giudizio dal cliente, che vinse la battaglia giudiziaria e riuscì poi a far sospendere per sei giorni la licenza del taxista. L’avvocato del taxista sostenne che il suo assistito fu costretto ad allungare il percorso in quanto la strada più corta era anche la più trafficata, ma in realtà è poi emerso che la prestazione erogata è stata fornita a tarda ora: per questo motivo il giudice non ha ritenuto plausibile la giustificazione del traffico.

Foto | Flickr

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