Ducati ufficialmente in vendita: Mercedes, Volkswagen e Bmw tra i possibili acquirenti?

Ducati 1199 Panigale 2012 in pista

Ducati è in vendita, l'avrete letto anche voi. I colleghi di Motoblog, che sono ad Abu Dhabi per la presentazione stampa della Ducati 1199 Panigale, hanno confermato ieri che la casa motociclistica emiliana è stata messa in vendita da Investindustrial Holdings, il fondo di investimenti di nazionalità italiana che ne detiene attualmente la proprietà. La vicenda riguarda da vicino anche "noi", dal momento che tra i soggetti più accreditati per l'acquisizione figurano due nomi pesantissimi dell'industria automobilistica: Mercedes e Volkswagen.

La notizia, pubblicata in prima battuta dal Financial Times, ha fatto il giro del mondo, ed è arrivata in Italia tramite le pagine web del Sole 24 Ore. Ducati è stata messa sul mercato dalla famiglia Bonomi, che punta a ricavare dall'operazione fino a un miliardo di euro. E, aspetto non secondario, a trovare un partner industriale solido in grado di sviluppare ulteriormente le potenzialità di un marchio pesantissimo, come quello dell'azienda emiliana. L'obiettivo è stringere un accordo già entro quest'anno. Secondo quanto rivelato da Andrea Bonomi, che ha l'azienda nelle sue mani da 6 anni, non manca certo l'interesse intorno a Ducati, dal momento che sono arrivate manifestazioni di precisi intenti da grandi aziende europee, americane e asiatiche.

Su tutte, i nomi che più hanno attirato l'attenzione sono stati quelli dell'indiana Mahindra, una conglomerata che produce anche auto e moto, e soprattutto il trittico tedesco Volkswagen e Mercedes, con Bmw a fare da terzo incomodo. Tutti gli indizi, insomma, si sono rivolti in qualche modo verso il settore delle quattro ruote, dove le dimensioni dei soggetti industriali sono tali da garantire la solidità necessaria a Ducati per cambiare passo. E dove, non meno importante, il know-how in termini di produzione, styling, marketing, acquisto componentistica, commercializzazione e tutti gli altri aspetti che ruotano intorno al prodotto, è più simile al pur specifico settore motociclistico.

Bmw si chiama fuori

BMW S 1000 RR 2012 - Pista

La prima a smarcarsi è stata BMW: la casa di Monaco di Baviera, che ha già con il reparto Motorrad una presenza forte e riconosciuta nel settore, ha smentito in forma ufficiale un suo possibile interesse, come rivelato da Bloomberg e riportato dall'ANSA. E con questo possiamo dire addio ai sogni di un supergruppo europeo per le moto di grossa cilindrata.

Volkswagen a due ruote: Italia o Giappone?


L'ingresso di un "papa straniero" (diciamo pure tedesco, per essere precisi) nella Terra dei Motori, non sarebbe del resto una storia inedita: tutti noi ricordiamo le vicende che hanno portato Volkswagen, tramite Audi, ad acquisire il controllo di Lamborghini nell'ormai lontano 1998.

Il matrimonio è stato un grande successo: il colosso di Wolfsburg, in piena fase di shopping internazionale, ha aggiunto un solitaire alla sua crescente collezione, e d'altro canto la piccola azienda di Sant'Agata ha visto crescere in maniera esponenziale i suoi volumi di vendita e il suo raggio d'azione internazionale. Fatta salva la diversa situazione economica della Lambo del '98 rispetto a quella di Ducati nel 2012, l'operazione che si prospetta all'orizzonte presenta indubbi punti di contatto.

Va inoltre considerato che la passione per le moto di un decisionista quale è Ferdinand Piech potrebbe avere il suo peso: già un paio d'anni fa, circolarono alcune indiscrezioni che davano per certo un interesse di Wolfsburg nei confronti di Ducati. In seguito, queste chiacchiere, mai confermate in forma ufficiale, si sono sciolte come neve al sole quando i tedeschi hanno firmato lo scambio azionario con Suzuki che tanti grattacapi sta dando al management VW negli ultimi mesi.

A sua volta, la sigla di quel contratto di interscambio, non ha mancato di dare vita ad ipotesi su una possibile scalata di Volkswagen a Suzuki, con conseguente acquisizione delle operazioni motociclistiche. Scalata che avrebbe garantito a VW l'auspicato ingresso nel settore delle due ruote, placando il suo insaziabile appetito.

Mercedes + AMG + Ducati: i predestinati?

Mercedes SLK55 AMG e Ducati Streetfigther 848

Rispetto ai precedenti, il caso di Mercedes è diverso. I punti di contatto vanno ben oltre la semplice passione di un manager per quanto carismatico e volitivo per un marchio, Ducati, più genericamente un oggetto del desiderio: la moto. Stoccarda ha dalla sua un proficuo accordo di collaborazione con Bologna: siglato attraverso il suo ramo sportivo AMG, l'agreement ha all'incirca un anno di vita. Abbiamo visto la Ducati Diavel AMG allo stand Mercedes all'ultimo Salone di Francoforte, abbiamo visto una Mercedes SLK55 AMG ed una Ducati Streetfigther 848 presentate insieme all'ultimo Motorshow di Bologna e stentiamo a credere non ci sia il due senza il tre.

Mercedes, e soprattutto AMG, possono vantare una serie di innegabili "affinità elettive" con Ducati: entrambi i marchi operano nel segmento premium del settore di appartenenza, entrambi possono vantare un'immagine fortissima, ed entrambi fanno dell'esclusività e delle prestazioni valori fondanti e inderogabili. La solida base della collaborazione già attiva potrebbe fare il resto, e rappresentare il piccolo vantaggio di Mercedes sulle rivali in questa gara internazionale tra pesi massimi.

Anche nel caso della Stella, non sono mancate prima e soprattutto dopo la sigla dell'accordo con Ducati, indiscrezioni. Queste davano come probabile un approfondimento del legame, fino ad arrivare a formulare l'ipotesi "matrimonio" industriale. Sempre numerose, mai confermate dai due soggetti interessati, ma tornate di stringente attualità alla luce dell'annuncio odierno.

Ducati, detto in conclusione, fa gola non solo per la forza intrinseca del suo brand, spesso identificato come la "Ferrari delle due ruote", ma anche per la solidità dei suoi conti. Le sue quote di mercato nei segmenti di diretto interesse sono in crescita, il suo fatturato 2011 ha raggiunto i 480 milioni di euro, balzando di un bel 20% rispetto all'esercizio precedente, e le prospettive di espansione nel prossimo futuro non mancano.

Chi riuscirà ad aggiudicarsi questo ambito gioiello? I fatti e le voci puntano verso un costruttore automobilistico, probabilmente tedesco, come abbiamo avuto modo di vedere, ma potrebbero non mancare le classiche sorprese dell'ultim'ora.

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