Rubrica Amarcord: Ford Escort

Ford Escort

Al giorno d’oggi se chiedete il significato del vocabolo Escort la maggior parte della gente vi risponderà che quella parola rappresenta una ragazza “facile”. Se invece porgete il quesito a un appassionato di automobilismo vi risponderà sicuramente che si tratta di una macchina storica prodotta da Ford per trentadue anni. Oggi protagonista della nostra Rubrica Amarcord è proprio la mitica Ford Escort. Se volete partecipare anche voi a questa piccola macchina del tempo, inviateci i vostri scatti ed i vostri ricordi all’indirizzo suggerimenti@autoblog.it con oggetto email “Rubrica Amarcord”. Non importa marca o modello ma il “cuore” con il quale scriverete: i migliori verranno pubblicati.

Torniamo ora a parlare della Escort, che viene presentata per la prima volta nel 1968 sul mercato inglese, poi su quello belga, quindi su quello tedesco e a seguire negli altri stati europei. Inizialmente è commercializzata nella versione berlina a due o quattro porte, nell’allestimento base o De Luxe. Le sospensioni sono all’anteriore indipendenti Mc Pherson, al posteriore ad assale rigido con balestre a foglia. Due i propulsori disponibili: 904 cc da 44 CV e 1098 cc da 53 CV; ad entrambi è abbinato un cambio manuale a quattro rapporti.

Qualche mese dopo la produzione della prima vettura la gamma si amplia con l’introduzione sul mercato della Station Wagon a tre porte. Nel 1969 debuttano la GT e la 1.3 DeLuxe. La prima adotta un quattro cilindri 1298 da 76 cavalli ed è disponibile nella versione berlina (a due o quattro porte) mentre la seconda, che adotta un motore della stessa cubatura, ha 59 CV e si può scegliere berlina o wagon.

Ford Escort
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Nel 1970 nascono la RS 1600, vettura dall’animo sportivo equipaggiata con motore 1601 da 110 CV, e la più tranquilla Mexico mossa da un 1601 monoalbero da 84 CV. Qualche anno dopo alla RS 1600 si affiancherà anche la RS 1800 con motore 1834 cc da 115 CV. La produzione della seconda serie inizia nel 1975. Rispetto alla precedente il frontale risulta completamente rinnovato mentre il posteriore non si discosta di molto dalle vecchie linee.

Si può scegliere sia nella versione berlina a due o quattro porte sia Station Wagon. I molteplici allestimenti permettono di personalizzare al meglio la vettura in merito alle proprie esigenza e possibilità; quest’ultimi vanno dai più semplici (base e L) a più lussuosi (GL e Ghia), passando per quelli sportivi. La gamma dei motori compre il 940 cc (che sarà tolto dalla produzione l’anno seguente) da 44 CV, il 1098 da 50 CV, il 1298 da 57/70 CV e un 1598 con una potenza di 73 o 86 cavalli.

Nel 1977 arrivano dei nuovi modelli: 1.3 L berlina, Wagon 1.1 L e RS 2000. Quest’ultima, basata sulla RS 1800, è spinta da un 1993 cc in grado di erogare 130 CV. Uno degli elementi estetici che contraddistingue l’auto è rappresentato dal frontale con linee aggressive sul quale svettano quattro fari circolari. Nel 1991 arriverà anche una versione a 16 valvole in grado di erogare 147 cavalli. Nel 1980 incomincia la carriera della terza serie, che risulta completamente differente dalle precedenti sia dal punto di vista tecnico sia da quello estetico. Inizialmente Ford era addirittura intenzionata a chiamarla Erika; questo per fortuna non avvenne in quanto il nome era già stato registrato da un’altra casa costruttrice.

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Fra le principali novità tecniche vanno sicuramente menzionate la trazione anteriore e la geometria a ruote indipendenti al posteriore. In Italia la nuova Escort si può equipaggiare con un 1117 cc da 55CV, un 1297 da 69 CV e un 1597 da 79; il cambio manuale invece è a quattro o cinque rapporti. Gli allestimenti offerti sono gli stessi della serie precedente. Sempre nell’ 80 debutta inoltre la Escort Xr3 con motore 1597 da 96 CV. Facilmente riconoscibile per lo spoiler all’anteriore, l’alettone al posteriore, cerchi in lega e paraurti in tinta con la carrozzeria.

Ford nel 1983 presenta la Cabriolet 1.3 (69 CV) e la 1.6 XR3i (103 CV) mentre l’anno seguente arriva la versione Diesel, equipaggiata con un 1.6 da 46 cavalli. Nel 1985 nasce un’altra sportiva, la RS Turbo, dotata di un motore 1.6 -abbinato al turbo compressore- in grado di sviluppare 136 CV. Nel 1986 avviene un’importante restyling che modifica notevolmente le linee anteriori , i paraurti, i gruppi ottici e gli interni, completamente rivisti e aggiornati. La novità tecnica di maggior rilievo riguarda il 1.6 a carburatore, che in seguito a delle modifiche aumenta la propria potenza fino a 88 cavalli.

L’anno successivo viene svelata un’inedita versione 1392 cc da 75 CV, disponibile per gli allestimenti CLX, Ghia, Station Wagon e Cabriolet. Nel 1989 il motore Diesel aumenta la cilindrata a 1753 cc (60CV), in contemporanea la gamma S.W. introduce la versione Voyager, equipaggiata con tre differenti motorizzazioni (1.4 – 1.6 – 1.8 diesel).
Nel 1990 la terza generazione lascia il posto alla quarta, che risulta pressoché identica alla precedente sia sotto il profilo tecnico sia sotto il profilo estetico salvo qualche dettaglio maggiormente curato per gli interni. In Italia è disponibile in tre motorizzazioni (1.3 da 60 CV, 1.6 da 88 CV e 1.8 Diesel da 60 CV) con altrettante varianti di carrozzeria (berlina a tre porte, berlina a quattro porte e Station Wagon) e due allestimenti (CLX e Ghia).

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Il 1992 incominciano ad essere commercializzati un 1798 cc 105 CV a sedici valvole con iniezione Multipoint e un 1.4 Singlepont da 69 cavalli. L'anno dopo ci sono dei leggeri ritocchi che riguardano gli stessi elementi già modificati durante cambio generazionale. Oltre ai classici Ghia e RS ora arrivano due nuovi allestimenti: Boston ed Explorer. I motori a benzina, tutti con iniezione Multipoint, si dividono in due categorie. La prima, composta dai propulsori a 16 valvole è rappresentata dal 1598, 1798 e 1998 cc mentre la seconda ovvero quella a 8 valvole schiera solamente il 1392 da 69 CV. Inoltre, al motore diesel già in commercio viene affiancato da una versione Turbo intercooler da 90 CV.

Il vero restyling della quarta serie avviene nel 1995. Gli elementi che subiscono maggiori modifiche sono ancora una volta i paraurti, i gruppi ottici, il portellone posteriore e gli interni. Viene introdotto anche un altro allestimento chiamato Wind Star, che poco tempo dopo assieme all’Explorer verrà sostituito dal Village.Meccanicamente parlando invece esce di produzione il 1.4 8 valvole e il 1.8 diesel, sostituito da una variante turbo da 75 CV.
La Escort si avvia sul viale del tramonto nel 1998, anno in cui inizia la produzione della Focus, pur rimanendo in commercio (solamente con alcuni modelli) fino al 2000.

Nel testo è stata volutamente tralasciata la parte riguardante la Escort Cosworth, questo perché è un modello che merita una storia tutta sua…

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