Fiat Powertrain, Bernard: benzina e metano nel presente, ma il futuro sarà elettrico

Lucio Bernard

Lucio Bernard, responsabile ricerca e sviluppo per Fiat Powertrain, durante una lunga chiacchierata con il sito Motori24 ha parlato della tecnologia Multiair, del raffronto fra diesel, metano e benzina e smentito il falso mito dell’alimentazione elettrica («L’enfasi non è giustificata») quale panacea di tutti i mali ambientali.

«I propulsori a gasolio garantiscono maggior efficienza in senso assoluto – esordisce Bernard –. Limitandosi alle sole emissioni di CO2, le unità a metano posso altresì raggiungere standard simili. I benzina, invece, che un tempo pagavano dazio per il 20-25% rispetto ai diesel, con l’adozione di un nuove tecnologie hanno riguadagnato terreno. Inutile sottolineare che il Multiair ha contribuito ulteriormente a ridurre il gap».

«La nostra tecnologia ci permette di ridurre le perdite di efficienza dovute alla presenza della farfalla e, contestualmente, incrementare le performance del motore, allungando i rapporti del cambio. Il diesel rimane e rimarrà sempre favorito, perché un litro di gasolio rende il 10% in più rispetto ad un litro di benzina. Tuttavia, con l’entrata in vigore della normativa anti-inquinamento Euro VI, nel 2014, i propulsori a gasolio diventeranno più costosi, perdendo quote di mercato rispetto al 55% attuale».

Il tema dell’intervista spazia poi verso il metano, con una speranza: «Se un giorno l’idrogeno verrà immesso sul mercato, potremo bruciarlo con il metano per ridurre le emissioni di CO2». «Nel 2009 dovremmo immatricolare 100.000 veicoli alimentati con l’idrocarburo – illustra Bernard –, con una penetrazione superiore al 5%. Il nostro obiettivo, da raggiungere sul lungo termine, è il 10%. Tuttavia auspichiamo un maggior supporto delle istituzioni, perché , in Italia, 800 punti di rifornimento dedicati sono insufficienti».

E l’elettrico? «L’elettrico potrà essere la soluzione definitiva quando la scarsità dei combustibili fossili diverrà un problema concreto – taglia corto Bernard –. Al momento, ritengo vi sia troppa enfasi nel prevedere una rapida penetrazione sul mercato. Per due motivi: la relativa arretratezza tecnologica delle batterie, con pesi eccessivi in rapporto alle percorrenze garantite – grossomodo un chilo al chilometro, nda –, ed una totale carenza di infrastrutture per la ricarica veloce. Il Gruppo Fiat sta altresì lavorando all’auto elettrica, e dopo la fusione con Chrysler, più avanti nel suo sviluppo, non mi stupirei di un lancio in tempi brevi».
Via | Motori24

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