Le 3 supercar Ferrari amate da Michele Alboreto

Splendide auto sportive nel cuore di Michele Alboreto, pilota italiano di grande generosità

Il compianto Michele Alboreto difendeva i colori della Ferrari in Formula 1 ed aveva un amore sincero per le supercar stradali della casa di Maranello. Nel suo garage hanno trovato posto anche una GTO e una F40. Fra i suoi sogni, la Mythos, cui però mancò un seguito commerciale.
 
Ricordiamo che il pilota milanese, efficace in pista ed elegante nella vita, vinse cinque Gran Premi nella massima serie del motorsport, dove sfiorò il titolo piloti nella stagione agonistica 1985, proprio con una monoposto del "cavallino rampante", scuderia dove militò dal 1984 al 1988.
 
Michele Alboreto corse anche nelle gare a ruote coperte, vincendo sfide prestigiose come la 24 Ore di Le Mans del 1997 e la 12 Ore di Sebring del 2001. Purtroppo in quell'anno, durante una sessione di collaudo, perse la vita in un drammatico incidente sulla pista di Lausitzring, al volante di un'Audi R8 Sport. Comprensibile il dolore degli sportivi, per la dipartita di un grande sportivo e, soprattutto, di un grande uomo, che oggi vogliamo ricordare anche attraverso le sue auto da sogno.
 

Ferrari F40

Splendido gioiello alato, fu l'ultimo modello stradale battezzato da Enzo Ferrari, prima della sua dipartita. Michele Alboreto ne custodiva con orgoglio un esemplare in garage. Oggi questa inimitabile dispensatrice di emozioni ha 33 anni: nessuno saprebbe portarli meglio.

Le sublimi musicalità meccaniche fanno da cornice a un aspetto stilistico mozzafiato, che produce sensazioni irripetibili. Impossibile resistere al richiamo delle sue meravigliose linee e dei suoi coinvolgenti volumi. Una vera scultura su quattro ruote, che cattura lo sguardo e fa schizzare in alto le pulsazioni cardiache. Forse è la "rossa" più affascinante dai tempi della 330 P4. Purissime le emozioni elargite, incredibili le sue performance. La Ferrari F40 è il mito per antonomasia dell'era moderna.

Ferrari GTO

Ferrari GTO

La Ferrari GTO è una delle "rosse" più belle di tutti i tempi. I muscoli della sinuosa carrozzeria le regalano una grinta che rapisce sin dal primo sguardo. Questa meravigliosa creatura del "cavallino rampante", nata nel 1984, è spinta da un otto cilindri biturbo di 2.855 cc, che eroga 400 scalpitanti cavalli. Quanto basta per raggiungere i 305 km/h, in una cornice di accelerazioni mozzafiato.

La vettura sfrutta ampiamente l'esperienza maturata in Formula 1, con ampio sfoggio di materiali compositi e grande attenzione per i più piccoli dettagli. Un sogno ad occhi aperti, prodotto in 272 esemplari, che i collezionisti custodiscono gelosamente. Michele Alboreto ne era un felice possessore e ne tesseva le lodi.

Ferrari Mythos

Non poté coronare il sogno di averne una, ma Michele Alboreto ebbe un colpo di fulmine per la Mythos. Questa show car, presentata al Salone di Tokyo del 1989, nacque nel segno della bellezza, celebrando degnamente il felice connubio tra Ferrari e Pininfarina. L'obiettivo era quello di creare un modello ispirato alle "rosse" da gara degli anni '60, entrate dalla porta principale nella storia dell'automobilismo.

Il risultato fu sbalorditivo, perché diede vita a una barchetta moderna e seducente, partendo dall'autotelaio della Testarossa, che donò alla Mythos anche il motore centrale a 12 cilindri contrapposti da 5 litri, con 390 cavalli di potenza. Minore il peso rispetto alla donatrice, con un valore alla bilancia di 1250 chilogrammi, agevolato dall'ampio uso di fibra di carbonio.

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