La Cadillac di Al Capone torna all'asta a Las Vegas

Una buona occasione per i collezionisti che raccolgono auto d'epoca legate ai personaggi, positivi e negativi, della storia. In vendita la Cadillac di "Scarface".

Torna sul mercato la luccicante Cadillac del 1928, appartenuta ad Al Capone, uno dei gangster più famosi di tutti i tempi. Quest'auto, sviluppata secondo le specifiche di "Scarface", qualche anno fa era stata battuta all'asta da RM Sotheby's per 341 mila dollari. La richiesta è ora quasi triplicata. A gestire la vendita ci sta pensando Celebrity Cars di Las Vegas.

La vettura è in condizioni eccellenti, perché sottoposta ad un restauro molto accurato. Dispiace che a far lievitare il prezzo sia il nome del noto criminale di Chicago, ma si vocifera che anche il presidente Franklin Delano Roosevelt l'abbia usata dopo la cattura del mafioso statunitense di origine italiana.

Una cosa possibile, visto che l'esemplare viene descritto con il primo blindato della storia. Fra le sue particolarità, una radio interna sintonizzata sulle stesse frequenze di quelle della polizia. Anche i colori della carrozzeria sono identici a quelli dei modelli in dotazione alle forze dell'ordine dell'epoca, con una miscela di verde e nero, per avere vita più facile nelle eventuali fughe. C'era pure una sirena, a quel tempo, utile ad aprire la strada nelle situazioni critiche.

L'auto è mossa da un motore con 90 cavalli di potenza: un discreto bagaglio energetico, ma non sufficiente e spingere a velocità record un corpo vettura reso particolarmente pesante dalla corazza. Dopo l'ultimo restauro, però, le piastre d'acciaio della blindatura sono state rimosse. 

Il modello di partenza, come dicevamo, era stato modificato con le indicazioni date personalmente da Al Capone che, ricordiamo, nonostante i molti gravi crimini commessi finì in carcere solo per l'accusa di evasione fiscale. Tornando al mezzo, nello specifico si tratta di una Cadillac Town Sedan V8, con all'attivo solo 1.788 chilometri. Ora questo veicolo si appresta a cambiare ancora una volta proprietario.

Via | La Repubblica

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