Smart ForTwo Development Test Drive, da Las Vegas a Denver

Un viaggio con la nuova Smart, sulle strade dei pionieri del West.

Nuova Smart ForTwo

Immaginiamo per un momento le strade che sono state immortalate in tanti film hollywoodiani. Una striscia nera d'asfalto taglia in due il deserto. Possiamo vederla proseguire diretta verso l'orizzonte, mentre il paesaggio intorno scorre identico mentre passano i minuti, le ore e le miglia.

Il tema è stato svolto in diverse forme: Easy Rider, Thelma & Louise, Duel... ma per certi versi potremmo citare anche Into the Wild e National Lampoon's Vacation. E se qualcuno ci domandasse a botta calda quale possa essere l'automobile ideale per un coast to coast, probabilmente risponderemmo un pickup, una muscle car, una monovolume o un motorhome.

Invece no: troppo facile e scontato. Per attraversare il deserto da Las Vegas a Denver, cosa c'è di meglio della Smart? Non stiamo scherzando: stiamo parlando della nuova Smart Fortwo, della quale vi abbiamo raccontato tutti i particolari qui. In pratica l'automobile meno americana in assoluto, a cominciare dalle dimensioni.

Riuscirà a sfondare negli Stati Uniti? In Smart ci credono, tanto che le vetture che abbiamo utilizzato per questo viaggio, sulla carta un po' pazzerello, sono quelle destinate al mercato Usa. Come sempre, i cambiamenti dettati dalle diverse legislazioni richiedono una fase di test aggiuntivi. Abbiamo allora accompagnato un gruppo di ingegneri durante la raccolta finale di vari dati di bordo. La parola "test" drive, non è mai stata così azzeccata come in questa occasione.

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La partenza da Las Vegas avviene di primo mattino, all'alba. C'è già traffico sulle principali arterie, mentre Sin City è avvolta nel torpore. Chi ha fatto baldoria dorme ancora, i giocatori incalliti sono al lavoro alle slot machines. Nulla di nuovo. Dal canto nostro non possiamo esimerci di mescolarci ai turisti che approfittano di una foto soto al cartello più turistico che ci sia. Dopo un rapido passaggio sulla Strip diamo l'arrivederci a Las Vegas, chissà se avremo la possibilità di rivederti.

Il deserto ci aspetta con una amara sorpresa: nei giorni precedenti sull'area si è abbattuta una serie di fortissimi temporali. Il terreno è pianeggiante ed impermeabile, l'acqua non scorre via. Il panorama è dominato da enormi acquitrini, le tv locali intervistano gli abitanti dei minuscoli paesini alle prese con un fango da stato di calamità naturale. L'autostrada chiusa ci spinge ad una deviazione che ci costringerà a cambiare i piani di viaggio.

Mentre tentiamo di raggiungere Durango, c'è tutto il tempo di pensare alla "nostre" Smart. Ancora allo stato di prototipo, seppur in versione quasi definitiva, la nostra carovana attira l'attenzione. Noi notiamo invece che alcune Harley Davidson occupano più spazio delle nostre vetture. La Smart cambia, ma rimane fedele a se stessa. Può piacere o meno, ma va dato atto ai designer di essere riusciti a mantenere il DNA della prima versione. Non si tratta di un aspetto banale, considerando quanti modelli sono stati "riscritti" ex novo, mantenendo il vecchio nome per questioni di marketing.

Rispetto ai primi commenti, dal vivo il nuovo frontale ha un impatto meno forte di quanto si possa vedere in foto. Certo, è più "alto" e "verticale" ma sue le forme tondeggianti lo rendono meno aggressivo e quasi "simpatico" quando gli si gira intorno. Analogo il discorso sul retro, dove i fari a led sono certamente di grande impatto, con un disegno che potremmo definire a "margherita". La linea laterale utilizza lo stesso concetto della versione precedente per quando riguarda il montante che continua sul tetto fino ad unirsi al retro, formando una sorta di "C". Personalmente trovo il risultato finale gradevole, con un buon mix di nuovo che non dimentica il passato.

Considerazioni raccolte e scritte durante le soste e la velocità a passo d'uomo di una delle code più assurde mai viste fin'ora. Le condizioni delle strade ci costringono infatti a deviare sulla Interstate 93, ma soprattutto a percorrere 15 miglia in 3 ore e mezza. Un record che batte ogni coda da me provata sulla nostra italianissima Autosole. Ed il tutto non a causa di un incidente di proporzioni bibliche, e non di certo a causa della scarsa abilità nella guida, questa volta tutta americana, di automobilisti o camionisti.

Approfondisci: Nuova Smart 2014. Tutte le informazioni ufficiali.

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Semplicemente nel paesino di Panaca in un banalissimo dove tutto il traffico nella nostra direzione svolta a destra, e quello in senso opposto ovviamente a sinistra, quindi senza alcun intralcio o difficoltà, la gentilissima polizia locale ci tiene a fermare tutti chiedendo come va la giornata e indicandoci che per proseguire dobbiamo girare, appunto, a destra. Gentilissimi, appunto, ma ne avremmo fatto volentieri a meno. Superando l'infausto incrocio, non possiamo non notare che la coda creata in modo così scriteriato, è decisamente più lunga ed imponente in direzione opposta alla nostra. Che dire? Tutto il mondo è paese.

Proseguiamo il nostro percorso notando quanto possano essere straordinarie e pericolose le condizioni meteorologiche in questa regione. Il cielo azzurro viene rapidamente cancellato da nubi nere arrivate all'improvviso e che minacciano tempesta. Sembra che si stia per scatenare il finimondo mentre riusciamo nell'impresa di vedere un arcobaleno prima che si metta a piovere. Siamo comunque fortunati perchè continuiamo a correre verso l'unico corridoio di sole rimasto. Ci lasciamo la tempesta alle spalle, sperando che non sia così devastante come quella passata dalle parti di Las Vegas.

Arriva la sera, e le prime considerazioni di viaggio. Sono sincero, ero partito immaginando un abitacolo comunque sacrificato e mal di schiena a fine giornata. Non è così. Lo spazio c'è e si nota: l'estintore di emergenza della vettura di test posto accanto alle gambe del passeggero non complica affatto la vita. Detto così sembra facile, in realtà, il lavoro che c'è dietro ha completamente assorbito la vita del team di ingegneri tedeschi. Tornando alla vita comoda, i sedili della Smart, con quel poggiatesta che riprendono un po' il mondo racing, sono comodi ed avvolgenti. Una sorpresa, perchè un conto è vederli e provarli per qualche secondo durante la presentazione internazionale, un conto è viaggiare per ore e ore, su strade che tra l'altro non sono il massimo della vita in quanto a usura dell'asfalto.

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Il materiale usato è di ottima qualità, con un misto pelle tessuto piacevole al tatto. Bisogna però riconoscere che l'abbinamento bianco azzurro del modello che ci ha accompagnato per tutto il giorno è un po' azzardato. Di sicuro effetto, ma non c'è bisogno di dire che il bianco potrebbe purtroppo sporcarsi facilmente. Esaminando in generale gli interni, trovo interessante l'idea di ricoprire di tela il cruscotto. Meno plastica alla vista, meno parti "calde" nei giorni assolati. A proposito di plastica, ha un effetto "satinato" al tatto e per questo la sensazione non è certo di economia. Differente rispetto alla versione europea lo spazio del cassetto porta oggetti, per via della diversa legislazione relativa agli airbag.

Il climatizzatore ha fatto il suo dovere sia alle basse temperature, sia a quelle più alte, mantenendo un buon comfort interno. Il regolatore della temperatura riprende un po' il disegno delle vecchie autoradio analogiche, con il selettore che indica la temperatura anzichè la frequenza. Un "vezzo" piacevole, che dà alla Smart un'aria sbarazzina. Meno semplice il giudizio sul monitor con le funzioni multimediali e navigatore satellitare.

Nell'insieme ci sta, ma non brilla per un design particolarmente innovativo; la grossa cornice bianca fa sembrare il display più piccolo di quanto sia in realtà. Personalmente non mi entusiasma la caratteristica tutta tipica di Mercedes, e quindi anche di Smart, di avere il display "staccato" dal resto del cruscotto. Un elemento che sembra removibile, e questa si che sarebbe una bella idea, ma invece è fisso. Con il conseguente pericolo di tentati furti che diventano atti di vandalismo. Non so se il problema è ristretto ai nostri confini nazionali, ma anche se fose, visto che il 30% circa di tutte le Smart ForTwo vendute sono in Italia sarebbe stato opportuno una attenta valutazione da parte dei progettisti.

Detto questo le funzionalità ci sono tutte. Il sistema è facile ed intuitivo, con la possibilità non comune di poter visualizzare due funzioni diverse, come navigatore e radio. Menzione d'onore per quanto riguarda il navigatore. In questo caso è stato scelto senza mezzi termini un bel TomTom. Ottima la grafica, così come rapida e semplice è la ricerca delle destinazioni, anche quelle più lontane o improbabili. L'unica pecca è dovuta alla legislazione americana. Non è infatti possibile cercare una località mentre la vettura è in moto e non importa se l'operazione sia affidata al passeggero: è necessario fermarsi. Una forzatura che potrebbe essere benissimo evitata, visto che non è così complicato verificare che il sistema venga attivato dal passeggero anzichè dal guidatore.

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Dopo la sosta a Richfield in Utah, ci attende una nuova giornata su una delle strade più belle degli Stati Uniti. Si tratta della Interstate 70, una striscia d'asfalto circondata da montagne erose dal corso del fiume Colorado. Paesaggi che non possono non ricordare musiche e colonne sonore da film western. Ci sono tutti i colori, dal cielo azzurro, alle piante verdi, all'asfalto grigio. E c'è lui, il fiume Colorado, rosso come le rocce che continua a portare con sè giorno dopo giorno.

E' qui che la Smart dà, secondo me, il meglio di sè, con una tenuta di strada sorprendente. I tornanti si affrontano quasi come fossimo su un'auto sportiva, senza alcuna remora. E' sicuramente merito della sua leggerezza, ma anche del motore turbo benzina da 900 cm3 e 115 cv. Il cambio automatico è un sei marce doppia frizione (chiamato Twinmatic) sicuramente migliorato rispetto al passato, con gli innesti più pronti, anche se lasciamo il giudizio finale alla prova sulle nostre strade.

Il paesaggio cambia mentre proseguiamo verso panorami alpini, passando per Vail, vicino ad Aspen. Prosegue anche la raccolta dei dati delle nostre vetture. Si tratta delle temperature di ogni componente interno. Si va dal cruscotto, all'olio, piuttosto che la temperatura del parabrezza o del serbatoio della benzina. Tutto viene raccolto istantaneamente e valutato, compresi i dati del motore. Tanto per dare l'idea, gli ingegneri sanno quanto "pedale" è stato premuto per ottenere quei giri motore che hanno portato a quella determinata temperatura di quel determinato componente. Qualcuno di loro ammette che il proprio lavoro è, per così dire, "causare" un problema. Se va tutto bene forse non hanno lavorato abbastanza bene. Oppure, è questa è l'altra campana, il prodotto è valido.

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La discussione è aperta e fatta col sorriso. Pur essendo una costola di Mercedes, Smart tiene a rivendicare la propria autonomia anche in termini di stile di lavoro. Volendo fare un paragone, è come parlare di Apple o Google rispetto ad una banca o un'assicurazione. In Smart non sono "ingessati" e pare che si divertano a fare quello che fanno, dando il massimo. La sensazione è che tutti vogliano trasmettere un entusiasmo non "formale". Forse potremmo azzardare che sono meno "tedeschi", più americani e perchè no, più italiani. Non lo dico a caso. Uno dei dirigenti presenti alla presentazione di Berlino mi confidava che secondo lui se un'utilitaria piace agli italiani può piacere al resto del mondo, se non piace a noi ci sono invece seri problemi.

Assolutamente tedesca la gestione dei test, dove nulla viene lasciato al caso. Le vetture vengono allora messe alla frusta, non in termini di prestazioni pure ma in questo caso di durata è diversità di viaggio. Le soste sono poche mentre sono diverse le condizioni ambientali. Nella stessa giornata abbiamo affrontato autostrade, statali e strade tortuose, passando dal deserto a più di 30 gradi a 600 metri sul livello del mare, fino ad arrivare ai 5 gradi alle pendici del Grays Peak, 4350 m.

Si, perchè il bello dell'America è anche questo. Ti può capitare di svegliarti alla mattina in una minuscola cittadina nel deserto, e in un giorno di auto arrivare in mezzo ai boschi a 4000 metri, per poi riscendere ed in meno di un'ora arrivare ad una metropoli come Denver.

Si può fare un coast to coast con la nuova Smart ForTwo? Vediamo con ordine. La comodità c'è, l'autonomia c'è, l'affidabilità c'è, il risparmio di carburante c'è, perchè se anche negli Usa la benzina costa poco i kilometri e le miglia da percorrere sono tanti. Problemi di parcheggio invece sono pari a zero vista la possibilità di infilare senza problemi due Smart in uno spazio normalmente destinato ad una vettura, come nell'esperimento che abbiamo effettuato.

La risposta alla domanda è senza ombra di dubbio si. A patto di non portarsi dietro troppi bagagli, s'intende.

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