La carrozzeria Karmann chiude l’attività, a distanza di 108 anni dalla fondazione. L’azienda tedesca, legata da decenni a molte delle cabriolet più famose, è costretta a fermare gli impianti per insolvenza. L’ultima vettura uscita dagli stabilimenti, è stata una Mercedes CLK Cabriolet, assemblata lunedì scorso.
Sono stati proprio i costruttori automobilistici, con le loro nuove strategie accentratrici, a decretare la fine della storia di Karmann, come del resto quella di tanti storici carrozzieri europei. Come dichiarato dal numero uno Ottmar Hermann, la decisione di chiudere bottega è defintiva.
Cosa succede ora? In primo luogo, i 2240 dipendenti si trovano all’improvviso senza un impiego e senza cassa integrazione: semplicemente, le casse sono a secco, e non c’è neanche un euro per questo tipo di provvedimenti economici. L’azienda tedesca ha ancora stabilimenti in USA, Messico, Portogallo e Brasile e di queste installazioni non si conosce ancora il destino.
Dopo la fine della produzione di Audi A4 e Mercedes CLK Cabrio, a Karmann erano rimaste le sole commissioni per le capote di Bentley Continental GTC, BMW Serie 1 Cabrio, Volkswagen New Beetle Cabrio, e Ford Mustang Convertible. Rimane da capire come verranno evase le richieste per questi modelli.
BINGO BONGO
25 giu 2009 - 08:39 - #1POVERI DIPENDENTI.
SUCCEDE SEMPRE COSI’, I PRIMI A SOCCOMBERE SONO SEMPRE I PIU’ DEBOLI!
semi_bis_croma
25 giu 2009 - 08:40 - #2Per un’azienda che lavora per conto terzi si tratta di una decisione dura da prendere, un boccone amaro da digerire.Purtroppo scelte scellerate da parte delle case che le affidavano auto hanno fatto si che proprio queste ultime avessero parecchi problemi.
Problemi che poi si sono riversati sulla Karmann.
Che schiaffo, dopo 108 anni fare le valigie non è propriamente una bella cosa.
power powder
25 giu 2009 - 08:44 - #3si chiude un pezzo di storia automobilistica……che peccato !!!
ToniX dj
25 giu 2009 - 09:15 - #4Peccato…davvero un peccato.
Che io ricordi,è sempre stata un’azienda seria,senza compromessi,e dai sani principi.
Onore e fortuna a chi rimane per strada,che ha sempre creato le carrozzerie col cuore.
Pierz94
25 giu 2009 - 09:34 - #5Dico solo che far sparire un’azienda così, che può creare auto in versione cabriolet è un veroo spreco, poteva comprarla la Fiat per fare la fulvia cc…
stern
25 giu 2009 - 10:16 - #6Karmann tornerà.
andrea147
25 giu 2009 - 10:24 - #7com’è possibile che un’azienda così si trovi dall’oggi al domani con le braghe calate? Intendo dire che era una cosa che sapevano e poi sono programmi lunghi questi non dati dalla crisi di questo periodo…boh…sarà l’ennesima manovra per riaprirla a costo zero?
poz89
25 giu 2009 - 11:28 - #8La crisi e’ durissima in questi casi. :((
isogrifo70
25 giu 2009 - 11:43 - #9Che peccato . Un pezzo di storia che se ne va
jef
25 giu 2009 - 12:11 - #10un gran peccato davvero, han fatto modelli che rimarranno nella storia
Sembee
25 giu 2009 - 15:24 - #11Sono mortificato, Karmann ha sempre fatto un lavoro egregio, anche e soprattutto in qualità.
Quando un’azienda del genere chiude, provocando una perdita immane in termini automobilistici, é davvero un lutto.
Per non parlare dei dipendenti e dei proprietari, da oggi senza lavoro entrambi, cosa che mi lascia sempre un’enorme sensazione di sconforto, sempre.
Spero che con gli ammortizzatori sociali e qualche ricollocazione in altre aziende collegate riescano a sostenere i lavoratori più che possono, sarebbe importantissimo.
Sembee
25 giu 2009 - 15:26 - #12Metto un +1 honoris causa a tutti quelli che han detto che se ne va un pezzo di storia e che son dispiaciuti per i lavoratori, é meritatissimo.
C’é ancora più gente di coscienza e sensibilità sociale (nonché automobilistica) di quanto si pensi, vi esprimo la mia stima, di cuore :-) !
Mraxanni
25 giu 2009 - 16:53 - #13Davvero un peccato che chiuda Karmann, sia per il fatto che se ne va un pezzo di storia automobilistica, ma anche per tutte le persone che rimarranno senza lavoro.
Dopotutto, era quello che volevano i grandi giganti ell’auto, guidati da menager senza scrupoli e senza un briciolo di passione automobilistica, ora che tutte le piccole realtà chiuderanno, questi signorotti finiranno di avere il controllo pieno del mercato.
piervittorio
25 giu 2009 - 16:55 - #14Un altro pezzo di prestigio automobilistico e di grandi ed ultrasecolari competenze europee che sarà comprato all’asta fallimentare per quattro soldi dai cinesi o dagli indiani o dagli arabi (sempre che questi ultimi non si accontentino delle forti partecipazioni in Fiat, Mercedes, Aston Martin e presto anche Porsche/VAG, che già hanno in portafoglio…).