Flotte aziendali sempre più elettriche: l’89% adotta BEV e PHEV

Le aziende italiane accelerano sull’elettrificazione delle flotte: l’89% ha già veicoli elettrici o plug-in hybrid. Cresce l’AI, ma solo il 27% sfrutta i dati telematici

Flotte aziendali sempre più elettriche: l’89% adotta BEV e PHEV
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Giulia Darante
Pubblicato il 9 giu 2026

Le flotte aziendali italiane stanno vivendo una profonda trasformazione. L’elettrificazione procede a ritmo sostenuto, ma la vera rivoluzione digitale appare ancora lontana. È quanto emerge dalla ricerca presentata durante l’evento “Drive the Change: Fleet & Mobility Management”, organizzato da LabSumo e dall’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano.

Lo studio, realizzato insieme all’associazione Best Mobility su un campione di 101 fleet manager e oltre 68.000 veicoli aziendali, evidenzia come il Fleet Management stia diventando sempre più una leva strategica per sostenibilità, efficienza e innovazione.

Elettrificazione ormai realtà: 9 aziende su 10 hanno veicoli alla spina

La transizione verso la mobilità elettrica è ormai entrata nel vivo. Ben l’89% delle aziende intervistate dispone già di almeno un veicolo elettrico o plug-in hybrid all’interno della propria flotta.

Nonostante il 64% del parco circolante aziendale sia ancora composto da vetture benzina o diesel, la direzione appare ormai tracciata. Il 73% delle imprese prevede infatti di aumentare ulteriormente la quota di veicoli elettrificati nei prossimi dodici mesi, mentre il 70% punta ad ampliare la presenza di modelli BEV e PHEV entro il 2027.

Tra le principali motivazioni che spingono verso questa trasformazione emergono:

  • Le nuove regole sui fringe benefit (70%)
  • La riduzione dell’impatto ambientale (61%)
  • Il miglioramento della reputazione aziendale (51%)

Le criticità che rallentano la transizione

L’elettrificazione avanza, ma non senza difficoltà. Le aziende continuano a segnalare diversi ostacoli che limitano una diffusione ancora più rapida dei veicoli elettrici.

Tra le principali criticità figurano:

  • Distribuzione insufficiente delle infrastrutture di ricarica (68%)
  • Aumento dei costi energetici (57%)
  • Autonomia delle batterie considerata ancora limitata (55%)
  • Tempi di ricarica troppo lunghi (48%)
  • Colonnine spesso occupate o non funzionanti (47%)
  • Scarsa disponibilità di punti di ricarica pubblici (47%)
  • Costi di acquisto e noleggio ancora elevati (37%)

Problematiche che dimostrano come il successo della mobilità elettrica dipenda non solo dai veicoli, ma anche dall’evoluzione dell’intero ecosistema infrastrutturale.

La telematica resta il vero punto debole

Se l’elettrificazione corre, la digitalizzazione delle flotte procede molto più lentamente.

Solo il 27% delle aziende utilizza in modo strutturato i dati raccolti dai veicoli connessi attraverso piattaforme telematiche avanzate.

Le funzionalità smart più diffuse oggi sono:

  • Sistemi ADAS (61%)
  • Infotainment connesso (57%)
  • Diagnostica e manutenzione remota (39%)
  • Navigazione aggiornata in tempo reale
  • Gestione a distanza dei veicoli

Le imprese che sfruttano la connettività lo fanno soprattutto per:

  • Migliorare la sicurezza dei dipendenti (45%)
  • Ottimizzare consumi e costi energetici (45%)
  • Implementare strategie di manutenzione predittiva (36%)

Tuttavia, appena il 30% delle organizzazioni riesce oggi a trasformare concretamente i dati raccolti in informazioni utili per supportare le decisioni aziendali.

L’Intelligenza Artificiale entra nella gestione delle flotte

Anche l’AI sta iniziando a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel Fleet Management.

Secondo l’indagine:

  • Il 20% delle aziende ha già adottato soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale o ne sta valutando l’introduzione.
  • Un ulteriore 30% prevede investimenti entro i prossimi due anni.

Le applicazioni più diffuse riguardano:

  • Dashboard avanzate per l’analisi operativa (47%)
  • Monitoraggio dei consumi energetici (30%)
  • Manutenzione predittiva (28%)
  • Ottimizzazione dei percorsi
  • Individuazione di anomalie
  • Sistemi avanzati di prevenzione delle collisioni

Crescono però i rischi informatici

La maggiore connettività porta con sé anche nuove sfide legate alla sicurezza informatica.

Un dato particolarmente significativo riguarda la cybersecurity: soltanto il 5% delle aziende dispone oggi di programmi specifici dedicati alla protezione delle flotte connesse.

Un aspetto destinato a diventare sempre più centrale con l’aumento dei veicoli digitalizzati e delle piattaforme basate sull’AI.

Gli investimenti dei prossimi anni

Le imprese italiane sembrano comunque intenzionate a proseguire lungo il percorso di innovazione.

Le principali aree di investimento previste nei prossimi cinque anni riguarderanno:

  • Acquisto di nuovi veicoli (34%)
  • Servizi IT e tecnologie digitali (33%)
  • Sistemi telematici e connettività (24%)

Una strategia che conferma come il Fleet Management stia evolvendo da semplice attività operativa a elemento chiave per la competitività aziendale.

Dall’elettrificazione alla mobilità intelligente

La ricerca conferma che la mobilità aziendale italiana ha ormai imboccato con decisione la strada dell’elettrificazione. La sfida dei prossimi anni, però, non sarà soltanto sostituire i motori termici con quelli elettrici.

Il vero salto di qualità passerà dalla capacità di valorizzare i dati, integrare l’Intelligenza Artificiale e costruire flotte sempre più connesse, efficienti e sicure. Un cambiamento che potrebbe trasformare radicalmente il ruolo del Fleet Management all’interno delle aziende, rendendolo uno dei principali motori dell’innovazione aziendale.

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