Toyota C-HR GR Sport veste Alcantara: prezzi, dotazione, prima prova

Rivista nell’estetica, all’interno e nell’assetto, è la variante più dinamica del SUV Toyota, che arriva sul mercato italiano con prezzi da 32.600 euro.

La Toyota ha messo tuta e scarpette da running e corre veloce, altro che Hybrid tutto rose e fiori, i vertici della Casa giapponese mostrano carattere, e ci riportano ai tempi in cui Carlos Sainz vinceva il mondiale rally con la Celica, visto che hanno arricchito il listino di sportive quali la Supra, la cattivissima Yaris GR, e con le varianti più soft denominate GR Sport.

Di questa famiglia, che è destinata ad allargarsi con modelli che non avreste mai immaginato, quali la Hilux, fa parte anche la C-HR, che debutterà in questo weekend nelle concessionarie italiane. E’ proposta con entrambe le motorizzazioni, anche se la 2 litri è quella più adatta al suo spirito dinamico, ed è proprio su questa, venduta a 32.600 euro, grazie alla rottamazione e ad incentivi statali e Toyota, che sono salito con tutta la curiosità del caso. Sette mila euro di sconto sono tanti, e volendo, con la 1.8 si possono risparmiare 1.000 euro rispetto alla 2.0, ma credetemi: è questa la C-HR GR Sport giusta!

Un giro intorno e poi subito al volante

Se è vero che ci sono 5 livree bicolore a disposizione e che la variante Dynamic Grey con tetto nero rappresenta l’assoluta novità, è altrettanto vero che forse per questo modello sceglierei una verniciatura più esotica che possa enfatizzare i nuovi elementi in piano black disseminati sulla carrozzeria ed i nuovi cerchi in lega da 19 pollici. Ma per chi preferisce farsi notare con discrezione allora questo grigio può essere la soluzione: è questione di gusti e di carattere. Osservandola da vicino, è il frontale la zona del corpo vettura più caratterizzata, con il nuovo spoiler che viene richiamato dalla finitura nella parte bassa del posteriore.

La C-HR era già sportiva nella sua linea da Coupé, per cui qualche logo GR Sport in più non avrebbe guastato, ma è sempre un bel vedere, e i numeri premiano la sua audacia visto che in Italia è stata scelta da oltre 60.000 automobilisti dal lancio avvenuto nel 2016. D’accordo, questo vi interessa meno, per cui salgo a bordo e subito scopro il dettaglio più esclusivo dell’abitacolo di questa GR Sport: i sedili con parte centrale in Alcantara; sono comodi, avvolgenti e regalano quel tocco di esclusività che fa tanto supercar. Il volante con impugnatura in pelle traforata, le cuciture rosse sullo stesso e sulla leva del cambio, il pulsante d’avviamento con tanto di logo GR, ed un’animazione dedicata all’accensione, rappresentano ulteriori elementi di distinzione. Ma forse una strumentazione dedicata e più grintosa nell’aspetto non avrebbe guastato. Per il resto, la plancia è quella della C-HR, con il grande schermo del sistema d’infotainment nella parte alta con tanto di pulsanti per richiamare le voci principali.

Fa un certo effetto avviare un’auto dall’animo sportivo e ascoltare il silenzio, ma è un’ibrida, parte in elettrico, è una Toyota di ultima generazione con tanto di animo green urlato ai quattro venti, per cui è bene tenerlo a mente. Ma non è certo il caso di fare drammi: se sulle prime manca un rombo deciso, chilometro dopo chilometro si apprezza la potenza della power unit richiamata al volo dal piede destro non appena si schiaccia sul pedale dell’acceleratore, e non sminuita da quell’effetto scooter di un cambio che non è un cambio, ma un meccanismo epicicloidale che simula una trasmissione. Ovviamente, un minimo di ritardo c’è ancora, ma sotto questo punto di vista sono stati fatti grandi passi avanti, e i 184 CV aiutano a sveltire la pratica. Per essere un’ibrida che anche sotto sforzo consente di percorrere più di 13 km/l, le prestazioni non le mancano, e basta stare sul gas per qualche secondo di troppo per rischiare i punti della patente.

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Detto questo, lo sterzo più diretto ed un comparto sospensioni con una rigidezza incrementata del 15% all’anteriore e del 10% al posteriore, oltre ad una nuova barra antirollio (presente anche sulla 1.8) aiutano a divertirsi tra le curve, dove la piattaforma TGA non sfigurava già prima di questi interventi. Insomma, la C-HR GR Sport segna un modo nuovo di vivere l’esperienza ibrida, e strizza l’occhio anche a chi vede ancora questa tecnologia con diffidenza, tendendogli la mano della sportività e del divertimento. Non ha il cambio manuale e un motore turbo pompato, ma quando saluti il benzinaio con delle romantiche cartoline pur avendo prestazioni più che soddisfacenti, allora inizi a guardarla da un altro punto di vista. In ogni caso, è un esperimento che ha dato esiti positivi, ed è apprezzabile il tentativo di unire la sostenibilità ad una dinamica più incisiva.

Come nasce il rivestimento dei sedili in Alcantara, un valore aggiunto

Considerato che la collaborazione tra Toyota e Alcantara, già in atto con i modelli sportivi, è destinata a crescere con quelli griffati GR Sport, è stato interessante poter capire come nasce questo materiale guidando fino allo stabilimento di Nera Montoro (TR). Vi risparmio i passaggi da piccolo chimico, tanto la formula per far risorgere il poliestere a nuova vita partendo da poliestere e polistirene è segreta quanto quella della Coca Cola, è un processo che si basa su un brevetto di Miyoshi Okamoto nato tanto tempo fa, ma che adesso consente di ottenere dopo diversi affinamenti un materiale simile alla pelle, molto più resistente, leggero, traspirante, caldo d’inverno e fresco d’estate, e così convincente che è stato scelto dai brand più illustri dell’automotive, tra cui Toyota, visto che condivide con il marchio giapponese anche una particolare attenzione per l’ambiente, essendo carbon neutral dal 2009. Le balle di materiale vengono lavate, punzecchiate da infiniti aghi, colorate e poi controllate nei vari parametri con le aziende che hanno effettuato l’ordine.

Dopo scrupolosi controlli qualità vengono rifinite, a seconda delle specifiche richieste, e inviate nel quantitativo concordato, ma a questo punto non sono neanche lontane parenti di quelle arrivate nello stabilimento. In futuro, taglio e finiture per rivestire i vari elementi dell’abitacolo di ogni vettura verranno effettuati da un’unica macchina, per ridurre ulteriormente i tempi di produzione, ma già adesso l’evoluzione è palese, visto che ci sono grafiche 2D e 3D dei sedili Lamborghini cucite a tempo di record, e quelle a laser della nuova Maserati MC20. Ma torniamo a Toyota, ho potuto assistere alla nascita del materiale del sedile dove ero stato seduto per buona parte della mattinata, capire come viene rifinito e, infine, testato attraverso una macchina specifica che simula anni di sfregamenti.

Ora percepisco meglio il valore aggiunto nell’abitacolo della C-HR GR Sport, e l’attenzione per il dettaglio della Casa giapponese, ma è stato bello scoprire che in Italia nascono cose straordinarie come l’Alcantara, un materiale adesso preso d’assalto anche dalle grandi firme della moda, e dalle aziende tecnologiche per via della sua estrema duttilità.

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