Revisioni auto: arriva la “stangata”, dal 1 novembre si paga di più

Ogni “seduta” di collaudo subisce un rincaro di 9,95 euro: a parziale consolazione (ma neanche poi tanto) c’è un bonus dello stesso importo, che però potrà essere ottenuto da chi si prenoterà prima e per una volta sola.

Tutto come da copione: l’aumento dei costi delle revisioni periodiche (stabilito in 9,95 euro), già annunciato a dicembre 2020 e poi ribadito la scorsa estate è dietro l’angolo (scatterà da lunedì 1 novembre), e per “addolcire la pillola” il Governo stanzia un “bonus” che – seppure in maniera piuttosto limitata – consentirà ad alcuni utenti di assorbire in parte il rincaro. Ma andiamo con ordine.

Quasi 10 euro in più, e c’è da aggiungere l’IVA

Sulla base del decreto di attuazione, il Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili ha disposto un “ritocco” in su di 9,95 euro + IVA (cioè, a conti fatti, 12,14 euro) sul costo-base di ogni revisione.

Di seguito le nuove tariffe di revisione per i veicoli a motore.

  • In Motorizzazione: 45 euro + 9,95 euro aumento = 54,90 euro;
  • Presso un Centro revisioni autorizzato: 45 euro + 9,95 euro di aumento + IVA al 22% + 10,20 euro come diritti di Motorizzazione + 1,78 euro per il bollettino postale = 78,96 euro.

È chiaro che le nuove tariffe delle revisioni auto andranno a maggiore beneficio dei Centri privati, in virtù di un iter più veloce fra prenotazione ed esecuzione materiale del collaudo, laddove le sedi della Motorizzazione richiedono tempi più lunghi.

C’è un mini-incentivo, che servirà a ben poco

Contestualmente, il Governo ha stabilito l’entrata in vigore di un “bonus” della medesima somma (appunto: 9,95 euro) a titolo di “rimborso”. Una buona notizia? Non proprio: la cifra stanziata, 4 milioni di euro da “spalmare” su tre anni, servirà a soddisfare ben pochi utenti (se si rapporta il plafond a disposizione con l’ammontare dell’”aiutino di Stato” si ottiene 402.000, che corrisponde al numero di automobilisti, motociclisti e autotrasportatori che potranno usufruire del “Buono Veicoli Sicuri”: pochini in confronto ai 15 milioni di utenti che sono potenzialmente interessati), e per di più potrà essere utilizzato per una sola “seduta” di collaudo e per un solo veicolo (qualora se ne possieda più di uno, dunque, gli altri veicoli pagheranno il costo intero con la nuova maggiorazione) e, appunto, solamente per una volta. In poche parole: “Chi tardi arriva, male alloggia”.

Ecco quando si potrà chiedere il “bonus”

Il mini-incentivo “Bonus Veicoli Sicuri” non scatta in automatico con l’aumento delle tariffe. Dunque: dal prossimo 1 novembre non sarà possibile chiedere il parziale rimborso delle spese di revisione. Per farlo, bisognerà attendere l’attivazione di una piattaforma online dedicata, che sarà accessibile in forma diretta oppure attraverso il portale online del Ministero delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili. La data di attivazione non è stata resa nota. Più nello specifico, gli utenti potranno usufruirne entro il 21 dicembre 2021, cioè entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

La procedura di richiesta sarà simile a quella già adottata in passato per il “Bonus Seggiolini”: si dovrà cioè provvedere a registrarsi con Spid, Cie (carta d’Identità Elettronica) o Cns (Carta nazionale dei Servizi) e compilare un modulo di richiesta di rimborso ad hoc, successivamente indicare il numero di targa del veicolo intestato a chi richiede il bonus, il codice Iban del conto corrente bancario ed un indirizzo mail. Nel caso in cui chi faccia domanda rientrerà fra i 402.000 utenti che hanno diritto al rimborso, l’accredito sarà effettuato direttamente sul c/c indicato nel modulo.

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