Range Rover Velar P400e plug-in hybrid: la prova su strada

Il SUV inglese diventa ibrido e con la soluzione plug-in promette oltre 50 km di guida elettrica in città, ma è anche più hi-tech.

La Land Rover ha aggiornato la Velar concentrandosi più sul lato tecnologico che su quello estetico; d’altra parte, il SUV inglese è uno dei più “sexy” a livello di design e non aveva certo bisogno di essere modificato in quel senso. Abbiamo provato la variante con la power-unit plug-in hybrid, quella più versatile.

Esterni: lo stile non cambia ma è sempre di classe

Dio salvi la “regina” dei SUV, la Velar è patrimonio Universale dei designer, la sua linea ha fatto scuola, ha sconvolto i canoni stilistici dei SUV quanto e forse di più dell’Evoque, tanto che quest’ultima nella seconda generazione prende a piene mani le soluzioni della Velar come la forma dei gruppi ottici posteriori e l’idea delle maniglie a scomparsa.

Così, il restyling della vettura a ruote alte griffata Range Rover ha riguardato essenzialmente quello che è celato da una linea regale, ma allo stesso tempo dinamica e carica di spunti da ogni angolazione, tanto da affascinare lo sguardo da ogni prospettiva. E’ grande, come rivelano i suoi 4,80 metri di lunghezza, ed una larghezza di circa 1,90 metri, ma è anche imponente, con un’altezza superiore al metro e settanta centimetri.

Interni: arriva un nuovo infotainment

I materiali pregiati ed il design a tutto schermo sono elementi confermati in pieno nell’abitacolo della Velar, ma con l’aggiornamento di metà carriera ecco che arriva un sistema d’infotainment più agile nell’interazione, ma anche più rapido e con un display più nitido.

Il sistema multimediale inoltre effettua aggiornamenti over the air, vanta l’app Spotify e consente di collegare due smartphone contemporaneamente tramite bluetooth. Sempre scenografico lo schermo sottostante dedicato alle modalità di guida ed al sistema di climatizzazione. Magari, nella marcia può distrarre, ma è una vera e propria calamita per gli occhi.

Si sta comodi in 4, volendo si può viaggiare anche in 5, perché lo spazio interno è decisamente ampio sia davanti che dietro. A guardare bene, il selettore del cambio è diventato più convenzionale, non c’è più quello rotante, il volante multifunzione ha una nuova forma, mentre il sistema che purifica l’aria riduce anche eventuali cattivi odori. Insomma, con la Velar si sale a bordo direttamente in prima classe.

Al volante: è comoda ma non rinuncia alle prestazioni

Come le altre Velar, anche la plug-in hybrid viaggia in maniera confortevole, visto che assorbe benissimo le buche e consente di ridurre il rumore proveniente dall’esterno di 4 decibel, ma con i 404 CV di potenza di sistema provenienti da una power-unit formata da un 2 litri turbo benzina da 300 CV e da un motore elettrico da 143 CV, la variante alla spina del SUV inglese scatta da 0 a 100 km/h in soli 5,4 secondi, e riprende velocità con una facilità disarmante.

Certo, la massa si fa sentire, per cui in frenata e nel misto è meglio non esagerare, considerando i trasferimenti di carico, ed uno sterzo più progressivo che rapido. Ad ogni modo, c’è sempre la trazione integrale, che consente di rimettere a posto le cose, ed anche l’elettronica si attiva prontamente con tutti gli ADAS a disposizione. Una guida fluida però, oltre a salvaguardare i punti della patente, aiuta anche nei consumi, perché l’apporto della batteria da 17,1 kWh dopo circa 100 km in modalità ibrida si riduce, e le percorrenze scendono dai circa 20 km/l a 13 km/l.

Ovviamente, questa Velar viene scelta per poter sfruttare la sua potenzialità in modalità elettrica nella guida urbana, dove percorre circa 50 km ad impatto zero, per cui è bene ricaricarla una volta tornati a casa, dove in meno di due ore, sfruttando una wallbox a 7 kW, si fa il pieno. Il bello è che quando si ha fretta, trovando una colonnina rapida, la variante plug-in del SUV britannico recupera l’80% d’energia in soli 30 minuti.

Prezzo: da 73.200 euro

La Velar alla spina ha un listino che parte da 73.200 euro, ma come su ogni Range Rover che si rispetti, questo è solo l’inizio, perché si può optare per allestimenti più costosi, ma anche su integrazioni e personalizzazioni che possono contribuire a modificare la cifra d’acquisto finale, che è sempre commisurata alle qualità ed al blasone dell’auto.

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