Pedaggi record in Europa, l'Italia ovviamente è in pole position

Studio Tollwayr: Eurotunnel al vertice con 72€, Parigi‑Marsiglia e Milano‑Bari tra i tragitti più costosi; ampie differenze tra Paesi con impatti su pendolari e logistica

Pedaggi record in Europa, l'Italia ovviamente è in pole position
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 26 gen 2026

Nel cuore dell’Europa, la questione dei pedaggi autostradali e dei costi di attraversamento di ponti e tunnel si fa sempre più pressante, delineando un continente diviso tra tariffe proibitive e simboliche. Un’indagine condotta da Tollwayr offre uno spaccato significativo: viaggiare lungo le principali arterie europee può costare caro, ma non ovunque. Dal tunnel della Manica, il celebre Eurotunnel, dove il passaggio raggiunge i 72 euro, alle autostrade francesi e italiane, fino al sorprendente caso britannico, la varietà di prezzi interroga profondamente il concetto di equità nella mobilità continentale.

Secondo i dati raccolti, il passaggio attraverso l’Eurotunnel si conferma tra i più onerosi, con una tariffa di 72 euro per collegare Regno Unito e Francia. Non è da meno l’autostrada Parigi – Marsiglia, che sfiora i 68,90 euro, mentre la direttrice italiana autostrada Milano – Bari si attesta a 68,30 euro. Queste cifre testimoniano una realtà ben precisa: le grandi infrastrutture a pagamento in Europa occidentale sono spesso riservate a chi può permettersi costi di viaggio elevati.

Francia spicca per pedaggi costosi

Sul fronte opposto, la Gran Bretagna sorprende per la sua politica tariffaria: il Warburton Bridge, ad esempio, impone un pedaggio quasi simbolico di appena 0,14 euro. Questo esempio evidenzia come le strategie adottate dai diversi Paesi possano essere diametralmente opposte e come il tema dei pedaggi non sia solo una questione economica, ma anche sociale e politica.

L’indagine di Tollwayr sottolinea come la Francia sia la nazione europea con le tariffe più elevate sulle infrastrutture principali. Il Ponte Oresund, che unisce Danimarca e Svezia, si distingue per una tariffa di 54 euro, consolidando il ruolo di “attraversamento costoso” nelle grandi dorsali europee. La mappa tracciata evidenzia una spaccatura netta: da un lato, Paesi che puntano su tariffe sostenute per finanziare infrastrutture moderne e complesse; dall’altro, realtà dove i costi rimangono bassi, favorendo l’accessibilità e la mobilità quotidiana.

Le scelte di prezzo

Le conseguenze di questa disparità non sono soltanto numeriche. Le scelte di prezzo incidono profondamente sui bilanci delle famiglie, sulle strategie logistiche delle imprese e persino sulle rotte turistiche. Le aziende di trasporto, di fronte a costi elevati, spesso ripensano i propri itinerari, talvolta scegliendo percorsi alternativi meno sicuri o più lunghi, con impatti anche sull’ambiente. D’altra parte, pedaggi bassi o simbolici gravano sulla fiscalità generale, spostando il peso del finanziamento sulle casse pubbliche e quindi sull’intera collettività.

La giustificazione degli operatori è chiara: tariffe elevate servono a coprire i costi di costruzione, manutenzione e gestione di opere ingegneristiche complesse. Tuttavia, la mancanza di una linea guida europea univoca lascia spazio a una moltitudine di modelli: concessioni private, gestione pubblica o formule miste. La trasparenza delle tariffe, inoltre, varia da Paese a Paese. Alcuni Stati pubblicano listini chiari e consolidati, altri optano per schemi dinamici, con sconti per residenti o abbonati, alimentando ulteriormente la frammentazione del sistema.

Gli effetti sociali

Gli effetti sociali di questa frammentazione sono evidenti: le comunità locali e i pendolari sono spesso i più penalizzati da tariffe elevate, che possono incidere pesantemente sui costi quotidiani di chi si sposta per lavoro o studio. La questione dell’accessibilità e della sostenibilità della mobilità transnazionale rimane centrale nell’agenda europea, soprattutto in un periodo di forte trasformazione tra elettrificazione dei trasporti, integrazione logistica e ripresa del turismo.

Nel frattempo, gli utenti affinano le proprie strategie: confrontano alternative come treni e traghetti, valutano abbonamenti, pianificano con attenzione i propri spostamenti per ridurre l’impatto economico dei pedaggi. Anche il settore della logistica è costretto a rivedere costantemente le proprie rotte, alla ricerca di soluzioni più efficienti e meno onerose.

Con l’Europa impegnata a trovare un nuovo equilibrio tra finanziamento sostenibile delle infrastrutture e diritto alla mobilità, la discussione sulle tariffe rimane al centro del dibattito pubblico e politico. Solo una visione condivisa potrà garantire equità, efficienza e accessibilità, rispondendo alle esigenze di cittadini e imprese in un continente sempre più interconnesso e dinamico.

Ti potrebbe interessare: