Parcheggi per disabili: Genova sperimenta il sistema anti-abusivi

Via al programma-pilota che prova dieci dispositivi di allarme collocati in altrettanti stalli personalizzati: chi ne ha diritto, ora possiede un argomento in più per farsi rispettare.

La questione è ben nota a milioni di automobilisti, tuttavia – forse per il fatto che riguarda solamente una parte di utenza – a volte (spesso, purtroppo) sale agli “onori delle cronache” quando a farne le spese sono le persone che ne hanno effettivo diritto. Si tratta dei parcheggi per disabili, che non sono affatto disponibili a chiunque, ma ad utilizzo esclusivo di chi sia portatore di un handicap riconosciuto oppure abbia una invalidità.

E se lo trova occupato da un abusivo, non può far altro che cercarsi altrove il posto dove lasciare la propria auto. E se questo si trovi in un’area a pagamento (strisce blu, per dire), gli tocca pagare, anche se sul cruscotto del veicolo sia apposto il “pass” disabili e la persona sia stata costretta a dover trovarsi un parcheggio altrove a causa dell’incivile (e purtroppo non mancano mai) che infischiandosene bellamente ha piazzato la propria vettura laddove proprio non potrebbe.

Ecco il progetto

Oltre il danno la beffa, per dire. C’è tuttavia un sistema che tutela il malcapitato disabile: ci si riferisce, nello specifico, a “Tommy”, un dispositivo – già brevettato e provvisto di autorizzazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – che risulta di grande aiuto a quanti abbiano effettivo diritto di usufruire dei posti auto riservati. Il sistema, costituito da una piastra quadrata da circa 30 cm per lato, debutta a Genova in una ulteriore fase di sperimentazione, dopo un primo “assaggio” che, spulciando l’archivio delle notizie del Comune del capoluogo ligure, risale alla fine del 2017.

Come funziona

Nella fattispecie, il sistema Tommy (dal nome del figlio dell’ingegnere che lo ha ideato), o “Place4Me”, è frutto di un progetto di engineering a cura di ACI Consult, società del Gruppo dell’Automobile Club d’Italia: la sua attivazione a Genova si deve all’interessamento della Consulta comunale dei Disabili che ha sottoscritto un protocollo d’intesa con ACI Infomobility SpA.

La nuova fase sperimentale prevede l’installazione gratuita di “Tommy” in dieci stalli personalizzati – ovvero quelli assegnati ad un soggetto disabile – collocati in alcuni dei Municipi di Genova scelti fra quelli nei quali la Polizia locale ha ricevuto più segnalazioni di casi di occupazioni abusive (ricordiamo che a Genova esistono attualmente 1.050 stalli liberi, ovvero a disposizione di tutti i titolari di contrassegno CUDE, e 220 stalli personalizzati, cioè assegnati nominalmente ad una persona).

Tecnicamente, il sistema Tommy viene installato sul terreno, all’interno dello spazio riservato per la sosta dei veicoli che recano il contrassegno disabili: mediante un sensore collegato alla rete WiFi avviene l’immediato controllo dell’area di sosta da parte di un autoveicolo. Nel caso in cui venga rilevato un veicolo non autorizzato, si attiva un allarme che si spegne al momento che l’”abusivo” se ne va, oppure se il titolare della concessione disattiva il segnale sonoro con un telecomando a sua disposizione.

Dove sono collocati

Di seguito l’ubicazione dei dieci dispositivi, concessa a titolo gratuito per un anno.

  • Via Vesuvio (Oregina);
  • Via Molassana (Molassana);
  • Via Ilva (Carignano);
  • Via Voltri (Voltri),
  • Corso Martinetti (Sampierdarena);
  • Via Monte sei Busi (Teglia);
  • Via Gorizia (Sturla);
  • Corso Firenze (Castelletto);
  • Via Bertuccioni (Marassi);
  • Viale Centurione Bracelli (Marassi).

Cosa dice il Codice della Strada

La “regolamentazione della circolazione e sosta dei veicoli a servizio di persone invalide” è disciplinata dall’art. 188 del Codice della Strada, dove si specifica che le relative strutture, corredate di segnaletica, sono a cura degli enti proprietari della strada. Le autorizzazioni vengono rilasciate dal sindaco del Comune di residenza (il CUDE-Contrassegno Unificato Disabili Europeo, entrato in vigore il 15 settembre 2012 in sostituzione del precedente tagliando arancione), nei limiti determinati dal regolamento e con le formalità in esso indicate. I veicoli al servizio di persone invalide (comma 3) “Non sono tenuti all’obbligo del rispetto dei limiti di tempo, se lasciati in sosta nelle aree di parcheggio a tempo indeterminato”.

Le sanzioni per i trasgressori

E ora passiamo al capitolo dedicato ai “furbetti” della sosta abusiva: lo stesso art. 188 CdS indica, al comma 4, che “Chiunque usufruisce delle strutture di cui al comma 1, senza avere l’autorizzazione prescritta dal comma 2 o ne faccia uso improprio, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 85 a euro 338”. Di più: secondo il comma 5, “Chiunque usa delle strutture di cui al comma 1, pur avendone diritto, ma non osservando le condizioni ed i limiti indicati nell’autorizzazione prescritta dal comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 169”.

È importante tenere presente che la sanzione di cui al comma 4 viene applicata anche ad eventuali amici o parenti del titolare del CUDE, senza che essi ne abbiano diritto: ciò in quanto il contrassegno è personale, ovvero può essere utilizzato su qualsiasi veicolo, ma solamente dal titolare. Ed è anche essenziale controllare la scadenza, in quanto il contrassegno non può essere utilizzato una volta scaduto: la sanzione applicata è, in questo caso, riferita al comma 5 dell’art. 188 CdS, cioè da 41 euro a 169 euro.

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