Nuovo Codice della Strada, cambiano le regole per i pedoni: cosa sarà vietato e cosa no
Il nuovo Codice della strada introduce obblighi per i pedoni, controlli sulle precedenze e nuove regole per attraversare. Ecco cosa prevede la riforma
Attraversare la strada potrebbe richiedere qualche attenzione in più, almeno sul piano normativo. Il nuovo Codice della Strada, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri, introduce disposizioni che riguardano direttamente i pedoni, modificando il rapporto tra chi cammina e chi conduce un veicolo.
La riforma punta a rafforzare la protezione degli utenti vulnerabili, ma attribuisce anche maggiori responsabilità a chi si sposta a piedi. Tra le novità figurano obblighi di prudenza, prescrizioni sulla visibilità notturna e nuove modalità di controllo delle precedenze.
Attenzione, però: le regole non sono ancora in vigore. Il decreto dovrà completare l’iter istituzionale prima dell’approvazione definitiva.
Attraversamenti pedonali, arriva un obbligo esplicito di prudenza
Una delle modifiche più significative riguarda il comportamento richiesto prima di attraversare la carreggiata. Il nuovo testo stabilisce esplicitamente che il pedone debba verificare le condizioni di sicurezza prima di impegnare la strada. Non sarà quindi sufficiente fare affidamento sulla precedenza prevista dalle norme: occorrerà accertarsi che l’attraversamento possa avvenire senza pericolo.
La disposizione intende richiamare l’attenzione sui rischi presenti soprattutto nei contesti urbani, dove automobilisti, motociclisti, ciclisti e utilizzatori di monopattini condividono spazi spesso congestionati. Un altro cambiamento interessa chi cammina fuori dai centri abitati, durante le ore notturne, lungo strade prive di illuminazione.
In queste circostanze sarà necessario rendersi visibili agli altri utenti della circolazione. Il testo descritto non specifica però quali dispositivi o indumenti dovranno essere utilizzati per rispettare l’obbligo. L’obiettivo è ridurre il rischio di investimenti nei tratti dove un automobilista potrebbe individuare troppo tardi una persona sulla carreggiata.
Smartphone sulle strisce, cancellata la multa da 75 euro
Una delle disposizioni più discusse nelle precedenti bozze della riforma non compare nel testo approvato preliminarmente dal Governo. Si tratta della multa da 75 euro prevista per i pedoni sorpresi ad attraversare mentre utilizzano smartphone, tablet o altri dispositivi elettronici.
La proposta iniziale contemplava alcune eccezioni, tra cui particolari modalità di utilizzo degli auricolari. L’intera sanzione specifica è stata successivamente eliminata. Questo significa che, secondo l’attuale formulazione del decreto, non verrà introdotto un divieto autonomo di attraversamento con il telefono in mano.
Rimane naturalmente il dovere generale di adottare comportamenti prudenti, senza creare situazioni pericolose per sé stessi e per gli altri. Sul fronte della tutela, invece, arriva una novità importante per gli automobilisti: il mancato rispetto della precedenza nei confronti di pedoni e ciclisti potrà essere accertato anche attraverso controlli a distanza.
Le apparecchiature elettroniche potranno quindi essere impiegate per rilevare violazioni che finora richiedevano generalmente l’intervento diretto degli organi di controllo.
Monopattini, marciapiedi e nuove tutele per i disabili
La riforma interviene anche su alcuni comportamenti che possono compromettere la sicurezza di chi cammina. Per i monopattini vengono previsti divieti relativi alle manovre improvvise e a zig-zag. Chi utilizza un mezzo a noleggio dovrà inoltre fotografarlo dopo averlo parcheggiato, documentando la corretta conclusione del servizio.
I Comuni potranno individuare aree di sosta sui marciapiedi, purché rimanga garantito il passaggio dei pedoni e delle persone con disabilità. Per queste ultime è prevista anche l’adesione obbligatoria di tutti i Comuni alla piattaforma nazionale CUDE, destinata a favorire il riconoscimento del contrassegno disabili sull’intero territorio italiano.
Il percorso legislativo, comunque, non è concluso. Sono ancora necessari i pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata e delle commissioni parlamentari. L’approvazione definitiva potrebbe arrivare entro metà marzo 2027, mentre l’entrata in vigore viene ipotizzata per il 1° gennaio 2028. Fino ad allora, le disposizioni illustrate rimangono proposte suscettibili di ulteriori modifiche.