Non solo Autobahn, in cantiere ci sono altre autostrade senza limiti
La proposta HB2059 consente zone a velocita non limitata in Arizona su tratti rurali; progetto pilota sull'Interstate 8 e limiti per mezzi commerciali
L’Arizona si prepara a rivoluzionare il panorama della mobilità americana con una proposta legislativa destinata a far discutere: il Reasonable and Prudent Interstate Driving (RAPID) Act, noto come HB2059, presentato dal deputato Nick Kupper. L’obiettivo è chiaro: introdurre, per la prima volta negli Stati Uniti, tratti autostradali rurali a velocità non limitata, seguendo un modello che in Europa evoca immediatamente il riferimento alle celebri Autobahn tedesche. Ma la proposta, che mira a modernizzare le norme senza compromettere la sicurezza stradale, ha già acceso un acceso confronto tra sostenitori e critici, alimentando un dibattito che va ben oltre i confini dello Stato.
Aree ben delimitate
Il disegno di legge prevede un quadro di regole stringenti e limitazioni ben definite. Le aree in cui si potrà sperimentare la velocità non limitata saranno esclusivamente segmenti autostradali in zone extraurbane, con una popolazione inferiore a 50.000 abitanti. Questa deroga sarà valida solo nelle ore diurne, mentre durante la notte verrà imposto un limite massimo di 80 miglia orarie (129 km/h). Per quanto riguarda i mezzi commerciali, la restrizione sarà ancora più severa: per loro il limite resterà fisso a 80 miglia all’ora, senza eccezioni, a tutela della sicurezza stradale di tutti gli utenti.
Un aspetto fondamentale della proposta è il ruolo affidato all’ADOT (Arizona Department of Transportation). Prima di avviare qualsiasi modifica, l’ente dovrà condurre approfonditi studi ingegneristici e di traffico per certificare che i tratti prescelti siano effettivamente idonei alle alte velocità. Inoltre, uno dei criteri chiave per la selezione delle tratte riguarda il tasso di incidentalità: saranno considerate solo quelle strade che, negli ultimi cinque anni, abbiano registrato una frequenza di incidenti inferiore alla media statale. Questa attenzione ai dati oggettivi vuole rispondere alle principali preoccupazioni sulla sicurezza stradale sollevate da associazioni di vittime, esperti e autorità locali.
Un progetto pilota interessante
Il cuore della sperimentazione sarà un progetto pilota che interesserà un tratto dell’Interstate 8, precisamente tra Casa Grande e Yuma. Qui, per un anno, si monitoreranno attentamente gli effetti della rimozione dei limiti: saranno analizzati parametri come la sicurezza, i flussi di traffico, la rapidità dei soccorsi e l’impatto sulle polizze assicurative. I dati raccolti saranno resi pubblici dall’ADOT, in un’ottica di massima trasparenza e coinvolgimento della cittadinanza. Se i risultati dovessero essere positivi, la legislazione aprirebbe la strada all’estensione della sperimentazione su altre arterie dello Stato.
I promotori della legge guardano con interesse al modello delle Autobahn tedesche, dove, secondo numerosi studi, tratti rettilinei, ben progettati e con traffico ridotto presentano rischi molto diversi rispetto alle congestionate strade urbane. Sostengono che, con una selezione tecnica rigorosa e un’attenta analisi del comportamento dei conducenti, sia possibile coniugare innovazione e sicurezza stradale, adattando le regole alle caratteristiche specifiche del territorio dell’Arizona.
La sicurezza resta una questione aperta
Non mancano, però, voci contrarie. Gli esperti di sicurezza stradale, le associazioni di familiari delle vittime della strada e molte autorità locali richiamano l’attenzione su dati internazionali e studi americani che mostrano una correlazione diretta tra l’aumento dei limiti di velocità e l’incremento della mortalità. A complicare il quadro c’è anche il precedente del Montana, che negli anni ’90 aveva tentato una sperimentazione simile, poi abbandonata a causa di risultati controversi. Le condizioni geografiche, climatiche e culturali dell’Arizona rendono inoltre difficile un semplice trasferimento di esperienze da altri contesti.
Dal punto di vista operativo, emergono ulteriori criticità: la differenza di velocità tra veicoli leggeri ad alte prestazioni e mezzi pesanti, costretti a rispettare il limite di 80 miglia orarie, potrebbe favorire manovre di sorpasso rischiose. Restano poi aperti interrogativi sull’applicazione delle norme, sui sistemi di controllo, sulla possibilità di assicurare veicoli che viaggiano a velocità elevate e sui tempi di intervento dei servizi di emergenza.
Il progetto pilota rappresenta dunque un banco di prova cruciale non solo per la mobilità dell’Arizona, ma anche per il dibattito nazionale sulla sicurezza stradale e sulla modernizzazione delle infrastrutture viarie americane. Sarà compito dell’ADOT garantire la trasparenza dei criteri di selezione e la pubblicazione dei dati, offrendo a cittadini e decisori politici strumenti concreti per valutare i reali effetti della velocità non limitata su tratti autostradali selezionati. Il futuro della mobilità americana potrebbe dipendere anche dall’esito di questa sperimentazione, che mette al centro temi tecnici, culturali e di politica pubblica di grande attualità.