Non paga 32mila euro al dipendente: sequestrato all'emiro uno yacht da milioni di euro

A Imperia sequestrato il Queen Mavia, yacht di 62 metri di un emiro: un ufficiale infortunato reclama oltre 32mila euro tra stipendi e indennità

Non paga 32mila euro al dipendente: sequestrato all'emiro uno yacht da milioni di euro
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Giorgio Colari
Pubblicato il 13 ott 2026

Uno yacht lungo 62 metri, dotato di eliporto, spa e ambienti rivestiti di materiali preziosi, è finito sotto sequestro per una controversia economica da poco più di 32mila euro. È accaduto a Imperia, dove il tribunale ha disposto un provvedimento conservativo nei confronti del Queen Mavia, imponente imbarcazione riconducibile a un facoltoso imprenditore degli Emirati Arabi Uniti.

A far scattare l’iniziativa giudiziaria è stata la richiesta di un primo ufficiale di bordo, rimasto infortunato durante una manovra di ormeggio e successivamente coinvolto in una disputa relativa ai compensi. Una vicenda nella quale si incontrano il lusso della nautica internazionale e i diritti di chi lavora a bordo.

L’infortunio durante l’ormeggio in Tunisia

La storia comincia il 17 agosto 2026, quando il Queen Mavia si trova nel porto di Biserta, in Tunisia. Durante le operazioni di ormeggio, il primo ufficiale è impegnato nel recupero e nella gestione dei cavi quando, secondo la ricostruzione presentata in sede giudiziaria, riporta lesioni nella zona inguinale, all’anca e alla regione lombare.

Il marittimo era stato assunto per la stagione estiva, dal 1° maggio al 30 settembre, con una retribuzione concordata di 6.000 euro mensili. Dopo l’incidente, secondo quanto sostenuto dal lavoratore, sarebbero rimaste insolute diverse spettanze economiche, comprese l’indennità relativa al periodo di malattia, le ferie e le giornate di riposo maturate.

Il credito complessivamente rivendicato supera di poco i 32.000 euro. Per ottenerne il riconoscimento e tutelare le proprie ragioni, l’ufficiale si è affidato agli avvocati Karim Ivan Garola, del foro di Milano, e Giorgio Licitra, del foro di Imperia.

La controversia ha così raggiunto il tribunale ligure, che ha disposto il sequestro conservativo dell’imbarcazione. Il provvedimento costituisce una misura cautelare a garanzia del credito contestato, non una confisca definitiva dello yacht.

Perché il tribunale ha bloccato il Queen Mavia

La decisione è legata soprattutto alla struttura societaria proprietaria dell’imbarcazione. Il Queen Mavia risulta infatti riconducibile alla Diamond Empress Ltd, società registrata nelle Isole Marshall e controllata da soggetti residenti negli Emirati Arabi Uniti.

Secondo quanto riportato nella ricostruzione del procedimento, lo yacht rappresenterebbe l’unico bene della società individuabile all’interno dell’Unione Europea. Questa circostanza ha assunto un peso determinante: il sequestro consente di preservare una garanzia patrimoniale mentre viene affrontata la controversia relativa alle somme richieste dal lavoratore.

L’imbarcazione è associata all’emiro Saeed Bin Jabr al Suwaidi, fondatore del gruppo industriale Bin Jabr, attivo in diversi settori economici. Le cronache riportano valutazioni differenti del valore del Queen Mavia, comprese stime di circa 4 milioni e altre di 34 milioni di euro. Non emerge quindi una quotazione univoca, ma in entrambi i casi la sproporzione rispetto al credito rivendicato è considerevole.

Sessantadue metri di lusso, tra eliporto e spa

Costruito nel 2001 dal cantiere olandese Oceanco, il Queen Mavia è uno yacht a motore progettato per lunghe navigazioni e soggiorni all’insegna del massimo comfort. La sua lunghezza di circa 62 metri permette di ospitare fino a 12 persone in sei cabine, secondo una delle configurazioni riportate, oltre all’equipaggio necessario alla gestione dell’imbarcazione.

Tra le dotazioni figurano una piattaforma per elicotteri, una zona benessere con vasca idromassaggio, sauna, sala massaggi e palestra. Gli interni impiegano materiali pregiati, tra cui marmi, onice e finiture in legno. La propulsione è affidata a motori Caterpillar, con una velocità massima indicata intorno ai 16 nodi e un’autonomia superiore alle 3.000 miglia nautiche.

Per il momento, tuttavia, non sono le caratteristiche nautiche a richiamare l’attenzione sul Queen Mavia. Il suo futuro immediato dipende dall’evoluzione di una controversia lavorativa che ha portato al blocco giudiziario di un’imbarcazione di grande prestigio.

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