Mazda CX-5 2022: prova, prezzo, motori

Tanta sostanza in più per il SUV Mazda che rinuncia all’ibrido e punta forte sul diesel

Mentre la Mazda 2 si concede la variante full hybrid, la CX-5 rimane fedele alle motorizzazioni termiche anche per il MY 2022, e non rinuncia al diesel che, in particolare nel nostro Paese, è molto apprezzato. Non a caso l’80% delle immatricolazioni italiane riguardano le motorizzazioni alimentate a gasolio.

Cambiamenti mirati e nuova versione Newground

Speculare nelle forme, la CX-5 MY 2022 si distingue per i dettagli che caratterizzano le varie versioni, come quelli in color lime del nuovo allestimento Newground, che porta a battesimo anche la nuova livrea Zircon Sand, o quelli dai toni sportiveggianti della variante Homura. Rimangono a listino la Exceed, la Homura, e la ricca Signature con prezzi che partono dai 36.100 euro della Newground 2.0 Skyactiv-G 2WD con cambio manuale a 6 marce.

Se l’immagine non è stata stravolta e non teme le 5 primavere che il modello si porta sulle spalle, la tecnologia è stata implementata. Così adesso gli ADAS consentono di avere la cosiddetta guida autonoma di livello 2, i fasci di luce vengono gestiti con più precisione, ed arriva la ricarica wireless per lo smartphone, mentre il sistema multimediale con schermo da 10,25 pollici dialoga con i device grazie alla compatibilità con Android Auto ed Apple CarPlay, e si gestisce sempre dal rotore posto sul tunnel centrale.

La Newground sfoggia elementi lime anche nell’abitacolo, che rimane immenso davanti e meno generoso dietro, e conserva un bagagliaio all’altezza delle aspettative per un’auto da 4,58 metri, con i suoi 550 litri utili. Rispetto agli ultimi modelli della Casa di Hiroshima rimane una certa presenza di tasti fisici che farà comodo a tutti coloro che si sentono minacciati dagli abitacoli a tutto schermo. Le CX-5 con cuore a benzina inoltre, sono state arricchite con il selettore delle modalità di guida per poter scegliere quella più sportiva, o la voce denominata off-road, appannaggio delle versioni dotate di trazione integrale.

La diesel è sempre più raffinata e al volante dimostra tutto il suo valore

Con queste premesse ci siamo approcciati alla guida della variante diesel più potente, quella con 184 CV che il 2.2 snocciola attraverso un cambio automatico a 6 marce più rapido negli innesti. L’erogazione in questa MY 2022 appare più fluida, più silenziosa, e l’unità a gasolio fa sentire la sua voce solamente quando il contagiri arriva vicino a quota 5.000. Tutto funziona meglio anche a livello dinamico, con il lavoro di affinamento svolto sull’assetto e sulla scocca della vettura.

Tanti interventi si traducono in una guida ancora più precisa, ma sempre confortevole, e dinamica, considerando i 9,6 secondi necessari per scattare da 0 a 100 km/h e la velocità massima di 208 km/h. La trazione integrale rappresenta un incremento della sicurezza dinamica e regala maggiori soddisfazioni al volante. Volendo, c’è anche la motorizzazione da 150 CV, sempre turbodiesel, che non sfigura affatto con una coppia di 380 Nm. La cilindrata più elevata rispetto alle concorrenti sotto questo punto di vista è un vantaggio decisamente non trascurabile.

Non risente della mancanza dell’ibrido

In un mercato sempre più elettrificato, auto come la CX-5 dimostrano come un buon diesel sia ancora una scelta vincente per chi percorre molti km e vuole farlo con un motore brillante e dai consumi contenuti. Il SUV di Hiroshima offre tutte le ultime novità in fatto di sicurezza e di interfaccia multimediale, e le combina con una guida “vecchio stile” decisamente appagante e coinvolgente.

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