Lamborghini Huràcan STO: dalla strada al DTM

Scoprite insieme a noi gli affinamenti che la fanno andare veloce in pista e vincere.

La Lamborghini Huracàn STO durante la settimana è protagonista sulle strade, ma nei weekend indossa gli abiti da gara, si trasforma in GT3 EVO2 e corre nel DTM. Scopriamo le differenze tra le due varianti più sportive della supercar del Toro.

Lamborghini Huracàn STO: viaggia su strada ma è pensata per le corse

La Lamborghini Huràcan STO dimostra la sua affinità con il mondo delle corse da ogni prospettiva. Intanto è più leggera di 43 kg della Performante, grazie ad una carrozzeria costituita al 75% in fibra di carbonio. Poi ha un’aerodinamica dedicata, con una ala fissa regolabile ma grande come poche, il cofango, che unisce cofano anteriore e passaruota in un unico elemento, e la pinna posteriore che spunta sopra l’airscope. Tutto questo genera una forza di 420 kg che tiene l’auto attaccata al suolo. Una fattore di vitale importanza quando si ha a che fare con un cuore V10 da 5,2 litri capace di erogare 640 CV e di far scattare il bolide di Sant’Agata Bolognese da 0 a 100 km/h in soli 3 secondi. Dentro arriva una sorta di roll-bar di rinforzo, ci sono le cinture da corsa, e i sedili sportivi sono una vasca di fibra di carbonio rivestita di Alcantara. Poche concessioni al comfort: le maniglie spariscono, dietro si vede solamente la copertura del V10, mentre il bagagliaio non c’è, esiste solo un pozzetto anteriore per riporre il casco. Praticamente, l’indispensabile per andare in pista.

STO: con le modifiche giuste diventa GT3 EVO2

La Lamborghini Huràcan STO con interventi mirati si trasforma nella GT3 EVO2 che corre nel DTM. Infatti, il motore V10 vede l’introduzione di 10 corpi farfallati controllati dall’elettronica, mentre l’Airscope non è destinato a raffreddare il motore, come sulla STO, ma a rendere la risposta all’acceleratore più reattiva. Per cui convoglia l’aria direttamente nel cuore della GT3 EVO2. L’aerodinamica è stata ulteriormente raffinata con un nuovo fondo, uno splitter rivisto, ed un estrattore ancora più estremo. Cambia anche l’ala posteriore, che è adatta alle specifiche del regolamento. Il cambio diventa sequenziale a 6 rapporti in luogo del doppia frizione a 7 marce della STO. Il peso scende a 1.230 kg contro i 1339 kg della versione da strada. Tutto per limare decimi preziosi nei tempi sul giro. Ovviamente, l’abitacolo è spoglio, privo degli ammennicoli ancora presenti sulla STO, come il sistema d’infotainment, e adattato all’utilizzo in pista con un roll-bar più esteso, il sedile da corsa, ed un nuovo volante tagliato nella parte alta. 

Fino al Red Bull Ring con la STO per vedere in azione la Huracàn GT3 EVO2

Per unire il meglio dei due mondi Lambo, abbiamo avuto l’occasione di assistere in prima linea alla tappa del DTM del Red Bull Ring, dove corre la GT3 EVO2, partendo da Bologna con la Lamborghini Huràcan STO. Una distanza di circa 530 km coperta con un pieno (sono avanzati anche 100 km di autonomia) viaggiando su strade ed autostrade con un’auto da corsa targata. La reattività ai comandi, il sound, ed il coinvolgimento alla guida ad ogni andatura, ci hanno fatto dimenticare la rigidità generale, la difficoltà ai caselli, per via delle cinture da corsa, e l’inesistente visibilità posteriore. La vettura da corsa guidata da Mirko Bortolotti con la sua incisività in gara ed una presenza scenica degna di una diva, raccoglie i frutti di uno sviluppo mirato e sarà in lizza fino all’ultima staccata per il campionato. Nelle gare di 1 ora del DTM si è dimostrata protagonista raccogliendo un podio in gara 1, e punti preziosi in gara 2 resa insidiosa dalla pioggia. E’ stata un’esperienza arrivare con tutta l’attenzione del pubblico per poi mescolarsi in maniera anonima tra i fan nelle tribune. Al volante ti senti Superman, quando scendi sei Clark Kent: è l’effetto Huracàn STO!

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