La Porsche 918 Spyder "orange" scrive la storia: asta da primato
La Porsche 918 Spyder unica in Paint to Sample Pure Orange è stata venduta per 6,05 milioni da Mecum Auctions. Chilometraggio basso, pacchetto Weissach e specifiche rare spingono il mercato delle hypercar verso nuovi record.
Un nuovo capitolo si scrive nella storia delle Porsche 918 Spyder, grazie a un’asta che ha lasciato il segno non solo tra gli appassionati di supercar, ma anche tra i più attenti osservatori del mercato delle auto da collezione. Protagonista di questo record è un esemplare assolutamente unico, capace di catalizzare l’attenzione internazionale e ridefinire i confini del valore nel segmento delle hypercar ibride. Durante l’evento organizzato da Mecum Auctions a Kissimmee, in Florida, questa vettura è riuscita a raggiungere la cifra straordinaria di 6,05 milioni di dollari, un record asta che ha praticamente raddoppiato il precedente primato e fatto discutere tutto il settore.
Protagonista del successo
La Porsche 918 Spyder protagonista di questo successo non è certo una supercar qualunque. Il suo cuore pulsante è un propulsore ibrido da 887 CV, un valore che la colloca ai vertici delle prestazioni mondiali. Ma a rendere davvero ineguagliabile questo esemplare sono dettagli che vanno ben oltre la semplice scheda tecnica: la livrea personalizzata Paint to Sample Pure Orange, realizzata in esclusiva per questa vettura, la distingue immediatamente da tutte le altre 918 prodotte. Il colore arancione acceso, raro e vistoso, esalta le linee futuristiche della carrozzeria e ne sottolinea l’esclusività, rendendola immediatamente riconoscibile anche tra le più blasonate supercar.
Altro elemento di spicco è il celebre pacchetto Weissach, che in questo caso si presenta nella sua massima espressione grazie all’uso esteso della fibra di carbonio. Questo allestimento non solo riduce il peso complessivo della vettura, ma contribuisce a esaltarne le doti dinamiche e l’aggressività estetica, portando la 918 a un livello di raffinatezza tecnica e stilistica davvero superiore. L’integrazione della fibra di carbonio è visibile sia all’esterno sia negli interni, regalando una sensazione di sportività estrema e una qualità costruttiva che solo Porsche sa garantire.
Il successo all’asta
Il successo ottenuto all’asta, però, non si spiega soltanto con la potenza e la bellezza di questa hypercar. Uno degli aspetti che ha maggiormente influenzato la corsa al rialzo tra i bidder internazionali è stato senza dubbio il chilometraggio basso: appena 1.360 chilometri percorsi dalla sua immatricolazione. Questo dato ha conferito all’auto lo status di vera e propria “reliquia moderna”, una vettura da conservare gelosamente più che da utilizzare su strada. Il mercato ha dimostrato ancora una volta di premiare la conservazione e l’originalità, considerandole ormai driver di valore più rilevanti rispetto alla sola rarità numerica.
Non è un caso che questa 918 Spyder venga oggi considerata un simbolo della cosiddetta Santa Trinità delle hypercar, un’élite che comprende anche la Ferrari LaFerrari e la McLaren P1. Questi tre modelli, prodotti in tirature estremamente limitate, rappresentano l’apice della tecnologia automobilistica del decennio scorso e sono diventati oggetti del desiderio per collezionisti di tutto il mondo. La vendita record di questo esemplare Porsche non fa che rafforzare la percezione di esclusività e il potenziale di investimento che caratterizza la “trinità” delle supercar ibride.
Tanto entusiasmo
Va però sottolineato che non tutti gli esperti del settore condividono lo stesso entusiasmo per queste cifre. Alcuni analisti mettono in guardia dal considerare i risultati delle aste come indicatori di un trend stabile: secondo loro, vendite così eccezionali possono rappresentare dei picchi temporanei, influenzati da una combinazione di fattori irripetibili come la specificità del modello, la platea internazionale di bidder e le condizioni economiche globali, spesso soggette a forti oscillazioni. Il mercato delle auto d’epoca, infatti, è notoriamente volatile e può essere condizionato da mode passeggere e da eventi straordinari.
Resta il fatto che la vetrina offerta da Mecum Auctions si è rivelata determinante nel dare visibilità mondiale a questo pezzo unico. La presenza di collezionisti, dealer e investitori di primo piano ha contribuito a creare un clima di forte competizione, dove la passione per l’automobile si è intrecciata con le logiche dell’investimento e della speculazione. Il risultato? Un’asta che entrerà nella storia, non solo per la cifra raggiunta, ma per il modo in cui ha saputo catalizzare l’attenzione di tutto il settore su una vettura che incarna perfettamente il concetto di “auto da collezione” nel XXI secolo.