Incentivi auto elettriche e ibride 2022: quanto viene stanziato

Fra le misure illustrate dal Governo e contenute nel decreto-bollette, 800 milioni di euro per il 2022 e 1 miliardo all’anno fino al 2030: si pensa, cioè, non solamente ai clienti finali, ma anche a tutta la filiera.

Ecco il primo (e attesissimo) intervento di sostegno alla filiera dell’auto per il 2022: una misura che si inserisce nel decreto varato dal Governo venerdì 18 febbraio per fronteggiare il caro-bollette (8 miliardi di euro la somma stanziata), e che avrà carattere strutturale. Non più, per intenderci, estemporaneo come era stato adottato a più riprese nel recente passato, quanto finalizzato ad un piano maggiormente articolato, da “spalmare” su un’ottica medio-lunga, e che tiene conto non solamente dei consumatori finali, ma anche del comparto di produzione e di vendita.

Serviranno i decreti di attuazione

Cifre alla mano, la quota assegnata all’auto per il 2022 è di 800 milioni di euro. Dal 2023, il settore dell’auto beneficerà di un miliardo di euro all’anno. Numeri finora “sulla carta”, perché per rendere effettivo il provvedimento – ovvero a far sì che sia usufruibile – occorrono decreti attuativi “ad hoc”.

“Accompagnare la fase di transizione”

È chiaro che a beneficiarne saranno gli autoveicoli a basse (o del tutto assenti) emissioni di CO2 allo scarico. Del resto, la conferenza stampa del premier Mario Draghi che si è tenuta nella prima serata di venerdì scorso, al termine della seduta del Consiglio dei ministri, ed alla quale hanno preso parte anche i ministri della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, dell’Economia Daniele Franco e dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, ha toccato anche temi green. Nella fattispecie, il plafond di un miliardo di euro all’anno come sostegno al comparto automotive è stato deciso per accompagnare la fase di transizione. Ha spiegato il ministro Giorgetti in conferenza stampa:

Insieme al ministro Cingolani intendiamo presentare, a breve, un decreto incentivi per l’acquisto di auto ecologicamente compatibili, e non solamente elettriche. Nella fase di transizione dovranno essere considerate anche altre fonti di alimentazione, come l’ibrido.

Quanto andrà a beneficio dei consumatori?

Il taccuino sul quale scrivere i vari “capitoli” di intervento è dunque apertissimo. La palla resta in mano al Governo per la stesura dei decreti attuativi, nei quali verranno dettagliate le modalità tecniche di erogazione degli incentivi. Più che probabili gli aiuti all’elettrico, e ci si attendono anche analoghe misure di “bonus” per i veicoli a più basse emissioni (leggi: ibridi plug-in).

E con il fatto che gli aiuti andranno sia al comparto industriale e dell’indotto in senso più ampio (appunto: nell’ottica di sostegno alla riconversione ecologica) sia agli acquirenti (attraverso sconti dedicati per l’acquisto di autoveicoli nuovi), resta da vedere quanto sarà “spendibile” per i clienti finali. Di questo si occuperanno gli stessi Ministeri dello Sviluppo Economico, Economia e Finanze e Transizione Ecologica. La timeline di adozione dei decreti dovrà essere rispettata nell’arco di 30 giorni dal “via libera” al decreto-bollette.

Finalmente un piano strutturale

È un bene il nuovo metodo adottato dal Governo: un ventaglio ben più ampio ed inclusivo, nel quale si presta la dovuta attenzione non solamente a chi gli autoveicoli li compra (a proposito: a quando un drastico ribasso?), quanto anche alle Case costruttrici ed alle aziende della filiera (l’indotto dell’auto, in Italia, incide per circa il 16% sul PIL nazionale). Il nuovo piano di sostegni è notevolmente più strutturato rispetto agli anni scorsi.

Il Governo è in effetti intervenuto dopo la scadenza del primo triennio di ecoincentivi all’acquisto: gli Ecobonus introdotti a marzo 2019 che erano stati calcolati in base alle emissioni di CO2, inizialmente suddivise in due fasce (fra 0 e 20 g/km, sostanzialmente le auto elettriche, e fra 21 e 60 g/km, a beneficio delle Plug-in Hybrid). Nel terribile 2020 del lockdown, gli incentivi per auto elettriche ed ibride ricaricabili vennero “ritoccati” in più occasioni sulle soglie di emissioni di CO2: fra 61 e 110 g/km, e poi anche fra 61 e 135 g/km.

Nel 2021 era poi stata la volta degli incentivi “mordi e fuggi” per l’acquisto di nuove auto elettriche ed ibride plug-in: il primo, varato alla fine di agosto in seguito allo spostamento di 57 milioni di euro destinati all’Extrabonus per rimpolpare il plafond dell’Ecobonus; il secondo, a fine ottobre, da 65 milioni di euro. Due tornate di incentivo che, come si ricorderà, andarono esaurite in pochissimo tempo, anche perché si era trattato di applicare lo “sconto” anche alle domande che nel frattempo erano state presentate.

Anfia: “Un segnale che il comparto attendeva da tempo”

Il parere dei rappresentanti del comparto automotive nazionale è arrivato immediatamente: Anfia (Associazione Nazionale Filiera dell’Industria Automobilistica) “Ringrazia”, in un comunicato stampa reso noto nella stessa serata di venerdì 18 febbraio “il presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e tutto il Governo per le misure settoriali definite nel Consiglio dei ministri”. “Le risorse stanziate dal Governo nell’ambito del decreto-bollette sono il segnale che la filiera industriale automotive attendeva da tempo per affrontare con maggiore convinzione e con le necessarie misure di accompagnamento la transizione produttiva verso la mobilità a bassissime emissioni”.

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