Ecobonus auto 2022 verso una nuova formula: il resoconto dei primi 3 anni

Gli ecoincentivi torneranno? È ragionevole ipotizzarlo: nel frattempo, tiriamo le somme di come sono andate le consegne di auto elettriche e ibride plug-in dal 2019.

La seconda tornata 2021 di ecoincentivi dedicati all’acquisto di auto ibride plug-in ed auto elettriche, che ammontava a 57 miliardi di euro ricollocati a fine luglio dall’Extrabonus (la somma era stata reperita dal Decreto “Sostegni Bis” riconvertito in legge) è, come si ricorderà, andata esaurita in una manciata di ore.

Sul piatto, fino al 31 dicembre prossimo, restano i fondi residui per l’acquisto di autovetture Euro 6, con emissioni di CO2 comprese fra 61 e 135 g/km, auto usate (per queste ultime, il provvedimento – varato anch’esso la scorsa estate nel novero delle misure del “Sostegni Bis” – sono stati messi a disposizione 40 milioni di euro), nonché scooter e ciclomotori elettrici.

Un costante aumento dell’elevata elettrificazione

In buona sostanza, e questo conferma l’assoluta necessità di provvedere ad una strutturazione degli incentivi per le vetture a basse (o del tutto assenti) emissioni di CO2 allo scarico, in capo ad otto mesi i 290 milioni più ulteriori 57 milioni di euro sono stati interamente utilizzati. Risultato: a fronte di una graduale diminuzione del venduto benzina e diesel, le consegne di ibride plug-in ed elettriche sono aumentate in maniera costante.

Resta, da qui alla fine dell’anno (e, più avanti, fino a quando non saranno resi disponibili nuovi fondi) una notevole incertezza in quanto le auto ibride ricaricabili e BEV si trovano “scoperte”: una situazione non facile, cui si aggiungono le difficoltà di un mercato globale che soffre la carenza dei chip.

Aspettiamo la legge di Bilancio 2022

Un nuovo finanziamento dell’ultimo minuto – prima, cioè, del 31 dicembre 2021 – sembra improbabile. Bisognerà, dunque, attendere la prossima legge di Bilancio: e tutto fa sperare che le novità in questo senso saranno positive (di ciò si è parlato in un recentissimo tavolo di confronto che ha messi di fronte il Ministero dello Sviluppo Economico e le Associazioni che rappresentano la filiera automotive nazionale: ne parliamo diffusamente più sotto).

Bilancio del triennio di ecoincentivi

Nel frattempo, può essere utile tirare le somme del primo triennio di Ecoincentivi, che va a concludersi. Gli Ecobonus erano in effetti stati introdotti (in via sperimentale) all’inizio del 2019, con l’obiettivo di favorire la fascia di veicoli ad elevata elettrificazione. Un programma che, cifre alla mano, ha portato a casa quanto si prevedeva tre anni fa.

Grazie agli sconti fino a 2.500 per le auto ibride e fino a 6.000 euro per le auto elettriche di nuova immatricolazione (aumentati, nel 2021 grazie agli ulteriori finanziamenti stanziati con l’Extrabonus, rispettivamente fino a 6.500 euro e fino a 10.000 euro), il venduto “green” ha concretizzato una corposa accelerazione.

Ecco le cifre

Se si spulciano i dati di mercato, in effetti, già nel 2020 dell’esplosione della pandemia da Covid, del lockdown e delle gravissime difficoltà a livello globale le cifre erano già state favorevoli (più di 32.500 le auto elettriche e oltre 27.400 le ibride plug-in immesse in circolazione, con una crescita del 207,6% e del 319% in rapporto al 2019 ed il raggiungimento di quote di mercato rispettivamente del 2,3% e del 2%, laddove l’incidenza era stata, nell’anno precedente, dello 0,5% e dello 0,3%).

I primi nove mesi del 2021 hanno dal canto loro già superato le consegne dell’intero 2020: 47.242 le auto elettriche, e 52.969 le ibride ricaricabili immatricolate, con quote di mercato del 4% (BEV) e 4,5% (PHEV). Ed è da notare che a settembre, quando cioè sono stati disponibili i 57 milioni di euro dell’Extrabonus, le vetture ad elevata elettrificazione hanno raggiunto una quota di mercato complessiva del 13,2% (8% BEV, 5,2% PHEV), persino più elevata rispetto a quella delle vetture ad alimentazione alternativa (metano e GPL, che insieme hanno totalizzato un’incidenza dell’11,4% sul totale delle nuove immatricolazioni).

Arriveranno nuovi interventi strutturali?

Una prossima strutturazione degli ecoincentivi per l’acquisto di auto elettriche e ibride potrebbe in concreto consentire al mercato di consolidare l’incidenza del venduto a basse o zero emissioni: la considerazione è ovvia, tuttavia va tenuta presenta poiché in più occasioni le Associazioni di settore hanno chiesto al Governo che gli Ecobonus diventassero finalmente strutturali.

E la possibilità che ciò avvenga a brevissimo termine è più che un’ipotesi, ad interpretare quanto avanzato dal viceministro dello Sviluppo Economico Gilberto Pichetto che è uno dei promotori del Tavolo Automotive, iniziativa di confronto tecnico che si è tenuta nel pomeriggio di mercoledì 13 ottobre con l’obiettivo di formulare il percorso evolutivo del comparto automotive in relazione alle nuove norme indicate dalla Commissione Europea e, in parallelo, a mettere in atto un concreto provvedimento utile a svecchiare il parco circolante in Italia (uno dei più vetusti a livello europeo) ed a porre le basi per il rilancio del comparto automotive nazionale. Un settore che, nella sua interezza, occupa un milione e mezzo di persone ed incide per circa il 20% sul PIL nazionale.

La possibilità è dunque di arrivare ad un nuovo meccanismo strutturale, attraverso un plafond di 3 miliardi complessivi da spalmare su tre anni (cioè a partire dal 2022 e fino a tutto il 2024) da reperire magari anche in ordine ad un riassetto delle misure di sostegno che sposti progressivamente l’ago della bilancia dagli incentivi alle auto a basse emissioni ma ad alimentazione convenzionale verso la definitiva “promozione” di Full Hybrid, Plug-in Hybrid e BEV.

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