Il motore che non muore mai: questo quattro cilindri Volvo è una leggenda di affidabilità

Il leggendario motore Volvo Red Block è tra i quattro cilindri più resistenti della storia: dalla Volvo 240 alla 740, ecco i segreti della sua longevità

Il motore che non muore mai: questo quattro cilindri Volvo è una leggenda di affidabilità
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Giorgio Colari
Pubblicato il 10 ott 2026

C’è un motore che, a distanza di oltre venticinque anni dalla fine della produzione, continua a essere considerato un riferimento assoluto in fatto di affidabilità. Non è un sofisticato propulsore moderno, né un’unità costruita per sviluppare potenze impressionanti. È il Volvo Red Block, il leggendario quattro cilindri svedese che ha accompagnato milioni di chilometri sulle strade di tutto il mondo.

La sua reputazione è tornata alla ribalta grazie a una selezione di CarBuzz dedicata ai dieci motori a quattro cilindri più resistenti della storia. Tra i protagonisti figura proprio il Red Block, particolarmente apprezzato nelle versioni B230 e B230FT.

Una conferma della solidità di un progetto che ha contribuito a costruire l’immagine di Volvo come marchio capace di realizzare automobili destinate a durare decenni.

Le origini di un motore praticamente indistruttibile

Per comprendere il successo del Red Block bisogna tornare agli anni Sessanta, quando Volvo sviluppò il quattro cilindri B18, utilizzato anche sulla celebre P1800.

Tra i tecnici coinvolti figurava Per Gillbrand, ingegnere che avrebbe successivamente legato il proprio nome anche allo sviluppo dei motori Saab. Il B18 adottava soluzioni particolarmente robuste, tra cui un albero motore sostenuto da cinque supporti di banco e una distribuzione comandata da ingranaggi.

Questa architettura contribuì a costruire la reputazione dei propulsori Volvo, ulteriormente consolidata dal successivo B20. Il vero Red Block arrivò però nel 1975 con il B21 della Volvo 240. La nuova famiglia introduceva una testata in alluminio, l’albero a camme in testa e la distribuzione a cinghia.

Nonostante l’evoluzione tecnica, la filosofia rimaneva invariata: privilegiare resistenza meccanica, semplicità costruttiva e durata nel tempo.

Perché il Red Block percorre chilometraggi impressionanti

Il segreto della longevità risiede soprattutto nella costruzione. Il monoblocco in ghisa, l’albero motore robusto e il sistema di lubrificazione generosamente dimensionato consentono di sopportare utilizzi prolungati. Un altro vantaggio deriva dalle potenze specifiche relativamente contenute, che limitano le sollecitazioni meccaniche durante il normale funzionamento.

Le versioni B230 sono diventate particolarmente celebri proprio per la capacità di accumulare percorrenze elevate senza richiedere interventi strutturali importanti. Non mancano esemplari che hanno superato abbondantemente i 160.000 chilometri, mentre alcune Volvo storiche hanno raggiunto percorrenze ben superiori.

Naturalmente, anche un motore così robusto richiede manutenzione regolare, soprattutto per quanto riguarda lubrificazione, raffreddamento e distribuzione. La famiglia Red Block non rinunciò neppure alle prestazioni. Nel 1980 arrivò la Volvo 240 Turbo con il B21 sovralimentato da 155 CV, seguita dalla Volvo 760 Turbo del 1983, equipaggiata con un B23 da 182 CV. Queste motorizzazioni contribuirono anche ai successi sportivi delle Volvo nelle competizioni turismo.

I rivali giapponesi, tedeschi e americani

Nella selezione dedicata ai quattro cilindri più longevi compaiono anche motori di altri costruttori. Tra questi spiccano il Toyota 22R/22RE, celebre per la robustezza dimostrata su Hilux e 4Runner, e l’Honda K24, apprezzato per l’affidabilità e la distribuzione a catena.

Figurano inoltre il boxer Subaru EJ22, il BMW S14 della prima M3 e il Volkswagen EA888 di terza generazione. Tra i propulsori più recenti vengono citati il Ford EcoBoost 2.0, il Chevrolet TurboMax 2.7 e alcune unità Toyota e Hyundai.

Il Red Block conserva tuttavia un fascino particolare: quello di un motore nato quando la durata meccanica era uno degli obiettivi centrali della progettazione. Una qualità che, ancora oggi, continua a renderlo ricercato dagli appassionati delle Volvo classiche.

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