Il futuro dell'auto visto dal 1996: 5 concept avevano già immaginato il mondo di oggi
Dal Salone di Parigi 1996 cinque concept anticiparono elettrificazione, grandi schermi, comandi elettronici, piattaforme modulari e nuovi SUV
Trent’anni fa il futuro dell’automobile sembrava avere molte più forme possibili. Al Salone di Parigi 1996 i costruttori sperimentavano sportive, elettriche, monovolume e fuoristrada senza sapere quale direzione avrebbe imboccato davvero il mercato. Alcune idee sono rimaste esercizi di stile, altre sembrano sorprendentemente familiari osservandole nel 2026.
Alla vigilia dell’edizione 2026 della rassegna parigina, cinque concept di allora raccontano bene quella stagione: Alfa Romeo Nuvola, Peugeot Touareg, Mercedes F200 Imagination, Citroën Berlingo Bullé e Mercedes G-Wagen Intruder. Progetti molto diversi che, messi uno accanto all’altro, avevano già individuato alcune delle trasformazioni destinate a cambiare l’automobile.
L’Alfa Nuvola anticipava le piattaforme modulari
Presentata come una grande sportiva italiana, l’Alfa Romeo Nuvola fu creata dal Centro Stile diretto da Walter de Silva. Aveva cofano lungo, abitacolo arretrato e un V6 2.5 biturbo da circa 300 CV, abbinato alla trazione integrale e a un cambio manuale a sei rapporti.
La parte più moderna, però, si trovava sotto la carrozzeria. Alfa Romeo aveva sviluppato una piattaforma modulare concepita per accogliere differenti tipologie di vettura. Un’impostazione diventata successivamente fondamentale nell’industria, dove una singola architettura può generare modelli diversi per dimensioni e carrozzeria.
Peugeot affrontava invece un problema ancora attuale: l’autonomia delle elettriche. Il Peugeot Touareg era un piccolo veicolo ricreativo alimentato da batterie al nichel-cadmio e dotato di un motore elettrico da 35,5 kW. Un propulsore a benzina funzionava come generatore per estendere la percorrenza.
In pratica anticipava il principio delle moderne elettriche con range extender, quando l’auto a batteria era ancora considerata soprattutto terreno per prototipi e modelli sperimentali.
Mercedes aveva immaginato l’auto senza volante
La proposta tecnologicamente più radicale arrivò dalla Mercedes con la F200 Imagination. Il volante tradizionale era stato eliminato e sostituito dai Sidesticks, comandi laterali simili a joystick che permettevano di gestire sterzo, acceleratore e freno attraverso sistemi elettronici.
Non era l’unica anticipazione. La F200 utilizzava telecamere al posto degli specchietti, riconoscimento vocale, illuminazione adattiva, tetto panoramico fotosensibile e dispositivi di sicurezza capaci di intervenire preventivamente.
Ancora più impressionante era la plancia dominata da un’enorme superficie digitale. Mercedes aveva immaginato il cruscotto trasformato in schermo circa 25 anni prima dell’arrivo della prima MBUX Hyperscreen da 56 pollici su una Mercedes di serie nel 2021.
Molte delle soluzioni della F200 sembravano fantascienza nel 1996. Oggi telecamere, assistenza elettronica, comandi digitali e grandi display fanno invece parte del panorama automobilistico.
Dal Berlingo Bullé al SUV sportivo
Citroën utilizzò il Berlingo appena nato per costruire la Berlingo Bullé, trasformando un veicolo dalle origini commerciali in qualcosa di colorato e ricreativo. Carrozzeria e abitacolo erano pensati intorno al tempo libero e al surf.
L’esperimento anticipava l’idea che praticità e immagine potessero convivere nella stessa automobile, concetto che avrebbe trovato applicazione anche nella Xsara Picasso. Negli anni successivi SUV, crossover e camper avrebbero ulteriormente sviluppato il legame tra automobile e stile di vita.
Ancora più particolare era la G-Wagen Intruder realizzata da Heuliez. Partendo dalla Mercedes Classe G, all’epoca molto più legata al lavoro e all’impiego militare, il carrozziere francese realizzò una coupé-cabriolet dalle ambizioni sportive e con riferimenti estetici alla SLK.
Nel 1996 poteva sembrare una provocazione. Trent’anni dopo il mercato è invece popolato da SUV coupé, fuoristrada di lusso e modelli ad alte prestazioni.
Nessuna delle cinque concept descrisse perfettamente il 2026. Insieme, però, avevano già individuato molti degli ingredienti dell’automobile contemporanea: elettrificazione, software e modularità, grandi display e contaminazione tra categorie. Il futuro immaginato a Parigi trent’anni fa era meno lontano di quanto potesse sembrare.