Hyundai Kona 48V: prima prova del SUV ibrido coreano

Tanta tecnologia, interni più moderni, ed un sistema mild hybrid che funziona per il B-SUV Hyundai, che ha un listino prezzi da 23.350 euro.

La Kona si rinnova attraverso un restyling che porta in dote la variante mild hybrid a 48V, e dalla sigla si comprende subito quale sia la tecnologia celata sotto pelle del B-SUV di Casa Hyundai. Per il primo contatto l’abbiamo provata sulle strade della capitale, dove non mancano situazioni di traffico differenti, e percorsi che sottopongono un’auto a diverse situazioni dinamiche.

Forme levigate ma sempre d’effetto

Prima di salire a bordo però, abbiamo percepito il lavoro di levigatura sul frontale, che adesso presenta il logo del Brand al di sopra della calandra e un diverso disegno dei passaruota. Dietro cambia profondamente il paraurti, mentre rimangono le soluzioni stilistiche a livello dei gruppi ottici con quelli anteriori, adesso anche full LED, che presentano firme luminose dalle dimensioni differenti. La vettura provata inoltre, aveva delle protezioni pronunciate sia all’anteriore che al posteriore per un effetto off-road che seduce.

Interno più hi-tech con finiture migliorabili

L’abitacolo pone di fronte al guidatore due novità: la strumentazione digitale da 10,25 pollici ed il display del sistema d’infotainment della stessa ampiezza. Arriva la possibilità di traslare le icone delle app più utilizzate sullo smartphone tramite Android Auto o Apple CarPlay senza necessariamente collegare il device attraverso il cavo; inoltre, non mancano i pulsanti per richiamare le varie voci del menu, ed i comandi specifici per il climatizzatore. Lo spazio rimane buono più per 4 che per 5 persone, ed è invariata la capacità di carico, mentre le plastiche per plancia e pannelli porta sono migliorabili, seppur a fronte di assemblaggi effettuati con cura.

Tanta tecnologia nel cambio IMT che aiuta a veleggiare non disturba la guida

Il sistema mild hybrid a 48 volt è abbinato ad un motore 3 cilindri 1.0 da 120 CV e lo aiuta a ridurre consumi ed emissioni, come testimoniamo i 122 g/km di Co2 rilasciati nell’atmosfera. Alla stregua della i20 di nuova generazione, ritroviamo la trasmissione manuale a 6 marce denominata IMT, con una frizione che si apre e si chiude attraverso un impulso elettrico, quindi priva di un collegamento meccanico con il pedale. Ne deriva una fase di veleggiamento quando si decelera con la vettura che spegne il motore ed il cambio che apre la frizione. Tutto questo però non si percepisce mentre si è al volante, mentre bisogna prendere le misure ad un pedale sinistro che stacca molto in alto.

Con 120 CV le prestazioni non mancano, visto che si passa da 0 a 100 km/h in 11,9 secondi, ma quando si tira il collo al piccolo 3 cilindri questo svela la sua architettura con l’inconfondibile timbro vocale. La tenuta è buona e si avverte un sano rollio nelle curve più strette affrontate con piglio deciso, in ogni caso l’assetto si rivela un buon compromesso per una guida che mira a preservare il comfort di marcia. Ottime notizie sul fronte consumi, con percorrenze che, in media, superano i 18 km/l, ma dipende molto dall’andatura.

Da 23.350 euro con una dotazione degna di nota

Frenata automatica d’emergenza, mantenimento della corsia e rilevamento della stanchezza del conducente sono di serie su tutti gli allestimenti per una vettura che parte da 23.350 euro (incentivi esclusi) nella variante XTech ed arriva a 28.000 euro per la più ricca XLine. La versione d’accesso però non è certo povera, visto che annovera nella dotazione originaria anche i cerchi in lega da 16 pollici, i sensori posteriori, la radio DAB, e il sistema multimediale, dotato di schermo da 8 pollici, con Apple CarPlay ed Android Auto.

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