Georgiano trasforma la sua Lamborghini Huracan STO in un mostro da 2000 CV

Un imprenditore georgiano affida la sua Lamborghini Huracan STO a Underground Racing: V10 ricostruito, sistema flex fuel e oltre 2.000 CV mantenendo l'uso stradale e la guidabilità.

Georgiano trasforma la sua Lamborghini Huracan STO in un mostro da 2000 CV
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Giorgio Colari
Pubblicato il 25 gen 2026

La ricerca della massima potenza su strada trova una nuova, incredibile espressione grazie a un progetto che farà discutere a lungo gli appassionati di supercar. Sotto i riflettori c’è una Lamborghini davvero speciale: la Huracan STO trasformata dagli specialisti di Underground Racing in un bolide da 2000 CV, capace di mantenere affidabilità e fruibilità anche nell’uso quotidiano. Un connubio di ingegneria avanzata, elettronica di ultima generazione e una filosofia costruttiva che spinge i limiti senza sacrificare l’identità della vettura originale.

Alla base di questa impresa c’è il celebre V10 aspirato da 5,2 litri della Lamborghini, che in configurazione di serie sviluppa 640 CV. Underground Racing ha però completamente rivoluzionato l’architettura meccanica del propulsore, ricostruendolo con componenti su misura e tecnologie derivate dalle competizioni. Le teste cilindri sono state lavorate a CNC, mentre pistoni e bielle sono stati realizzati appositamente per gestire sollecitazioni ben superiori rispetto alle specifiche di fabbrica. Il sistema di aspirazione è stato riprogettato e lo scarico ora è in titanio, leggero e resistente alle alte temperature.

Il vero salto di qualità, però, è arrivato con l’adozione di una strategia flex fuel: il motore è in grado di funzionare sia con carburante a 93 ottani, erogando già l’impressionante potenza di 1.200 CV, sia con etanolo E85, che consente di superare la soglia dei 2000 CV. Questo è possibile grazie all’elevato numero di ottani dell’etanolo, che permette di anticipare le curve d’accensione e ottenere prestazioni estreme senza compromettere la durata del motore. La gestione elettronica è affidata a una centralina JRR M182 completamente autonoma, sviluppata per garantire un controllo totale di ogni parametro e adattarsi rapidamente alle diverse condizioni di utilizzo.

L’obiettivo dei tecnici di Underground Racing era chiaro: ottenere accelerazioni mozzafiato nella fascia 97–241 km/h, ma senza trasformare la Huracan STO in un’auto inutilizzabile nel traffico cittadino. Per questo, oltre al motore, sono stati curati anche tutti gli aspetti legati alla trasmissione e alla sicurezza. La trazione integrale è stata potenziata con una frizione stradale rinforzata e un sistema di gestione dell’aderenza di nuova generazione, per scaricare efficacemente a terra tutta la potenza disponibile anche su fondi difficili o in condizioni di bassa aderenza.

Sul fronte della sicurezza, l’allestimento prevede roll bar su misura, imbracature racing, un sistema antincendio discreto e addirittura un paracadute di arresto, soluzione tipica delle auto da competizione per garantire decelerazioni in piena sicurezza a velocità estreme. Nonostante le modifiche radicali, l’estetica della Lamborghini rimane fedele alle linee di Sant’Agata Bolognese: lo spoiler massiccio e le soluzioni aerodinamiche originali sono stati mantenuti, senza ricorrere a body kit invasivi che ne avrebbero alterato l’identità visiva.

La reazione della community degli appassionati non si è fatta attendere e il dibattito è acceso. Da una parte c’è chi celebra l’eccellenza ingegneristica di Underground Racing, sottolineando la capacità di gestire limiti termici e meccanici senza precedenti. Dall’altra emergono dubbi legati ai costi di gestione, alle coperture assicurative e soprattutto alla legalità di circolare su strada con oltre 2000 CV sotto il cofano. Gli specialisti rassicurano: la scelta di materiali, le strategie di raffreddamento e la messa a punto elettronica garantiscono affidabilità anche nel traffico urbano e nelle condizioni di caldo intenso, a patto di rispettare intervalli di manutenzione rigorosi e adottare uno stile di guida responsabile.

Questa Huracan STO rappresenta perfettamente una tendenza sempre più diffusa tra i proprietari di supercar estreme: trasformare vetture già eccezionali in macchine quasi da competizione, senza però rinunciare a un profilo estetico elegante e discreto. L’integrazione tra meccanica, elettronica e scelte di alimentazione innovative come il flex fuel dimostra quanto oggi sia possibile ottenere performance che, fino a pochi anni fa, sembravano riservate esclusivamente alle piste. Un progetto che ridefinisce i confini dell’ingegneria automobilistica e invita a riflettere sul futuro delle auto ad alte prestazioni, dove potenza, tecnologia e utilizzo reale possono convivere in modo sorprendente.

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