Genova: il paletto protegge la colonnina di ricarica, ma è in mezzo alla strada!

Bizzarro caso che testimonia i problemi di convivenza fra nuova mobilità sostenibile e quotidiana viabilità: una colonnina in piena corrente di traffico, con un paletto nella corsia bus che la proteggeva; il paletto è stato subito rimosso, ma nel frattempo la vicenda era già salita agli onori delle cronache.

Non è sempre facile, nell’attuale riassetto urbano, far convivere infrastrutture di nuova generazione con le esigenze della quotidiana circolazione. Tanto più se ci si riferisce a Genova: il capoluogo ligure, stretto stretto fra le colline e il mare, è – come altre grandi città che possiedono analoghe caratteristiche di territorio – costantemente alle prese con le difficoltà che derivano dalle sue strade anguste, piene di saliscendi, e da un traffico congestionato. Non è in effetti un mistero per nessuno che a Genova, per potere spostarsi agevolmente, si faccia un ricorso massiccio agli scooter: la città dove nacque la Vespa è ai primi posti in Italia per diffusione di “due ruote”.

Dove piazzare, dunque, le colonnine per la ricarica di veicoli elettrici? A volte, la loro installazione è giocoforza condizionata dalle esigenze del luogo. C’è una vicenda che riguarda l’installazione di una colonnina di ricarica lungo una delle direttrici principali (via Cantore) del popoloso quartiere di Sampierdarena, in “coabitazione” con una corsia riservata ai mezzi pubblici (e, a sua volta, da “condividere” con i permessi di sosta – a fasce orarie – per le auto). La colonnina di Enel X era stata “protetta” da un paletto, che tuttavia faceva bella mostra di se in piena corsia gialla.

Un paletto in mezzo alla corsia bus!

Ad indicare il singolare intervento era stato il sito Web di cronaca locale GenovaQuotidiana, che racconta di come, di prima mattina, gli autisti AMT (l’azienda di trasporto pubblico locale che opera a Genova) si siano trovati a dovere schivare con l’autobus un paletto collocato “Nel bel mezzo della corsia gialla… appena cementato sull’asfalto, a difendere una colonnina di ricarica per i veicoli elettrici. Poi, anche automobilisti e passanti hanno cominciato a fotografare, postare sui social, tra dubbi sulla sanità mentale di chi ha pensato una simile alzata d’ingegno e frizzi e lazzi sulla gestione della sicurezza stradale”.

Il paletto in questione è stato, riportano le fonti di stampa, prontamente “evidenziato” con una transenna, chiaramente sempre “Sulla strada, in piena corsia riservata ai bus”.

Subito eliminato

È stata A.S.Ter. (azienda comunale di manutenzione di strade, aree verdi ed impianti pubblici) ad informare i cittadini, tramite la propria pagina Facebook, che il “paletto della discordia” è stato rimosso, in capo ad una manciata di ore, in seguito ad una indicazione da parte del Comune e della Polizia locale:

In merito all’installazione in Via Cantore di un paletto dissuasore ad opera di Enel, a protezione di una colonnina per vetture plug-in electric, che ostruiva una corsia di transito dei bus, teniamo a precisare che A.S.Ter. ha provveduto urgentemente, su richiesta della Mobilità e Traffico e della Polizia Locale, alla rimozione del paletto stesso, a tutela della pubblica incolumità e del normale transito nella suddetta corsia.

Servono piani di sviluppo strutturali

Tutto è bene quel che finisce bene, per dire. Si tratta, come è facile accorgersi, di un episodio, per quanto “di colore”, che tuttavia indica ancora una volta le difficoltà di tenere conto del “nuovo che avanza” (leggi: le colonnine di ricarica, che le utility di energia, come Enel X del caso in questione, ed anche le altre aziende di fornitura, installano dove le amministrazioni locali concedono il permesso). In altre parole: la e-mobility necessita di programmi strategici strutturali, più che “estemporanei”. Tanto più, come si accennava in apertura, in ambiti urbani come quello di Genova, già notevolmente complesso da sempre.

Obiettivo: entro qualche anno 670 colonnine a Genova

L’amministrazione comunale del capoluogo ligure, guidata dal sindaco Marco Bucci, ha peraltro proprio di recente ribadito un programma decisamente articolato per lo sviluppo della mobilità a basse (e del tutto assenti) emissioni di CO2 allo scarico. Come riportato alla fine dello scorso gennaio da La Repubblica, il numero di colonnine pubbliche per la ricarica presenti su tutto il territorio cittadino ammonta attualmente a 172 (per un totale di 268 “prese”), 129 delle quali sono riservate ai veicoli a due ruote, a cui si aggiungono 35 colonnine del servizio di utilizzo condiviso “Elettra Car Sharing” di recente debutto a cura di Duferco Energia. Si prevede di arrivare, entro fine 2022, a più di 350 prese di ricarica, con l’obiettivo, si legge, di portare, entro qualche anno, a quota 670 le colonnine di ricarica. Per questo, sono in fase di ripresa i contatti con le società di fornitura in un’ottica di ridefinizione di un programma di infrastrutture rallentato dalla pandemia, e che a breve è destinato a sbloccarsi per “Estendere il servizio a tutta la città nella maniera più capillare possibile”.

Nuovi bus elettrici

Secondo Matteo Campora, assessore ai Trasporti ed alla Mobilità del Comune di Genova in una dichiarazione raccolta dai taccuini de La Repubblica, “L’amministrazione comunale sta facendo il possibile per sviluppare una mobilità ecosostenibile, non soltanto perché servono mezzi di trasporto non inquinanti, ma anche perché è lo stesso mercato cittadino che ci chiede con sempre più insistenza una maggiore attenzione verso questi mezzi di trasporto”.

A questo proposito, si segnala la stipula di un contratto da 15 milioni di euro fra Comune di Genova e Solaris per l’acquisto di 30 nuovi autobus ad alimentazione elettrica, dalla capienza massima di 24 posti a sedere e provvisti di impianto di climatizzazione a pompa di calore e sistema di purificazione dell’aria interna utile ad impedire la diffusione di virus e batteri: la consegna di tutti gli esemplari è fissata entro il primo trimestre 2022.

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