La futura Dacia Spring (o Evader) potrebbe essere una Twingo a ruote alte

Dalla produzione in Slovenia all'assetto rialzato da crossover: tutti i segreti della Dacia Spring gemella della nuova Renault Twingo

La futura Dacia Spring (o Evader) potrebbe essere una Twingo a ruote alte
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Giorgio Colari
Pubblicato il 6 mag 2026

Fin dal suo debutto, la Dacia Spring ha ricoperto un ruolo da protagonista assoluta nel mercato italiano, consolidandosi come l’auto elettrica più economica e accessibile per le masse. Tuttavia, il tempo della pensione si avvicina: all’inizio del prossimo anno, la citycar rumena verrà sostituita da un modello tutto nuovo che, secondo alcune indiscrezioni trapelate di recente, potrebbe abbandonare il vecchio nome per adottare l’evocativo “Evader”. Questo nuovo capitolo della storia Dacia non sarà un viaggio in solitaria, ma il frutto di una profonda sinergia industriale all’interno del Gruppo Renault.

Un’anima sdoppiata

La futura generazione della piccola elettrica sarà, sotto la pelle, una vera e propria gemella della nuova Renault Twingo E-Tech. Entrambe nasceranno sulla medesima linea produttiva nello stabilimento sloveno di Novo Mesto e poggeranno sulla sofisticata architettura AmpR Small. Si tratta di una piattaforma modulare di alto profilo, la stessa che dà vita alle nuove Renault 4 e 5, ma che per il progetto Dacia è stata rielaborata dai tecnici con un obiettivo ferreo: il massimo risparmio produttivo per mantenere il prezzo ai minimi storici.

Nonostante condividano lo “scheletro” e i muscoli meccanici, il vestito scelto dai due brand non potrebbe essere più diverso. Se la Twingo punta sull’effetto nostalgia con forme a “ovetto” che richiamano il modello iconico degli anni Novanta, la nuova Dacia (o Evader) sceglie la strada della robustezza visiva.

Crossover da città

Con una lunghezza confermata intorno ai 380 cm, la piccola rumena sfoggerà linee decise e squadrate. Le prime immagini dei prototipi suggeriscono un look da mini-crossover: l’assetto sarà leggermente rialzato, protetto nella parte bassa da robuste plastiche nere che ne esaltano l’indole pratica e “da battaglia” urbana.

Il frontale sarà caratterizzato da un cofano cortissimo e quasi orizzontale, che termina in una sottile mascherina dove verranno integrate luci dalla moderna grafica a freccia. È una scelta stilistica che comunica solidità, distanziandosi nettamente dalle linee morbide della cugina francese.

Meccanica urbana ed efficienza

Per quanto riguarda le prestazioni, la filosofia Dacia rimane votata al pragmatismo. La vettura sarà spinta da un’unità elettrica da 82 CV, perfetta per divincolarsi nel traffico cittadino. Il vero segreto della sua accessibilità risiede però nella batteria: un pacco da 27,5 kWh con chimica litio-ferro-fosfato (LFP).

Sebbene questa tecnologia offra una densità energetica inferiore rispetto alle batterie tradizionali, è decisamente più economica da produrre e più resistente ai numerosi cicli di ricarica. L’autonomia stimata oscillerà tra i 200 e i 250 km, un raggio d’azione ideale per l’impiego prevalentemente urbano a cui l’auto è destinata.

Una scommessa sul prezzo

Sebbene non ci siano ancora delle conferme ufficiali, la strategia di Dacia e l’uso della piattaforma AmpR “semplificata” suggeriscono un posizionamento estremamente aggressivo. Considerando che l’obiettivo del gruppo è portare l’elettrico sotto la soglia critica dei 20.000 euro, non è azzardato ipotizzare per la nuova Spring/Evader un prezzo d’attacco vicino ai 17.000-18.000 euro (al netto di incentivi), confermandosi ancora una volta come la porta d’accesso più democratica al mondo della mobilità a zero emissioni.

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