Casello autostradale, arriva la svolta: con la sbarra bloccata si potrà fare retromarcia
La riforma del Codice della Strada introduce una deroga alla retromarcia ai caselli autostradali in caso di guasto. Multe fino a 500 euro per chi viola le regole
Una sbarra che non si alza, il pagamento che non viene accettato e una fila di automobili che comincia ad allungarsi alle spalle. È una situazione che può trasformare un normale passaggio al casello autostradale in un problema difficile da risolvere. Soprattutto perché fare retromarcia è vietato e può comportare conseguenze pesanti.
La riforma del Codice della Strada, approvata dal Governo ma ancora in attesa del completamento dell’iter normativo, introduce una novità: la possibilità di arretrare nelle piste di esazione quando il passaggio è impedito da un guasto tecnico.
Una deroga circoscritta, che non autorizza manovre arbitrarie e non modifica il principio generale di sicurezza sulle autostrade.
Retromarcia al casello: quando sarà consentita
La modifica riguarda esclusivamente le piste delle stazioni di esazione, cioè le corsie attraverso le quali gli automobilisti effettuano il pagamento del pedaggio. La formulazione prevista dalla riforma ammette la retromarcia soltanto in caso di avaria delle barriere o di altri dispositivi. Significa che il conducente potrebbe arretrare quando un malfunzionamento rende impossibile proseguire normalmente.
Un esempio è quello della sbarra automatica che rimane abbassata nonostante il pagamento, oppure di un terminale che smette di funzionare impedendo il completamento dell’operazione. In queste circostanze, la nuova disposizione consentirebbe di liberare la corsia e raggiungere un altro varco operativo, purché la manovra possa essere effettuata senza creare pericoli.
Non basterebbero invece un’attesa prolungata, una coda particolarmente lunga o la scelta della corsia sbagliata per giustificare l’arretramento. La distinzione fondamentale è dunque tra guasto effettivo e semplice inconveniente: soltanto il primo rientra nell’eccezione prevista.
Divieto confermato e multe fino a 500 euro
Al di fuori della nuova deroga, la disciplina resta particolarmente severa. Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali continuano a essere vietate le inversioni di marcia e le retromarce nei tratti in cui queste manovre possono mettere a rischio la circolazione.
Il divieto riguarda anche rampe, svincoli e corsie di emergenza, dove un veicolo che procede in direzione opposta rispetto al normale flusso del traffico può provocare incidenti gravissimi. Il testo della riforma prevede inoltre un inasprimento della sanzione amministrativa per chi effettua una manovra non consentita nelle situazioni disciplinate dalla nuova disposizione.
L’importo indicato arriva a 500 euro, rispetto ai precedenti 430 euro, con una decurtazione che può raggiungere 10 punti dalla patente. La presenza di una barriera funzionante, quindi, non permetterà di cambiare corsia procedendo all’indietro soltanto per risparmiare tempo.
L’obiettivo è evitare che l’eccezione venga interpretata come un’autorizzazione generale a muoversi liberamente all’interno delle piste di pedaggio.
Cosa fare se la sbarra non si apre
È importante sottolineare che la riforma non è ancora definitivamente in vigore. Il completamento dell’iter è indicato entro la primavera del 2027, ma tempi e formulazione potrebbero cambiare. Fino all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, gli automobilisti devono continuare a rispettare le regole attuali.
Quando la sbarra rimane bloccata, la soluzione più prudente consiste nell’utilizzare il pulsante di assistenza e attendere le indicazioni del personale addetto, senza improvvisare manovre potenzialmente pericolose.
Anche dopo l’eventuale introduzione della deroga, la possibilità di arretrare non dovrà essere confusa con l’obbligo di farlo. La presenza di altri veicoli alle spalle potrebbe infatti rendere impossibile una manovra sicura. La novità punta a risolvere un problema concreto, ma mantiene un confine preciso: la retromarcia al casello sarà un’eccezione legata al guasto, non una scorciatoia per evitare code e attese.