Cambio gomme 15 aprile: è sparito il bonus di 200 euro

L’emendamento al Decreto Energia che prevedeva uno sconto immediato sull’acquisto di un set di gomme nuove di classe A o B secondo la nuova etichettatura europea è stato ritirato.

Il 15 aprile scatta l’obbligo di provvedere al cambio degli pneumatici da invernali a estivi. Un obbligo di legge, che resterà in vigore fino al 15 novembre. Il provvedimento è stato voluto per evidenti motivi di sicurezza stradale: le gomme stagionali, sviluppate per assicurare le migliori prestazioni di tenuta a seconda del periodo dell’anno cui sono indicate, contribuiscono in larga parte alla sicurezza di tutti gli utenti.

Per provvedere, c’è tempo fino al 15 maggio (i trenta giorni di tolleranza disposti dalla circolare 1049/2014 emessa dalla Motorizzazione Civile), oltre il quale c’è il rischio di incorrere in una pesante sanzione amministrativa, con in più il ritiro della carta di circolazione e l’obbligo di sottoporre il veicolo a visita e prova (revisione straordinaria) in Motorizzazione. Questo, nel caso in cui gli pneumatici invernali abbiano “a libretto” un codice di velocità inferiore a quello delle gomme estive, e in ogni caso mai inferiore a “Q” (160 km/h). È bene, quindi, prenotare per tempo l’intervento dal gommista.

Nulla di fatto

Ciò che rende perplessi, e che non farà piacere a nessuno che abbia programmato l’acquisto di nuovi pneumatici fra i più performanti sul mercato sulla base dell’etichettatura europea entrata in vigore il 1 maggio 2021 (dunque, è chiaro, a tutto vantaggio della sicurezza ma anche di consumi ed emissioni), è il “nulla di fatto” sull’emendamento al recentissimo Decreto Energia, che prevedeva un bonus di 200 euro per l’acquisto di un treno di pneumatici di Classe A e B.

In buona sostanza: il Governo ha fatto marcia indietro, e proprio nell’imminenza del cambio gomme stagionale (con buona pace di quanti, in caso di acquisto di nuove gomme, devono accollarsi una spesa che per quanto essenziale per la sicurezza è di non poco conto, e che va a sommarsi a tutti i costi di gestione dell’autoveicolo, non ultima la questione dei prezzi dei carburanti cui – si spera – ad inizio maggio l’esecutivo metterà nuovamente mano con un’ulteriore misura di riduzione delle accise), sulla proposta avanzata da alcuni parlamentari di Lega, MoVimento 5 Stelle e Forza Italia, che chiedeva l’istituzione di un plafond di 200 milioni di euro per il 2022, spendibili appunto per un set completo di gomme di nuova generazione e che offrono le migliori performance in termini di sicurezza (tenuta sul bagnato) e rapporto fra sostenibilità ed economia (resistenza al rotolamento).

Altroconsumo: “Improbabile che l’emendamento venga reintrodotto”

Si apprende la notizia attraverso una nota di Altroconsumo:

L’agevolazione sarebbe dovuta entrare in vigore in questi giorni con l’approvazione del cosiddetto decreto Energia, attualmente al vaglio delle commissioni parlamentari. Il bonus gomme era infatti previsto come emendamento nella legge di conversione del Dl Energia; emendamento che di fatto è sparito dal decreto, a quanto pare ritirato dai suoi stessi firmatari dopo espressa richiesta dell’Esecutivo e dei relatori. È quindi estremamente improbabile che venga reintrodotto all’ultimo, almeno in questo passaggio legislativo.

Un settore che avrebbe bisogno di essere sostenuto

Non si conoscono, al momento, le motivazioni alla base dello stop a questo emendamento, che se fosse arrivato in porto si sarebbe rivelato davvero utile per i consumatori e per la filiera industriale e commerciale.

Forse che l’imminente disponibilità dei nuovi Ecobonus per l’acquisto di auto elettriche, ibride, ibride plug-in ed endotermiche ha catalizzato gli stanziamenti dell’esecutivo a favore del comparto automotive?

Ovviamente è una nostra ipotesi, tuttavia è chiaro che il settore della gomma, direttamente legato alle incertezze internazionali, è al centro di una serie di difficoltà che, come osserva Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, richiederebbero attente misure di sostegno:

Siamo in un momento di grandi tensioni che producono anche una mancanza di materie prime e conseguente innalzamento dei costi di produzione, come non si è mai registrato negli ultimi decenni. Il 40% del carbon black consumato nella UE, indispensabile per la produzione di articoli in gomma, pneumatici compresi, proveniva da Russia e Bielorussia: un flusso interrotto da quasi due mesi. Stesso discorso per i rinforzi metallici utilizzati negli pneumatici, nei tubi, nei nastri trasportatori, ecc.

Non ci sono alternative praticabili a breve termine. A ciò si aggiungano i costi energetici con rincari di 3-4 volte rispetto al 2021. Sono quindi necessari interventi di sostegno all’industria della gomma affinché’ si possano compensare gli aumenti dei costi produttivi ormai fuori controllo. Inevitabilmente si avranno effetti sulla disponibilità e sui rincari dei prodotti finiti.

Gomme di Classe A e B: perché sono le migliori

Dunque: niente incentivo di 200 euro a beneficio dei consumatori (come ottenerlo sarebbe stato in effetti semplice: lo sconto, secondo l’emendamento al Decreto Energia proposto da FI, M5S e Lega, era immediato al momento dell’acquisto di un nuovo set di gomme; a condizione che queste fossero di classe almeno A o B secondo la nuova etichettatura europea degli pneumatici) e del settore.

Va ricordato, come si accennava più sopra, che gli pneumatici di classe superiore apportano sostanziali vantaggi in termini di sicurezza, attenzione all’ambiente e risparmio di carburante. Le gomme di Classe A o B forniscono le migliori performance sulla resistenza al rotolamento (ne guadagnano consumi ed emissioni: uno pneumatico in classe B, ad esempio, permette un potenziale risparmio di carburante fino al 7% rispetto a un pneumatico in classe C), e di aderenza sul bagnato. Ci si augura che, per lo meno, l’emendamento non rimanga “lettera morta”, ma possa “passare” nell’immediato futuro.

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