Best Global Brands 2021: clamorosa Tesla, cresce del 184%

Mai visto prima nella storia della classifica dei marchi con più valore realizzata da Interbrand: se nel comparto automotive Toyota è in testa, sorprende la factory creata da Elon Musk; potere della comunicazione e dell’empatia con gli utenti?

Per l’analisi delle “brand performance” sul valore dei singoli marchi, Interbrand – che presenta i risultati “Best Global Brands 2021” sulla scorta di un approfondito screening globale effettuato monitorando il valore economico delle aziende sotto forma di marchio – ha tenuto conto della singola incidenza dei “brand”, nei più vari settori dell’industria, del commercio, dei servizi, dell’entertainment e dell’elettronica di consumo, in rapporto all’andamento dei mercati generato dall’ampio processo evolutivo da parte dei big player.

Ed ecco che, subito dopo i colossi dell’informatica, dell’e-commerce e dell’IT così come del comparto food & beverage (con Apple che si conferma capoclassifica, con un valore-brand di più di 408 miliardi di dollari ed una crescita aumentata di oltre un quarto rispetto al 2020; in seconda posizione Amazon, con 249,249 miliardi di dollari di brand value e +24%; seguono, nell’ordine, Microsoft con 210,291 miliardi di dollari ed una crescita del 27%, Google con 196,811 miliardi di dollari e +19%, Samsung con 74,635 miliardi di dollari e +20% e Coca Cola con 57,488 miliardi di dollari e +1%), il comparto automotive vede Toyota sempre al primo posto (ed in settima posizione assoluta): uno status di brand leader a livello globale che detiene dal 2004.

Toyota guida i brand dell’auto

Il “gigante” giapponese, oltre ad essere stato il Costruttore più venduto al mondo nel 2020 (con Corolla e Rav4 ad occupare i primi due posti nella classifica per modelli più “gettonati”, con rispettivamente 1.134.262 e 971.516), è dunque saldamente in testa fra gli automotive brand, di cui – sempre tenendo in considerazione i primi dieci posti – fa parte anche Mercedes-Benz, classificato da Interbrand all’ottavo posto con un valore del brand di 50,866 miliardi di dollari ed una crescita del 3% rispetto allo scorso anno.

Il “fenomeno” Tesla

Sorprende, per entità di aumento percentuale, la performance rilevata per Tesla: una crescita rapida, anzi bruciante, per la factory californiana fondata da Elon Musk (che di recente è dal canto suo tornato ad indossare la corona di uomo più ricco del mondo). Il +184% registrato da Interbrand la dice lunga sull’eccezionale balzo in avanti di Tesla. Ed è da considerare che il “brand” della West Coast era entrato nel pannello dei “Best 100” di Interbrand dalla porta di servizio, o meglio dal fondo della classifica: era il 2016 (il value brand era stato calcolato in 12,8 miliardi di dollari), e nello spazio di poco tempo ha scalato la graduatoria fino ad arrivare a un balzo di ben 26 posizioni nello spazio di un anno.

Premiata l’attenzione al consumatore

Una chiave della clamorosa performance Tesla può essere vista come piena riuscita di un “fattore competitività” entrato nell’edizione 2021 del Best Global Brands quale elemento ulteriore nella classificazione di ogni marchio. In buona sostanza, Interbrand ha introdotto lo studio dell’entità di impegno da parte dei vari attori (appartenenti a settori anche differenti) con gli stessi obiettivi: attenzione al pubblico, emozionalità, risorse, spazio e tempo dedicati alla cura del proprio marchio. Questo nuovo approccio va ad arricchire gli elementi-base che concorrono alla determinazione del valore di un marchio nell’ultimo anno:

  • Fattori interni: direzione intrapresa nel perseguire un traguardo, empatia cioè il grado in cui l’organizzazione è in sintonia con i clienti e gli stakeholder, ascoltando e anticipando attivamente i loro bisogni, convinzioni e desideri in evoluzione e rispondendo in modo efficace e appropriato; allineamento che indica come ci si muove verso una stessa direzione, agilità e rapidità nel porsi di fronte ad una nuova sfida;
  • Fattori esterni: insieme di caratteristiche che raggruppa il coinvolgimento (cioè l’interazione con i clienti ed il pubblico in generale, distinguendosi nell’utilizzo di risorse proprie, in maniera coerente e trasparente nei confronti del mercato e creando un senso di dialogo e di incoraggiamento per attirare nuovi clienti e partner) e la rilevanza (come un marchio si sente presente alle esigenze del pubblico e viene ricordato in maniera positiva quando un utente ha un bisogno che rientra nella categoria del brand in questione: dunque fiducia reciproca e affinità).

In poche parole: si considerano i risultati finanziari dei prodotti di un singolo brand, il ruolo dell’azienda nei processi di acquisto, la sua competitività e l’abilità di fidelizzare e mantenere attiva la domanda.

Com’è andata per le Case auto

Complessivamente, il comparto dell’auto (e dei trasporti) che rientra nella Top 100 del “Best Global Brands” è stato valutato dagli analisti Interbrand con un valore complessivo di 305,5 miliardi di dollari (su oltre 2.667,5 miliardi di dollari di value brand globale). L’incremento rispetto al 2020 (+13%) è stato sostanzialmente in linea con quello generale (+15%).

Detto di Toyota, Mercedes e Tesla, la “Top 100” vede presenti Honda (scesa di poco rispetto al 2019 tuttavia in calo più sensibile se confrontata con il 2019: la diminuzione del value brand è stata di circa 3 miliardi di dollari da due anni fa), Hyundai (cresciuta di una posizione dal 2020), Audi e Volkswagen, Ford (che dalla posizione numero 35 del 2019 è stata quest’anno classificata al 52. posto), Porsche (in 58. posizione: era 50. nel 2019 e 55. nel 2020), Nissan, Ferrari (unica Casa costruttrice italiana nel comparto automotive di “Best Global Brands”), Kia, MINI e Land Rover.

Best Global Brands: la top ten 2021

Di seguito la classifica delle prime dieci posizioni, con la rispettiva variazione percentuale rispetto allo scorso anno ed il valore del brand (in neretto i marchi automotive).

  1. Apple (+26%, 408,251 miliardi di dollari);
  2. Amazon (+24%, 249,249 miliardi di dollari);
  3. Microsoft (+27%, 210,191 miliardi di dollari);
  4. Google (+19%, 196,811 miliardi di dollari);
  5. Samsung (+20%, 74,635 miliardi di dollari)
  6. Coca Cola (+1%, 57,488 miliardi di dollari);
  7. Toyota (+5%, 54,107 miliardi di dollari);
  8. Mercedes-Benz (+3%, 50,866 miliardi di dollari);
  9. McDonald’s (+7%, 45,865 miliardi di dollari);
  10. Disney (+8%, 44,183 miliardi di dollari).

La “zona calda” (posizioni dalla 11 alla 20)

  1. Nike (+24%, 42,538 miliardi di dollari);
  2. Bmw (+5%, 41,631 miliardi di dollari);
  3. Louis Vuitton (+16%, 37,866 miliardi di dollari);
  4. Tesla (+184%, 36,270 miliardi di dollari);
  5. Facebook (+3%, 36,248 miliardi di dollari);
  6. Cisco (+6%, 36,228 miliardi di dollari);
  7. Intel (-3%, 35,761 miliardi di dollari);
  8. Ibm (-5%, 33,257 miliardi di dollari);
  9. Instagram (+23%, 32,007 miliardi di dollari);
  10. Sap (+7%, 30,090 miliardi di dollari).

Gli altri brand automotive

  • Honda (25. posizione), -2%, 21,315 miliardi di dollari;
  • Hyundai (35. posizione), +6%, 15,168 miliardi di dollari;
  • Audi (46. posizione), +8%, 13,474 miliardi di dollari;
  • Volkswagen (47. posizione), +9%, 13,423 miliardi di dollari;
  • Ford (52. posizione), +2%, 12,861 miliardi di dollari;
  • Porsche (58. posizione), +4%, 11,739 miliardi di dollari;
  • Nissan (59. posizione), +5%, 11,131 miliardi di dollari;
  • Ferrari (76. posizione), +12%, 7,160 miliardi di dollari;
  • Kia (86. posizione), +4%, 6,087 miliardi di dollari;
  • John Deere (90. posizione), 5,616 miliardi di dollari;
  • MINI (96. posizione), +5%, 5,231 miliardi di dollari;
  • Land Rover (98. posizione), 0%, 5,066 miliardi di dollari;
  • Uber (99. posizione), -4%, 4,726 miliardi di dollari.

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