Audi ripensa gli interni: meno display, più comandi fisici e qualità
Audi abbandona la corsa ai maxi display: Massimo Frascella privilegia comandi fisici ed esperienza tattile per interni più premium e meno optional superflui
Nel mondo dell’automobile, la Audi si prepara a una svolta epocale che promette di ridefinire il modo in cui viviamo l’abitacolo. Non si tratta solo di un cambiamento estetico, ma di una vera e propria rivoluzione culturale, guidata dalla visione del nuovo Chief Creative Officer Massimo Frascella. Il cuore di questa trasformazione? Un ritorno all’essenziale, dove la tecnologia non invade ogni centimetro della plancia, ma si fa presente solo quando realmente utile. Un approccio che mette in discussione l’egemonia dei maxi display e del touchscreen a favore di un equilibrio più umano e intuitivo.
«Per noi la tecnologia deve esserci quando serve, non quando è innecessario.» Con queste parole, Massimo Frascella ha inaugurato una nuova era per Audi, sancendo la fine del dominio dei grandi schermi digitali negli interni delle vetture. A partire dalla prossima generazione, che debutterà con la nuova Q5, il marchio tedesco dice addio all’imponenza dei display giganti, scegliendo invece di puntare su materiali pregiati, finiture raffinate e soprattutto sull’esperienza tattile. Un cambiamento che non rinnega la modernità, ma la ripensa in modo critico: la tecnologia, per Audi, deve essere intelligente, non invadente.
Un messaggio chiaro
Il messaggio è chiaro: non si tratta di una crociata contro l’innovazione, ma di una riflessione profonda sull’utilità reale delle soluzioni adottate. Frascella sottolinea che grandi display che si estendono per tutta la plancia rappresentano spesso una “tecnologia per la tecnologia”, priva di reale beneficio per il conducente. Al contrario, il ritorno ai comandi fisici – pulsanti, leve, regolatori – offre una risposta immediata, riduce le distrazioni e garantisce un feedback che nessuna interfaccia touch può replicare pienamente.
Questa nuova filosofia di design interni non è un caso isolato. Anche altri grandi player del settore stanno rivedendo le proprie strategie: Mercedes-Benz, ad esempio, sta riconsiderando il ruolo centrale dei maxi schermi, mentre Hyundai sperimenta soluzioni olografiche che potrebbero rappresentare la prossima frontiera. Il celebre MBUX Hyperscreen di Mercedes ha segnato il culmine di una tendenza che ora mostra i primi segnali di inversione. Audi, in linea con la riduzione degli optional annunciata dal CEO Gernot Dollner, mira a semplificare le scelte dei clienti e a contenere i costi di produzione, senza rinunciare alla qualità percepita.
Dal punto di vista industriale, la scelta di ridurre la dipendenza dai grandi display comporta vantaggi tangibili: meno spese per le riparazioni, maggiore robustezza e durabilità, economie di scala più sostenibili. Questa evoluzione si rivela particolarmente vantaggiosa nei mercati dove le infrastrutture di assistenza sono meno sviluppate e per le flotte aziendali, che beneficiano di una maggiore affidabilità e costi di gestione inferiori. Il lusso, per Audi, passa così attraverso la concretezza dei materiali e la soddisfazione delle interazioni fisiche.
Qualcuno critica
Naturalmente, questa posizione non è esente da critiche. Gli appassionati di tecnologia e alcuni analisti fanno notare che i grandi touchscreen favoriscono aggiornamenti over-the-air più frequenti, consentono personalizzazioni software avanzate e garantiscono un’integrazione perfetta con i servizi digitali. I layout flessibili e i contenuti ricchi offerti dai maxi schermi risultano particolarmente attraenti per le nuove generazioni di clienti, sempre più orientate verso un’esperienza software-first.
La vera sfida per Audi sarà dunque trovare il punto di equilibrio tra queste due visioni: mantenere la sofisticazione delle funzioni digitali senza farle diventare il fulcro visivo dell’abitacolo, ma incapsularle in un contesto dove l’ergonomia e i comandi fisici restano centrali. L’obiettivo è creare un ambiente che trasmetta qualità attraverso la materia e la concretezza delle interazioni, differenziandosi da chi punta tutto sull’impatto scenografico della tecnologia.
Dopo il 2025, i nuovi concept e modelli di Audi rifletteranno pienamente questa filosofia: una proposta chiara, coerente e fedele all’identità del brand, che riporta al centro una domanda fondamentale per l’intero settore automobilistico. Che valore ha davvero la tecnologia, se non contribuisce a migliorare concretamente l’esperienza di chi guida? La risposta, per Audi, sarà tangibile nelle vetture che vedremo sulle strade nei prossimi anni.