Citroen 2CV: 70 anni di successi [Video]

La Citroen 2CV, tra i miti della storia motoristica europea, celebra il 70 anniversario dal debutto al Salone di Parigi 1948.

Nacque proletaria, divenne rapidamente interclassista. Poche auto, come la Citroen 2CV, hanno conquistato un consenso tanto universale quanto esteso, anche nel tempo, da coinvolgere quasi unanimemente gli esperti del settore: quelli che di chilometri sulle quattro ruote ne percorrono migliaia all'anno, spesso a bordo dei modelli più esclusivi e costosi. Sono 70 anni che la 2CV continua a caracollare tra le più belle strade della terra, come esempio polarizzante di scelte semplici e geniali.

Quelle fatte a suo tempo dall'allora D.G. di Citroen Pierre-Jules Boulanger, leggendo i risultati di un'indagine di mercato condotta in tutta la Francia, che evidenziò la necessità di costruire un'auto adatta alle esigenze della classe contadina, dove erano concentrate le percentuali più alte di persone che utilizzavano ancora i cavalli per il trasporto. La richiesta arrivò al Centro Studi Citroen: "Fate studiare nel vostro reparto una vettura che possa trasportare due contadini con gli zoccoli, cinquanta chili di patate o un barilotto di vino ad una velocità massima di sessanta chilometri orari con un consumo di tre litri per cento chilometri".  

Precisò inoltre che l’auto doveva essere in grado di percorrere le strade più difficili - anche un campo arato - con un paniere di uova a bordo senza che se ne rompesse uno, che doveva costare al massimo un terzo dell'allora best seller Traction 11, che doveva essere guidata in sicurezza anche da una contadina neopatentata. L’estetica? Non era importante. La sfida fu raccolta proprio dal padre della Traction 11, che annotò su un foglio tre lettere: T. P. V.,  che stanno per Toute Petite Voiture, auto molto piccola.

La guerrà interruppe lo sviluppo dei prototipi della TPV,  poi ripreso al termine del conflitto sotto le direttive di Flaminio Bertoni, che le diede le forme della 2CV che conosciamo. Del prototipo T.P.V., sulla vettura di serie rimase la caratteristica che accomuna tutte le 2CV costruite dal 1948 al 1990 in oltre 5 milioni di esemplari: gli inediti finestrini anteriori, la cui metà inferiore si ribalta verso l’alto. Concepiti in questo modo prima della guerra per consentire al conducente di segnalare il cambio di direzione mettendo il braccio fuori dal finestrino.

Al Salone di Parigi del 1948 ci fu la prima mondiale della 2CV, concepita per trasportare due contadini, cinquanta chili di patate o un barilotto di vino. Fece molto di più: ha girato il mondo innumerevoli volte, ha popolato e colorato i sogni di generazioni di proprietari, è stata un nido d’amore, un veicolo da lavoro, un simbolo di libertà che ha attraversato deserti e le più belle strade della terra.

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