Abarth Day 2017 a Varano: i video dell'evento

Straordinario successo per il raduno dedicato alle vetture ideate dall'ingegnere italo austriaco sul circuito di Varano de’ Melegari.


Straordinario successo e grande affluenza di pubblico per la tappa italiana dell’Abarth Day, la manifestazione itinerante che si tiene tra maggio e luglio in sette circuiti europei per celebrare le mitiche vetture e la storia del famoso marchio dello scorpione. Migliaia gli appassionati provenienti da tutta Italia, dalla Svizzera, dalla Francia, anche dal lontano Giappone in rappresentanza dei 40 club affiliati che si sono dati appuntamento sul circuito di Varano de’ Melegari.

Un’occasione unica per mostrare le doti di potenza, maneggevolezza e tenuta di strada delle auto del brand famoso nel mondo per le sue elaborazioni. Tra le vetture molte le Abarth 124 Spider e le serie speciali 695 Biposto e Record, insieme ad alcuni pezzi pregiati dal grande valore storico come due Abarth 1000 SP degli anni sessanta, due Fiat 124 Abarth Rally da competizione, una A112 Abarth e la mitica Ritmo Abarth 130 TC.

Una vera festa per la community “The Scorpionship” che conta più di 75.000 membri in ben dieci paesi nel mondo dove la stessa Anneliese Abarth, insieme ai grandi campioni italiani che hanno fatto la storia nel mondo dei rally come Miki Biasion, Luciano Trombotto, Maurizio Verini e Fulvio Bacchelli hanno fatto gli onori di casa.

Molte le attività durante la giornata dalla possibilità di provare le sensazioni del rally a fianco del due volte Campione del Mondo Miki Biasion a bordo della nuova Abarth 124 Rally o sull’Abarth 695 Biposto Rally, ma anche la possibilità di provare tutta l’attuale gamma Abarth su tracciato stradale o sfidarsi in una prova di maneggevolezza e grazie alla presenza del Rally Italia Talent con le Abarth 595 Competizione. Infine la grande parata che ha visto la partecipazione di tutte le Abarth accorse all’evento contemporaneamente tutte in pista.

Due chiacchiere con Mario Alvisi



Per Mario Alvisi, responsabile EMEA del marchio Abarth, si è trattato di giornata veramente speciale dedicata al brand dello scorpione, un grande evento voluto per celebrare il lavoro e la passione di chi ha fatto dell’elaborazione un vero e proprio stile di vita.

Un’occasione anche per ammirare la nuova Abarth 124 Rally, la vettura con motore quattro cilindri bialbero da 1.8 litri a iniezione diretta sovralimentato con turbina dalla potenza massima di 300 cavalli, pronta a calcare di nuovo le scene dei rally più impegnativi dopo 44 anni d’assenza. In più, annunciata una piccola sorpresa che, come dichiarato proprio da Mario Alvisi, verrà svelata nelle prossime settimane. Una nuova vettura, un nuovo kit di elaborazione o una nuova collaborazione? Per ora non è dato sapere.

Le Abarth del Passato



Fondata nel marzo del 1949 dall’ingegnere italo austriaco Carlo Abarth, la casa automobilistica italiana nasce inizialmente come scuderia sportiva specializzata nella produzione di auto sportive di piccole cilindrata. L’intuizione di creare una marmitta per aggiungere un tocco di potenza e un suono aggressivo per la piccola Topolino si rivela un’idea vincente nel corso degli anni cinquanta, idea che diventerà un vero trampolino di lancio per il brand con l’arrivo della prima utilitaria sul mercato italiano: la Fiat 600. Insieme alla marmitta Abarth, l’ingegnere inizia a creare i primi kit per elaborazione che permettono un incremento delle prestazioni a prezzi, per quei tempi, accessibili.

Dopo numerosi successi in pista Abarth inizia a specializzarsi nell’elaborazione sportiva delle vetture Fiat venendo poi acquisita nel 1971 dalla stessa casa torinese diventando così il marchio distintivo delle versioni sportive, rally e turismo dei diversi marchi di casa Agnelli. Molte le auto trasformate ed elaborate da Carlo Abarth, non solo Fiat, molte delle quali sono passate alla storia dell’automobilismo diventando delle vere icone di velocità, aggressività, vetture che trasudano competizione dalle performance, per i tempi, veramente proibitive.

Fiat Abarth 1000SP
Sviluppata nel 1966 sulla meccanica della Fiat 850 Coupé fu completamente modificata per partecipare alle competizioni riservate alle vetture sportive Gruppo 6 e per questo motivo ne furono costruiti solo 50 esemplari omologati per le corse. Telaio tubolare in acciaio e motore a quattro cilindri in linea DOHC da 105 CV di potenza con testata radiale posto in posizione centrale in grado di spingere la vettura fino ad una velocità massima di 230 km/h.

Due carburatori Weber 40 DCOE con lubrificazione eseguita grazie al filtro di derivazione e cambio manuale a quattro velocità. La carrozzeria, in materiale plastico e leggero, è caratterizzata da una particolare linea aerodinamica che consentiva un buon afflusso di aria attraverso due aperture che conducevano ai radiatori dell'acqua. Sospensioni anteriori dotate di quadrilateri sovrapposti, barre stabilizzatrici, molle ad elica e ammortizzatori telescopici, mentre nel posteriore bracci tubolari oscillanti, barre stabilizzatrici, molle ad elica e ammortizzatori telescopici.

Fiat 124 Abarth Rally
Derivata direttamente dal modello 124 Sport Spider fu prodotta congiuntamente dalla Fiat e da Abarth tra il 1972 e il 1975 per partecipare alle gare nel Gruppo 4 del Campionato del Mondo di Rally. La potenza del motore fu innalzata fino a 120 CV, sufficienti all’epoca per aggiudicarsi la vittoria di classe nel Rally di Montecarlo e la vittoria assoluta in quello dell’Elba, nonché la conquista del Campionato Italiano.

Successivamente, con l’acquisizione da parte di Fiat, Abarth divenne il reparto corse della casa torinese e, visto il grande successo della 124, ne aumentò la potenza fino a 150 cavalli, ma fondamentalmente rimase sempre un’auto di serie. Nel 1972 la neonata “Squadra Corse Fiat” portò al successo le 124 Abarth vincendo il Campionato Europeo Rally e, sempre in quell’anno, furono costruiti 500 esemplari omologati per le competizioni nel Gruppo 4 Gran Turismo Speciale. La versione Abarth differiva dalla 124 Sport Spider per una serie di motivi: più leggera, ma allo stesso tempo più robusta dal punto di vista strutturale e meccanico, un propulsore più potente ed elastico che si prestava molto a successive modifiche da parte di esperti possessori. Il tutto ad un prezzo decisamente abbordabile per un’auto da corsa.

Fiat Ritmo 130 TC Abarth
Nel 1983, la gamma Ritmo 2 fu completata con l’introduzione della versione Abarth dando vita così alla Fiat Ritmo 130 TC Abarth. Molte le modifiche apportate a questo modello dal marchio dello scorpione a cominciare dall’accensione digitale Marelli Digiplex e dall’alimentazione fornita da due carburatori a doppio corpo orizzontali da 40. Ben 130 CV a 5800 giri/min che insieme al peso minore e al cambio con il finale leggermente allungato permettevano all’auto di passare da zero a 100 in appena 8 secondi netti, un tempo di tutto rispetto per l’epoca. Una vettura aggressiva dalle grandi prestazioni che per anni dominò i principali campionati europei.

Autobianchi A112 Abarth
Prodotta per contrastare la supremazia della Mini Cooper negli anni settanta il progetto Abarth prevedeva lo sviluppo del propulsore di 903 cm³ che fu aumentato fino a 982 cm³ grazie all'allungamento della corsa, all'inserimento di un nuovo albero motore in acciaio nitrurato e all'innalzamento del rapporto di compressione a 10:1 sfruttando l'adozione di pistoni stampati con segmenti cromati.

Anche l'albero a camme e le sedi delle valvole furono completamente riviste, in più venne introdotta una modifica all'impianto di scarico, insieme all’adozione di un carburatore a doppio corpo. Anche il sistema frenante venne modificato in maniera radicale attraverso la maggiorazione delle pinze sui dischi anteriori e l'adozione del servofreno. La potenza del motore fu però limitata a 58 CV per raggiungere i previsti livelli di elasticità e robustezza.

Miki Biasion racconta l'Abarth



Il due volte Campione del Mondo iridato nel 1988 e nel 1989 è stato il protagonista assoluto dell’Abarth Day, vero e proprio ambasciatore del brand ha avuto la possibilità di saggiare le grandi prestazioni della nuova Abarth 124 Rally, una vettura moderna dalla grandissime performance caratterizzata dalla trazione posteriore e da tantissima elettronica, auto diverse rispetto a quelle guidate dal campione 30 anni fa, ma che mantengono ancora intatte l’idea e lo spirito corsaiolo ricercato e voluto da Carlo Abarth.

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