Biciclette: le norme e le regole di comportamento

Cosa prevede il Codice della Strada in materia di biciclette e ciclisti.

Bicicletta a Milano

Cosa prevede il Codice della Strada per la circolazione in bicicletta sulle strade? Quali sono le norme e le regole di comportamento che bisogna osservare? Purtroppo, dopo i recenti e tristi fatti di cronaca, proviamo a fare un bel respiro tutti insieme e guidati dal buon senso, dal rispetto reciproco e da una sana dose di prudenza cerchiamo fare un bel “ripasso” generale.

Secondo l’articolo 182 del nuovo Codice della Strada, i velocipedi devono sempre circolare su una fila unica quando si trovano nei centri abitati. L’eccezione a questa regola principale è riferita alla presenza di un ciclista di età inferiore ai 10 anni che può essere affiancato sulla sinistra da un altro ciclista. La marcia su doppia fila è permessa nei centri abitati, ma non se i ciclisti si trovano su una strada statale.

Il ciclista non deve ostacolare la circolazione, né quella veicolare, né quella pedonale. Quindi, nel caso in cui la bicicletta rappresenti un intralcio o un pericolo per i pedoni vi è l’obbligo di scendere dal mezzo e accompagnarlo a mano. E’ sempre vietato farsi trainare da un mezzo a motore in sella al velocipede ed è vietato il trasporto di un passeggero, a meno che non sia predisposto, tipo tandem o le carrozzine a pedali con più posti a bordo. E’ permesso trasportare un bambino sulla propria bici purché di età inferiore agli otto anni e utilizzando degli appositi dispositivi come seggiolini adatti ad ospitare il minore. Infine, dove presenti, il Codice della Strada impone sempre l’uso delle piste ciclabili.

Rispetto dei sensi unici


Il nuovo comma 1-bis dell’articolo 182 del Codice della Strada stabilisce che:

“Nelle strade o nelle zone all’interno dei centri abitati nelle quali il limite massimo di velocità è uguale o inferiore a 30 km/h, può essere consentita, se espressamente prevista con ordinanza, la circolazione dei ciclisti anche in senso opposto a quello di marcia di tutti gli altri veicoli”.

Questo non vuol dire che le biciclette possono sempre andare contromano, ma che devono rispettare una serie di parametri per poterlo fare come: la presenza di cartelli che espressamente autorizzano la circolazione delle bici nei due sensi di marcia, strade larghe almeno 4,25 metri, in aree con limite di 30 km/h e nelle zone a traffico limitato e, infine, in assenza di traffico pesante.

Visibilità e omologazione delle bici da corsa


Chi circola in bici deve essere sempre visibile, è obbligatorio indossare cinture o giubbini riflettenti dai 30 minuti prima del tramonto e fino a 30 minuti prima dell’alba, sempre nelle gallerie. Inoltre andrebbero usati anche altri dispositivi luminosi nella parte anteriore e nella parte posteriore della bici. Il Codice della Strada in merito alle bici da corsa indica solamente l’obbligo di circolare con biciclette omologate, ad eccezione di quelle usate durante le competizioni regolarmente autorizzate. In più c’è anche l’obbligo di circolare sempre a spinta in presenza di particolari condizioni di visibilità. Tra gli obblighi rientra anche la presenza del campanello.

Le sanzioni


La violazione delle norme di comportamento previste per i velocipedi fa scattare sanzioni comprese tra i 23 e i 92 euro che “aumentano” tra i 38 e i 92 euro se a bordo del mezzo vi sono due o più persone.

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