Gruppo Volkswagen: maggiori tutele per i dipendenti italiani

Ducati e Lamborghini, due perle del Gruppo Volkswagen, aumentano le tutele dei dipendenti italiani rispetto al Jobs Act.

Lamborghini Huracan Tricolore

Il Gruppo Volkswagen garantisce ai dipendenti italiani tutele aggiuntive rispetto a quelle previste dal Jobs Act. Il 17 marzo le direzioni aziendali di Ducati e Lamborghini, marchi del gruppo tedesco, hanno infatti sottoscritto insieme alle organizzazioni sindacali di categoria Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm un accordo che assicura maggiori diritti ai circa tremila occupati degli stabilimenti bolognesi.

Gli accordi sindacali in realtà sono due (uno per azienda) ma il contenuto è lo stesso e supera la riforma del lavoro attualmente in vigore andando ad annullare la differenza tra coloro che sono stati assunti prima o dopo rispetto all’entrata in vigore del Jobs Act, con il tanto sognato contratto a tempo indeterminato contrapposto a quello a tutele crescenti. Sul sito del Fatto Quotidiano, Michele Bulgarelli, funzionario sindacale della Fiom-Cgil di Bologna, spiega che “a prescindere dalla data di assunzione, tutti i dipendenti in Ducati e Lamborghini avranno la stessa tutela introdotta dalla contrattazione aziendale”.

La nota congiunta rilasciata dai sindacati sottolinea che l'obiettivo è stato quello di “intervenire sui recenti cambiamenti della legislazione sul lavoro con una particolare attenzione a: disciplina dei licenziamenti; disciplina delle mansioni (il cosiddetto demansionamento) e la disciplina riguardante gli strumenti di controllo a distanza”. In merito ai licenziamenti individuali per giustificato motivo i lavoratori Ducati e Lamborghini avranno diritto di avviare un confronto preventivo con l’azienda alla presenza della propria organizzazione sindacale di riferimento, per individuare le possibili soluzioni alternative al licenziamento: dalla modifica della propria collocazione alla riqualifica professionale fino ai contratti part-time o agli ammortizzatori sociali.

Stesso concetto per il “demansionamento”, la revisione della qualifica di un dipendente che spesso comporta un ritocco al ribasso dello stipendio. Si introduce una procedura, non prevista dalla legge, che consente al lavoratore di attivare un iter finalizzato al mantenimento del livello conseguito con l’utilizzo di strumenti volti alla propria riqualificazione professionale. Infine per i cambiamenti normativi in materia di strumenti di controllo a distanza, i sindacati non saranno coinvolti solo in caso di utilizzo delle telecamere ma anche ci saranno apposite commissioni bilaterali tra sindacato e azienda per valutare e accordarsi sull’utilizzo di qualsiasi tecnologia che possa controllare a distanza i lavoratori. Una decisione che rispecchia in pieno la condotta aziendale del Gruppo Volkswagen.

Secondo i sindacati, gli accordi “investono su un modello di relazioni sindacali avanzate e basate su rispetto e fiducia reciproca, in un territorio dove le relazioni industriali sono un fattore di crescita, di valore e di sviluppo”. Nel frattempo le aziende vanno a gonfie vele: Lamborghini cresce per il sesto anno consecutivo con un 2016 che ha visto per la prima volta un fatturato di 900 milioni di euro grazie all’aumento del 7% delle vendite (da 3.245 a 3.457). Stesso discorso per Ducati, al settimo anno di fila in positivo con 55.451 moto consegnate (+1,2%) e 731 milioni di euro di fatturato, il 4,1% in più rispetto al 2015.

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