Le 5 cose che forse non sapete sul WRC

Velocità e traversi da brivido suscitano grande emozione, ma il mondo del WRC è ben più di questo. Vi raccontiamo qualche chicca direttamente dai box Volkswagen qui al Rally di Sardegna 2016.

Termina in una ventosa ma soleggiata domenica di giugno il Rally di Sardegna, spettacolare tappa del WRC 2016 dove il belga Thierry Neuville ha trionfato con un anticipo di 25″ su Latvala e di 1’37” sul francese Sebastien Ogier. Nonostante il trionfo nelle tre passate edizioni, il Campione in carica non ha voluto rischiare troppo durante la sesta tappa del mondiale, portando a casa punti importanti per il Campionato.

Ogier rimane infatti in testa con 132 punti su Sordo e sul compagno di squadra Mikkelsen. Sarà forse l’attesa di diventare papà proprio in questi giorni che avrà “distratto” il pilota Volkswagen dalla vittoria? Di certo, in terra sarda il francese era il più atteso e acclamato da un pubblico vastissimo, sia per genere che per numero.

I volontari hanno messo in sicurezza le zone più affollate, gremite di tifosi attrezzati con megafoni, le classiche trombette, qualche lattina di birra e sedie-sdraio per godersi uno spettacolo unico al mondo. Sole cocente, polvere a mai finire e anche pioggia in alcuni tratti, noi eravamo lì in mezzo a loro e abbiamo voluto chiedere cosa li spingesse a sopportare tutto ciò.

“E’ passione, noi sardi il Rally lo sentiamo nelle vene e non possiamo certo perderci una tappa del Mondiale proprio in casa nostra!”

Come dare torto a Michele, arrivato alle 3.30 del mattino in mezzo al nulla per assicurarsi un posto in prima fila lungo il tragitto della SS13? Essere spettatori del WRC è anche questo, qualche sacrificio e poche ore di sonno per vedere sfrecciare i propri beniamini davanti a se per pochissimi secondi, respirando la grossa nuvola di polvere che si lasciano alle spalle.

C’è poi chi, come Antonello, il rally lo praticava ma, in seguito ad una caduta in moto, ha dovuto rinunciare a questa sua grande passione:

“Dopo quella brutta caduta la mia schiena non è stata più in grado di reggere lo stress delle gare, così ho dovuto mollare! Partecipare ad una tappa del WRC da spettatore mi fa star male, ma non posso non assistere, è più forte di me!”

Immancabili invece i personaggi più strani, come Riccardo e Gabriele, tra i pochi ad assistere ad un tratto della SS14 in mezzo ad uno spettacolare parco eolico. I due avevano con se una cassa di birre in lattina, maschere anti-polvere, occhiali da sole e la bandiera con dei 4 mori. Petto nudo, megafono alla mano e selfie durante il passaggio delle vetture.

“A noi piace far casino, diamo colore a questo rally! Non ci piace stare seduti a guardare le auto che passano, siamo tifosi veri e bisogna far sentire ai piloti quanto ci fanno emozionare! Si cammina tanto, abbiamo fatto più di 3 km a piedi in mezzo al bosco e alle rocce per arrivare qui. Non è che possiamo venire con voi in elicottero?!”

Rally di Sardegna 2016 – Day1

Rally di Sardegna 2016 – Alghero Il Day 1 della sesta prova del Campionato Mondiale WRC 2016 si chiude con la vittoria di Neuville su Hyundai, seguito dalle Polo WRC di Latvala (+11.1) e Ogier (+40.3). Il Campione in carica ha dovuto fare da apripista in terra sarda, situazione che lo ha rallentato nonostante un ottimo feeling con tracciato e vettura.

Abbiamo chiesto a Sebastien Ogier quanto sia unica la Sardegna come tracciato per una tappa WRC:

“Credo che una delle caratteristiche più belle caratteristiche della Sardegna sia il fatto che è un’isola bellissima e che qualche volta pensi sia meglio stare in spiaggia piuttosto che gareggiare!

A parte gli scherzi, è una delle tappe più belle del campionato perché puoi trovare le condizioni più svariate: caldo, bagnato, fango, tratti misti. Questo rende tutto più competitivo. Qualche anno fa, quando era tutto molto tecnico e più lento, non mi piaceva tantissimo gareggiare qui. Adesso lungo le tappe troviamo tracciati più veloci e questo si avvicina molto più alla mia guida, e mi piace tantissimo!”

Piuttosto però che raccontarvi la gara in sé e per sé, abbiamo voluto approfondire aspetti a volte nascosti al mondo del rally. Cosa si cela dietro quelle spettacolari manovre a gas spalancato, e quanto incide il lavoro del team durante una tappa?

Siamo ospiti qui in Sardegna del Team Volkswagen Motorsport, e abbiamo sfruttato quest’occasione per curiosare all’interno dei box, allestiti per l’occasione sullo splendido lungomare di Alghero, per raccontarvi alcune chicche che, forse, non conoscete!

Guidati dal mitico Luis Moya, storico navigatore di Carlos Sainz, scopriamo insieme cinque curiosità del mondo WRC.

1. Cosa vuol dire spostare l’intero Team in giro per il mondo?

Trasportare tutto questo in giro per il mondo comporta un notevole impegno economico per Volkswagen ma, al contempo, agevola logisticamente gli addetti ai lavori e permette al Team di avere tutto a disposizione in ogni parte del globo.

Tutte le strutture sono contenute all’interno di 8 container, che la prima settimana di febbraio partono dall’Europa alla volta di Messico, Argentina, China e Australia, dove arriveranno alla fine del mese di novembre.

Questi container devono contenere tutto ciò di cui necessita il Team in tutte le tappe del campionato. L’unica cosa, la più importante, che ritorna in sede in Europa è l’auto da gara. Viaggia per via aerea e consente ai meccanici di Hannover di smontarla completamente, anche se non ha subito danni durante la gara.

Questa strategia, permette ai piloti e al Team di avere sempre a disposizione per la gara successiva una vettura praticamente immacolata e perfetta in ogni suo componente. Nulla viene lasciato al caso, la precisione e la competenza tedesche qui fanno la differenza.

2. Quanti uomini lavorano su ogni vettura?

Le regole della FIA impongono un massimo di 8 meccanici autorizzati a lavorare sulle vetture a metà e a fine tappa. Al Team Volkswagen Motorsport bastano 4 esperti meccanici per la Polo WRC di Ogier/Ingrassia mentre, per le altre due auto del Team ne verranno impiegati 5.

Ogni meccanico lavora in perfetta sinergia con i colleghi, conosce bene i propri compiti ed ha a disposizione un’officina che ricorda molto una sala operatoria di ultima generazione. Appena rientrata, l’auto viene collegata ad un cavo che provvederà ad inviare tutti i dati raccolti durante la gara al centro operativo, all’interno del quale lavora un team di ingegneri che provvederà ad analizzare il tutto al fine di aiutare il team a trovare miglioramenti per la tappa successiva.

Nel frattempo, i meccanici sono a lavoro per rimettere in sesto la vettura, sottoposta ad un enorme stress lungo tutta la giornata di gara. Viene effettuata la sostituzione delle parti più usurate, ricalibrazione dei componenti meccanici, check di tutti i dispositivi di cui è dotata e pulizia interna ed esterna.

I lavori più importanti vengono eseguiti durante il Flexi Service di fine giornata, una finestra temporale di 45 minuti all’interno della quale i meccanici devono provvedere a rimettere in sesto la vettura. E’ qui che entra in gioco l’alta competenza e velocità nell’eseguire le riparazioni dell’equipe meccanica, ogni secondo in più oltre i 45 minuti concessi è penalità!

3. Quanto tempo serve per sostituire le parti della vettura?

Qui sfioriamo l’inverosimile: Luis e i meccanici (con un dovuto ghigno altezzoso) ci raccontano che, ad ogni meccanico, bastano appena 2 minuti per smontare una sospensione dalla vettura, mentre ne bastano solo 11/12 minuti per rimuovere il cambio.

Se pensiamo alle tempistiche che generalmente il nostro meccanico di fiducia richiede per interventi del genere, allora ci vengono in mente due cose: o il nostro meccanico ama prenderci per i fondelli, oppure i meccanici del WRC vengono da un altro pianeta.

Le verità è che, per conquistare la vetta del Campionato Mondiale WRC, la professionalità e velocità dell’intera squadra meccanici è un aspetto più che fondamentale. Il risultato di gara, se non la vita stessa di pilota e navigatore, dipende da ogni singolo intervento di questi esperti chirurghi delle quattro ruote.

Abbiamo assistito a bocca aperta al Flexi Service Volkswagen al rientro delle vetture ad Alghero nella prima serata di ieri. Per eseguire la dovuta manutenzione, ai meccanici di Ogier e Latvala sono bastati poco più di 30 minuti, al termine dei quali hanno ricevuto un caloroso applauso dal pubblico presente.

4. Caratteristiche degli pneumatici impiegati per le gare

Gli unici quattro punti di contatto tra la vettura e l’asfalto sono gli pneumatici. Come in ogni categoria motorsport di altissimo livello, anche nel WRC lo pneumatico riveste un ruolo fondamentale per garantire al pilota performance altissime.

Luis ci porta nel retro dell’officina dove sono sistemati gli pneumatici dedicati alle tre vetture del Team, raccontandoci che negli anni ’90, ogni vettura aveva a disposizione ben 1000 pneumatici, 3000 in totale per il Team. I tempi sono cambiati, adesso le persone che lavorano su ogni tappa sono poco più della metà rispetto a quegli anni e, di conseguenza, diminuiscono anche i ricambi necessari tra una tappa e l’altra.

I cerchi in magnesio della Polo WRC pesano circa 9kg i quali, sommati al peso del singolo pneumatico, segnano i 24,647 kg sulla bilancia di precisione del Team. La cosa estremamente curiosa è che, al termine di ogni tappa, lo pneumatico si usura a tal punto da pesare 2 kg in meno, il che vuol dire che la vettura (oltre al peso del carburante consumato) torna ai box con circa 8 kg in meno a fine giornata.

Questo aspetto, incide notevolmente sul peso complessivo della vettura, che non deve scendere mai al di sotto dei 1200 kg (come da regolamento). Giocando su queste variabili, il Team può capire quanto e dove può intervenire per alleggerire la vettura al fine di renderla più performante senza violare il regolamento.

Le gomme, rinforzate sulla spalla per evitare danni dovuti a detriti, sassi e urti, vengono gonfiate ad una pressione che si aggira attorno agli 1,8 bar e, a fine tappa, presentano un’usura uniforme e molto accentuata. I tasselli sono stati letteralmente strappati dall’attrito.

5. Cosa succede dentro un’auto da Rally durante una gara?

Come possiamo facilmente immaginare, all’interno di una vettura privata di ogni comfort, di condizionatore, isolanti termici, ed elaborata per vincere nel WRC, il comfort a disposizione di pilota e navigatore è pressoché minimo, se non del tutto inesistente!

In situazioni climatiche come quelle di questi giorni in Sardegna, dove le temperature arrivano a superare i 32°C, all’interno della vettura pilota e navigatore percepiscono temperature che si aggirano attorno ai 50°C.

E, come se non bastasse, affrontano a tutta velocità tappe di oltre 60 km all’interno di questa “sauna mobile” indossando un abbigliamento completo ignifugo e avendo a disposizione un piccolo flusso di aria esterna proveniente dalla presa d’aria superiore e dai bocchettoni presenti sui finestrini.

Non meravigliamoci dunque se, a fine giornata, i piloti rientrano nel motorhome con circa 10 kg in meno nel loro corpo, tutti liquidi andati perduti ma, in parte, recuperati grazie alle riserve di integratori salini installate a bordo della vettura ai quali attingono pilota e navigatore per rimanere sempre in forze e concludere la tappa.

Ovviamente, il loro allenamento pre-gara si basa su una preparazione fisica di altissimo livello, la quale mira principalmente ad aumentare la resistenza fisica dell’atleta. Durante tutto il campionato, i piloti vengono poi seguiti ed aiutati da una specifica persona, che è come una “mamma” per loro all’interno della grande famiglia del Team Volkswagen Motorsport.

Testo di Emanuele Macaluso

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