Fiat pensa ad Opel; ma GM non ci sta: "Opel non è in vendita". Almeno per il momento...

Nelle ultime ore la stampa è tornata a parlare della questione Fiat-Opel e di come il Lingotto abbia ripreso in considerazione l’ipotesi di un’acquisizione del marchio tedesco. Tuttavia General Motors, proprietaria del marchio Opel, non sembra minimante interessata ad una possibile cessione del marchio di Russelsheim. Ma Opel continua ad essere in grave crisi…

“Opel non è in vendita, e General Motors mantiene il suo pieno appoggio a Opel; quest'ultima è una parte pienamente integrata della struttura globale di Gm ed è vitale per il futuro successo di Gm in Europa”. Parole formulate da Steve Girsky, vicepresidente di GM e numero uno di Opel, in risposta alle speculazioni, apparentemente trapelate da Torino, che vedrebbero Fiat ammiccare al marchio tedesco. Girsky ha inoltre specificato che “l'alleanza tra Gm e Psa Peugeot sta rispettando appieno il ruolino di marcia”. Quest’ultima specifica di Girsky avrebbe una doppia valenza: da un lato sottolineare la salute di Opel, dall’altro quella delle sue alleanze.

Infatti, sempre secondo gli ultimi rumors, Marchionne avrebbe riaperto l’ipotesi di una partnership con Opel, esclusivamente qualora l’alleanza del marchio tedesco con PSA fosse fallita e GM avesse a quel punto “alzato bandiera bianca”, cedendo Opel a costo zero. In questo modo Marchionne avrebbe potuto ripetere quanto fatto con l’acquisizione di Chrysler da parte di Fiat. Ma General Motors ha infatti siglato all’inizio del 2012 un accordo strategico con Psa Peugeot, rinsaldato dall'acquisto del 7% dell'azienda francese. E proprio quest’accordo, che Girsky ha assicurato essere perfettamente funzionante, costituirebbe il freno maggiore per i piani di Marchionne e del Lingotto circa questa acquisizione a “parametro zero”, o quasi.

Va però chiarito che l'alleanza Opel-PSA è ancora in una fase preliminare: vanno infatti ancora individuati e definiti i progetti dove sarebbe possibile una cooperazione. In questo senso, nella prossima riunione fra i due colossi, prevista nell’arco di 15 giorni, sarà più chiaro di che portata sarà la partnership. Ciò che è certo è che GM non ha intenzione di sborsare altro denaro per “cementare” l’alleanza con Peugeot, e se questa fosse poco soddisfacente o fallimentare, anche il destino di Opel potrebbe tornare ad essere meno certo. E sarebbe a questo punto che Marchionne potrebbe togliere questa “pianta secca” dal giardino GM.

Marchionne ha contatti regolari Dan Akerson, CEO di GM. Inoltre Opel, così come Peugeot (ma anche Fiat) ha i conti in rosso per via della crisi del settore auto che sta condizionando il mercato europeo: nel primo semestre 2012 la casa tedesca ha perso quasi 500 milioni di euro a livello operativo, contro i 662 di Psa (ed i 354 di Fiat). Numeri che hanno spinto GM ad avviare un riassetto dirigenziale di Opel (con Steve Girsky subentrato al comando al posto di Karl-Friedrich Stracke), nonché un programma di investimenti nel Vecchio Continente in un’ottica di rilancio del brand. Ma la “pazienza” di GM nei confronti di Opel potrebbe finire presto se le misure adottate non siano sufficienti a risanare i conti. Ed a quel punto sarebbe Marchionne a “calare l’asso”.

Perché tutto questo interesse di Fiat per il marchio tedesco? Fondamentalmente perché Opel si configura come l’alleato che manca a Fiat in Europa per rafforzare il posizionamento delle auto di segmento A e B nel mercato Europeo: la presenza dei tedeschi nel gruppo italo-americano permetterebbe di ammortizzare i costi di progettazione ed industrializzazione di questo genere di vetture. Il target delle auto del gruppo Chrysler è ben diverso, e non permette particolari vantaggi economici in questo senso: sono infatti poche le possibili sinergie fra i due gruppi per le auto di piccole dimensioni e per lo più il know-how esistente e tutto risolto a senso unico da Torino a Detroit.

Ma un’eventuale “triplice alleanza” fra Fiat-Chrysler ed Opel avrebbe comunque alcune problematiche sa risolvere, come la capacità produttiva in eccesso per i bisogni del mercato europeo, tendenzialmente poco recettivo: questo comporterebbe probabilmente la necessità di mettere i lucchetti ad almeno un paio di stabilimenti. Ed in seconda analisi bisognerebbe valutare quando General Motors, per quanto stanca possa diventare della “questione Opel”, abbia viglia di cedere le proprie piattaforme (su cui vengono assemblate le Opel) ad uno storico concorrente come Chrysler.

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