Tesla: prosegue la battaglia legale con l'imprenditore cinese che registrò il marchio

Pensavamo che la sentenza del luglio 2013 avesse dichiarato conclusa la querelle fra Tesla e l'imprenditore cinese, a cui nel 2009 venne riconosciuta la proprietà del nome Tesla. Sbagliavamo.

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Un imprenditore ha citato in giudizio Tesla per aver infranto una legge a difesa del marchio, esigendo il pagamento di 3.9 milioni di dollari e battendosi affinché il marchio californiano rinunci a tutte le proprie attività in Cina. Zhan Baosheng, 36enne, ha iniziato nel settembre 2006 le procedura per registrare il marchio Tesla. Nel giugno 2009 tale procedura è giunta al termine: per 10 anni Baosheng avrà garantita la proprietà del marchio Tesla, in ambito automobilistico e solo nell’ex Celeste Impero.

UN CINESE HA RISERVATO QUESTO TRATTAMENTO ALLA SUA MODEL S

L’uomo ha in seguito registrato anche il logo e la translitterazione in mandarino del nome Tesla, nonché il dominio Tesla.cn. La vicenda sembrava essere giunta all’epilogo nel luglio 2013, quando una sentenza del Trade Mark Review and Adjudication Board (una sorta di ufficio brevetti) gli ha revocato la proprietà del nome Tesla. Baosheng ha presentato ricorso ed alza ora i toni della disputa.

Tesla sta violando i miei diritti giorno dopo giorno. Non vogliono che mi dicano semplicemente ‘ci spiace’

Autonews rivela che Tesla e Zhan si incontrarono nel novembre 2012 ad Hong Kong, occasione in cui un rappresentante dell’azienda offrì all’uomo 50mila dollari per acquistare il brevetto. Nel maggio 2013 l’offerta venne aumentata a 240.000 dollari, ma anche in questo caso l’uomo non si è lasciato ingolosire. Il 36enne è infatti tornato all’attacco ed ha presentato nell’udienza del 3 luglio richieste decisamente impegnative: 3.9 milioni di dollari per se, la chiusura di tutti i concessionari e lo stop alla vendite sul mercato cinese.


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