Ford e Mercedes all'attacco, Chevrolet getta la spugna. Diario di una settimana "calda".

Mercedes all'attacco con i prezzi, Ford punta sull'Europa, Chevrolet getta la spugna e scappa dal Vecchio Continente. Cronaca di una settimana "movimentata".

Guarda la fotogallery della nuova Ford Mustang 2015

La Mercedes che attacca frontalmente anche le marche generaliste con un invitante crossover come la GLA in zona 28/30 mila euro, la Ford che riconferma la fiducia sullo scacchiere europeo ampliando il programma di nuovi modelli da 15 a 25 nei prossimi 5 anni con un ulteriore rilancio sul suo stesso annuncio di un anno fa, e la General Motors che, invece, getta la spugna e si prepara a smobilitare definitivamente il brand Chevrolet in Europa entro la fine del 2015.

Dai sotterranei della stazione di Bologna all’International Convention Center di Barcellona, passando per il Renaissance Center di Detroit, è stata ancora una volta una settimana a dir poco movimentata fra buone e cattive notizie per il mondo dell’automobile. E se volete potrei anche aggiungere Bruxelles, dove la UE si è praticamente arresa alle pressioni tedesche per il rinvio di due anni, al 2022, della scadenza per la riduzione delle emissioni medie di Co2 a 95 g/km, dopo il blocco delle votazioni imposto dalla Merkel a fine settembre.

Il tutto mentre il mese e la settimana sono iniziati con l’ennesimo bilancio negativo per il mercato italiano “ristretto” in novembre di un altro 4,5% con 102.000 immatricolazioni che hanno portato il consuntivo degli 11 mesi a 1.214.237 unità pari al -7,7% rispetto al magro 2012. La quota degli acquisti da parte dei privati è scesa così al 63% e l’anno si avvia a al nuovo record al di sotto di 1,3 milioni, salvo qualche artificioso “ritocco” di qualche migliaio di targhe in più in attesa di clienti reali. Il resto, fra qualche tardivo test drive dell’ultima ora e annunci vari per il prossimo anno non fa storia.

Prezzo GLA: Mercedes punta a nuovi clienti

Mercedes GLA

Alla presentazione bolognese di Mercedes GLA, affiancata con l’occasione dalla ennesima versione AMG questa volta nelle vesti della CLA, resta solo da aggiungere la conferma della immediata attenzione di molti al listino invitante e provocatorio comunicato dalla Casa della Stella (anche se alcuni lettori non sembrano averne capito lo spirito).

Piaccia o no per pura voglia di contraddizione, si tratta di un modello e di prezzi che dirotteranno nuovi clienti “di conquista” verso la Mercedes costringendo almeno una parte dei concorrenti generalisti a giocare nuove carte per mantenere le proprie posizioni. A tutto vantaggio degli acquirenti...

Go Further: Ford punta sull'Europa

Guarda la fotogallery della nuova Ford Mustang 2015

Di segno molto diverso e più ampio, ma pur sempre strategica, la seconda tappa del “Go Further” che abbiamo raccontato in diretta: oceanico evento annuale della Ford con 2.500 ospiti fra concessionari, dipendenti e media, avviato lo scorso anno ad Amsterdam e appena concluso a Barcellona. “Andare avanti” è il motto che la casa dell’ovale porta avanti con tenacia e fiducia: abbiamo già vissuto le stesse difficoltà in America e le supereremo anche qui, ha detto in sostanza Bill Ford affiancato da Steve Odell, presidente di Ford Europa, che ha pronosticato il ritorno definitivo ai conti in nero nel 2015 e conta su una crescita del 20% nei prossimi 5 anni, includendo nelle previsioni oltre alla Ue anche la Russia. Non è poca cosa registrare in questi giorni tanta fiducia da parte di un costruttore come Ford che rischiato il peggio e ha dovuto adottare tagli dolorosi, ma senza rinunciare ad alcuna delle promesse fatte lo scorso anno.

Ford Edge concept

L’Ecosport, il piccolo suv, è ormai in arrivo sul mercato italiano, l’Edge “concept” è sempre a calendario per il 2015 a completamento della gamma Suv e sarà preceduto fra poco più di un anno dallo sbarco in Europa della “cinquantenne” Mustang, mitica immagine dell’americanità insieme alle Chevrolet Corvette e Camaro, che divide come sempre il popolo dei cultori dell’auto e della sua storia in molto favorevoli e molto contrari senza vie di mezzo. Tutto secondo i piani, con un’aggiunta imprevista che pure farà discutere, la nuova Ka concept in lista anch’essa per il 2015.

Ford Ka concept

Di fatto è questa l’unica vera novità dell’ultimo “Go Further”, che sottolinea insieme all’Ecosport la base fondamentale della formula “One Ford” basata sull’impiego più efficiente, razionale ed economico delle risorse globali. Entrano sempre più in gioco, in sostanza, le risorse brasiliane e indiane dell’azienda oltre a quelle americane. Non è detto che piaceranno a tutti, rischio inevitabile quando si parla di globalizzazione e di “world car”, ma tant’è.

Le perplessità maggiori si concentreranno probabilmente proprio su questa Ka ben distinta dall’attuale, destinata alle famiglie con minime possibilità finanziarie. Abbiamo lasciato Barcellona con molte riserve in proposito. A due anni di distanza è difficile interpretare i concetti espressi in questa occasione dai manager e tecnici di Ford. La sensazione è che molto sia ancora da decidere, a cominciare dalla vera erede della attuale Ka fatta in Polonia in casa Fiat. Il contratto, l’unico preesistente alla rotta “One Ford” di Alan Mulally, è ineludibile fino alla scadenza di fine 2015. Le fabbriche adatte a una nuova urban car non mancano, naturalmente, prima fra tutte quella rumena di Craiova. Ma è proprio il progetto della sua erede ad essere per ora un piccolo mistero che non trova per ora risposta alle inevitabili domande. Chissà che non possa essere chiarito con il prossimo “Go Further” a fine 2014. Questa edizione appena conclusa, dunque, è stata di pura riaffermazione degli obiettivi nell’arco di cinque anni e 25 modelli in gran parte tutti da scoprire via via che le scadenze si avvicinano. Ma quel che conta di più, come dicevo, è la concreta fiducia nel prossimo futuro.

Stop Europa: GM punta alla ritirata di Chevrolet

Chevrolet al Salone di Francoforte 2013

La fiducia di Ford non è affatto condivisa dagli stessi “cugini” americani della GM. L’annuncio della resa europea imposta alla Chevrolet, avvenuta lo stesso giorno della presenza di Bill Ford a Barcellona, strettamente collegata al finanziamento concesso alla Opel, non è apparsa di certo come una mossa brillante figlia di quello che a molti appare un errore strategico d’origine non lontana. Stiamo parlando del trasferimento della Daewoo, acquisita nel 2001 da GM, sotto il marchio Chevrolet.

I modelli coreani avrebbero dovuto mantenere la loro funzione nell’area dei prezzi più popolari lasciando alla Opel il compito di crescere nei segmenti più alti. Operazione riuscita solo in minima parte mentre i prezzi di Chevrolet hanno finito per lievitare.

Dissidio aperto con Opel danneggiata anche dalle incertezze sul da farsi da parte di Detroit prima e dopo il fallimento, pericolosa sovrapposizione fra le due marche (esempio più recente Traxx e Mokka con la prima perfino più cara della seconda) e mancanza di un intervento energico e strategico da parte della casa madre, sono solo alcuni fattori che hanno portato a questa ultima clamorosa decisione.

Perdere lo spazio conquistato in Europa, per quanto limitato fosse, sarà irreversibile e consentirà alla concorrenza, coreana in primis, di consolidare i propri. Intanto restano da gestire i due anni più che difficili e comunque costosi programmati per la smobilitazione prevista, anche questa, per la fine 2015 mentre la crisi del mercato continentale non offre al momento margini di ottimismo.

L’unica buona notizia per GM in mezzo al polverone Chevrolet viene dal governo americano che, nel frattempo, ha deciso di vendere entro l’anno la quota residua di azioni GM ancora in sue mani, pari al 7%: di qui il balzo del titolo in Borsa oltre i 39 dollari, il valore più alto dal rientro di GM a Wall Street avvenuto tre anni fa.

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