Mercato Italia: novembre ancora negativo, ecco le 10 auto più vendute

Le nuove immatricolazioni di autovetture sono calate per il secondo mese consecutivo: -8,3% a novembre 2020. Fiat Panda resta il modello più venduto; aumenta la quota di auto ibride ed elettriche.

Niente più incentivi, l’incertezza dei consumatori. Ecco, in estrema sintesi, i motivi alla base del secondo mese consecutivo “in rosso” per il mercato dell’auto in Italia relativamente alle nuove immatricolazioni.

Con i dati elaborati da Unrae alla mano, a novembre 2020 sono state immatricolate in Italia 138.405 nuove unità: cifra che corrisponde ad una diminuzione dell’8,3% rispetto a novembre 2019, e che risulta ancor più negativa se si considera che, quest’anno, il mese di novembre contava una giornata lavorativa in più in confronto allo stesso mese dello scorso anno.

La classifica: chi sale e chi scende

Sono pochi i Gruppi che a novembre 2020 hanno concluso con il segno “più”. Fra questi c’è Fca, sebbene di stretta misura rispetto allo stesso mese del 2019: 34.786 nuove immatricolazioni (in realtà 34.746 escludendo Ferrari che ha “divorziato” da Fiat-Chrysler Automobiles a fine 2015 ed a novembre ha totalizzato 40 consegne, con un +81,82% rispetto alle 22 di novembre dello scorso anno) contro 34.228 di dodici mesi prima ed un +1,63%, con una quota di mercato che si attesta sul 25,13% (superiore rispetto al 22,67% di novembre 2019). “Segno più” anche per Renault Groupe (+7,67%, con la capogruppo Renault a +9,50% e la sempre positiva Dacia a +5,04%), Bmw Group (nello specifico: +2,52% per Bmw e -0,72% per Mini), Suzuki (+53,24%), Nissan Group (+2,52%), DR Motors (l’azienda molisana ha messo a segno un ottimo +129,89%, frutto di 423 nuove immatricolazioni su base mensile, “contro” le 123  di novembre 2019), Tesla (+93,38%), Mahindra (+12,86%), Great Wall (+33,33%).

In negativo, invece, Volkswagen Group (-8,64%, con soltanto Skoda “in attivo”: +8,51%), PSA Groupe (-2,39%, soltanto Citroen ha a novembre ottenuto un risultato in positivo: +8,28%), Ford (-17,05%), Toyota Group (perdita più contenuta rispetto a molti altri competitor: -1,03%), Daimler AG (“segno meno” a due cifre: -55,01%, con Mercedes in calo del 21,92% e Smart a -87,02%), Hyundai e Kia (rispettivamente -43,52% e -29,49%), Volvo (-29,40%), Jaguar Land Rover (-28,51%), Mazda (-38,50%), Honda (-19,70%), Porsche (-14,01%), Mitsubishi (-65,66%), Subaru (-33,11%), SsangYong (-47,45%).

Panda sempre in testa, Yaris seconda

Il notevole passo indietro del mercato in Italia additato dalle Associazioni nazionali della filiera automotive trova conferma nelle “aride cifre”. In prima posizione, a novembre 2020, si mantiene Fiat Panda: la “segmento A” capofila di Fca, da lungo tempo al vertice per vendite in Italia, ha messo a segno un numero leggermente più elevato di nuove immatricolazioni rispetto a novembre 2019 (10.908 “contro” 10.724 di dodici mesi prima), tuttavia sensibilmente inferiore rispetto alle 15.094 nuove unità di ottobre 2020, mese peraltro già segnato da una sostanziale contrazione.

Seguono, nell’ordine, Toyota Yaris (seconda nella “top teen” mensile – guadagna due posizioni rispetto ad ottobre – con 4.529 nuove immatricolazioni), Fiat 500 (ha anch’essa fatto meglio in rapporto al mese precedente, dove aveva concluso in sesta posizione), Lancia Ypsilon (4.215: nuove immatricolazioni leggermente diminuite dalle 4.719 di ottobre ma, soprattutto, due posizioni perse), Renault Captur (4.032 unità, resta al quinto posto e mette a segno un lieve aumento delle consegne), Dacia Sandero (3.734 unità, un risultato decisamente positivo, che in effetti l’ha vista scalare ben otto posizioni dal 14esimo posto di ottobre), le due Jeep più vendute, cioè Compass e Renegade, Citroen C3 e Volkswagen T-Cross.

Fra i modelli che hanno abbandonato momentaneamente la graduatoria delle dieci auto più vendute nel mese, troviamo Fiat 500X (a ottobre si era attestata al settimo posto; a novembre ha concluso in undicesima posizione, sebbene il calo non sia stato clamoroso: 3.459 le unità immatricolate ad ottobre 2020, 3.046 quelle di novembre), Renault Clio (dodicesima a novembre con 2.988 esemplari immessi in circolazione, “contro” i 3.429 di ottobre in cui aveva concluso al nono posto), Opel Corsa che si attesta in sedicesima posizione mentre il mese precedente era al decimo posto.

Novembre 2020: le 10 auto più vendute

  1. Fiat Panda (10.908 unità)
  2. Toyota Yaris (4.529)
  3. Fiat 500 (4.258)
  4. Lancia Ypsilon (4.215)
  5. Renault Captur (4.032)
  6. Dacia Sandero (3.734)
  7. Jeep Compass (3.680)
  8. Jeep Renegade (3.298)
  9. Citroen C3 (3.259)
  10. Volkswagen T-Cross (3.090).

I “posti caldi” (posizioni dalla 11 alla 20)

  1. Fiat 500X (3.046 unità)
  2. Renault Clio (2.988)
  3. Peugeot 2008 (2.529)
  4. Ford Puma (2.447)
  5. Dacia Duster (2.321)
  6. Opel Corsa (2.305)
  7. Ford Fiesta (2.289)
  8. Peugeot 208 (2.214)
  9. Nissan Qashqai (2.058)
  10. Volkswagen T-Roc (1.935).

Classifica per alimentazioni

Benzina e diesel giù

Su base mensile, la quantità maggiore di nuove autovetture immesse in circolazione è alimentata a benzina, che a novembre 2020 ha totalizzato 43.533 nuove immatricolazioni per una quota di mercato del 31,1%. Non c’è tuttavia da “gioire”: rispetto a novembre 2019, il calo è stato notevole se si considera che dodici mesi prima le nuove auto a benzina erano state 69.561 (45,7% del mercato). Analogamente, prosegue la diminuzione delle nuove auto a gasolio: 40.395 unità a novembre 2020 (28,9% del mercato) contro 56.438 di dodici mesi prima (37% del mercato). Ad avere frenato il quantitativo di autovetture benzina e diesel può avere inciso anche la decisione del Governo di non rinnovare gli incentivi all’acquisto delle vetture di “terza fascia” per emissioni (91-110 g/km di CO2) avviati lo scorso 1 settembre, nella misura di 100 milioni di euro, ed andati esauriti in una manciata di giorni.

“Crescono” le ibride

Ad avere in parte sottratto quote alle “tradizionali” alimentazioni benzina e diesel sono state le vetture elettrificate, anche – appunto – in virtù degli incentivi ministeriali che resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2021. I dati parlano chiaro:

  • totale auto ibride immatricolate a novembre 2020: 32.309 (erano state 10.536 a novembre 2019), con una quota di mercato del 23,1% dal precedente 6,9%
  • totale auto ibride plug-in immatricolate a novembre 2020: 4.940 (3,5% come quota di mercato: a novembre 2019 erano state 982, con una quota dello 0,6%).

Fiat Panda (5.448 unità) guida la classifica delle auto ibride di novembre 2020, seguita da Toyota Yaris (4.037), Lancia Ypsilon (3.406), Fiat 500 (3.293), Ford Puma (1.864), Susuki Swift (1.451), Suzuki Ignis (1.310), Toyota C-HR (843), Toyota Corolla (706) e Suzuki Vitara (638).

Al vertice delle nuove immatricolazioni di novembre 2020 fra i modelli ad elevata elettrificazione (vale a dire ibride plug-in) si è attestata Jeep Compass (plug-in), con 923 nuove unità. Seguono, nell’ordine, Renault Captur (864), Mercedes Classe A (359), Jeep Renegade (344), Volvo XC40 (232), Bmw X1 (228), Mini Countryman (198), Mercedes GLC (120), Mercedes GLA (115) ed Audi Q5 (112).

Auto elettriche in ascesa

Come detto, il segno “più” riguarda anche le nuove immatricolazioni di modelli “zero emission”. E si tratta di una escalation a risultati più che triplicati: a novembre 2020 le auto elettriche immatricolate in Italia sono state 4.810, con una quota di mercato che si è attestata sul 3,4%. Un altro pianeta, per dire, rispetto alle 1.068 di novembre 2019 e lo 0,7% di mercato fatto registrare in quell’occasione.

A guidare la top ten delle auto elettriche di novembre 2020 in Italia c’è Volkswagen e-Up! con 657 unità, davanti a Smart forTwo (558), Renault Zoe (554), Fiat 500 elettrica di recentissimo debutto commerciale (513), l’altrettanto nuova Renault Twingo Electric (411), Tesla Model 3 (243), Mini EV (233), Peugeot e-208 (223), Hyundai Kona EV (216) e Smart forFour (170).

GPL e metano: risultati soddisfacenti

Tutto sommato positivo l’andamento mensile delle nuove immatricolazioni per le vetture ad alimentazione alternativa (tecnologia che da sempre vede l’Italia ai vertici internazionali per sviluppo e diffusione): i modelli a GPL immessi in circolazione a novembre 2020 sono stati 11.124, con una quota di mercato dell’8% (lo stesso mese dello scorso anno erano stati 9.730 per una quota del 6,4%). Le nuove auto a metano sono state, a novembre, 2.795, in leggera diminuzione rispetto alle 4.040 dello stesso mese dello scorso anno.

Il modello GPL più venduto di novembre è stato Dacia Sandero (3.021 nuove unità), davanti a Renault Captur, Dacia Duster, Renault Clio, Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Ford Fiesta, Kia Sportage, Kia Stonic e Hyundai i10.

La classifica dei dieci modelli a gas naturale di novembre 2020 vede in testa Skoda Kamiq (499 nuove unità); seguono, nell’ordine, Seat Arona (466), Volkswagen Up! (352), Volkswagen Polo (332), Volkswagen Golf (251), Seat Ibiza (209), Fiat Panda (208), Skoda Octavia (144), Audi A3 (107) e Lancia Ypsilon (68).

Le Associazioni: urgono misure di sostegno

I dati di novembre 2020 parlano dunque chiaro: il settore dell’auto – che, lo ricordiamo, incide per circa il 10% sul PIL nazionale – ha più che mai bisogno di strumenti economici di aiuto. È quanto mettono in evidenza, in un documento condiviso, i rappresentanti delle Unioni che rappresentano il comparto auto nazionale: Anfia (Associazione Nazionale Filiera dell’Industria Automobilistica), Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) e FederAuto (Federazione Italiana Concessionari Auto).

Anfia: “Sotto con interventi di supporto della domanda”

“Le misure di sostegno alla domanda dei mesi scorsi – afferma Paolo Scudieri, Presidente di ANFIA – sono state determinanti per la ripartenza del mercato e per il rinnovo del parco circolante in chiave ecologica; in più, hanno anche sortito effetti positivi sulla produzione di autovetture e componenti nel nostro Paese, a beneficio di una filiera industriale per cui il mercato domestico occupa un posto importante accanto ai mercati internazionali – sottolinea Paolo Scudieri, presidente di Anfia – Inoltre, con un mercato nazionale ed europeo ancora sotto pressione a causa della pandemia, negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un sensibile incremento del ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende della filiera”.

Questa situazione, osserva Scudieri, “Rischia di peggiorare se non verranno attivati, nel breve, interventi a supporto della domanda che prevediamo vengano ripagati dal maggior gettito fiscale generato, e, nel medio-lungo periodo, provvedimenti che accompagnino la transizione green e digitale della filiera”. “Ricordo, infine, la necessità di dare sostegno alla ripresa del comparto dei veicoli commerciali leggeri, che vanta un’importante presenza industriale in Italia e che, anche in conseguenza dell’impennata delle vendite online, sta assumendo un ruolo sempre più strategico nella logistica urbana delle merci”.

Unrae: “Incentivi salutari per l’industria e l’ambiente”

“Gli incentivi hanno costituito una boccata d’ossigeno per Case costruttrici ed indotto industriale, ma soprattutto hanno prodotto un chiaro beneficio per l’ambiente: grazie agli incentivi, secondo i dati resi noti da Invitalia, sono state rottamate più di 120 mila vetture delle categorie fino a Euro 4, fortemente inquinanti e poco sicure, risparmiando alle nostre città oltre 155 mila tonnellate di CO2 su base annua. Ambiente ed economia hanno dimostrato di poter convivere bene se le manovre sono ben fatte”, rimarca Michele Crisci, presidente di Unrae. Il quale si augura che per il 2021 vengano introdotte “Analoghe misure, con un rinnovo degli incentivi allo svecchiamento del parco auto per contrastare le attuali condizioni di recessione e una maggiore detraibilità dell’Iva per vetture aziendali, misura già in atto nei maggiori paesi europei e la cui assenza penalizza il nostro mercato perché ne riduce la competitività”.

FederAuto: “La cassa integrazione non basta a compensare le perdite”

“Senza un nuovo intervento per il sostegno al mercato auto, il nuovo calo delle vendite – evidenzia Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di FederAuto – pone le nostre aziende nella necessità di riattivare la cassa integrazione che, comunque sia, non sarà sufficiente ad arginare la perdita di fatturato oggi attestata, rispetto al 2019, su un valore medio di -25%. I dati sul ricorso alla cassa integrazione nel periodo gennaio – ottobre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, mostrano un aumento del 6.000%, per un ammontare di ore autorizzate superiore a 60 milioni. Sono dati eclatanti che inducono a riflettere sul costo di un mancato intervento a sostegno dell’auto”.

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