Volvo vuole tornare svedese: riacquisterà il 50% della cinese Geely

Il marchio svedese, dal 2010 nell’orbita della holding cinese e al centro di un sostanziale aumento di vendite, intende acquisire la piena proprietà delle sue attività industriali e commerciali sul mercato cinese.

Il conosciutissimo, e apprezzato, standard qualitativo e di sicurezza nella realizzazione dei suoi veicoli, riconosciuto anche “all’ombra della Grande Muraglia”, sta per tornare sotto la diretta gestione della Casa costruttrice. Si tratta di Volvo, che dopo più di un decennio trascorso sotto il controllo del colosso cinese Geely (periodo che ha, peraltro, portato buoni frutti al marchio di Goteborg in termini di vendite, con aumenti a due cifre rispetto al pur drammatico 2020 ma anche al ben più “tranquillo” 2019 pre-pandemia) punta ad assumere il pieno controllo delle proprie attività – leggi: stabilimenti e strategie di vendita – in Cina.

Questo si ritiene che avverrà, indica una nota ufficiale di Volvo, attraverso un accordo che il Costruttore svedese ha firmato con gli stessi vertici Geely, finalizzato all’acquisizione del pacchetto di azioni (50%) possedute dalla holding cinese nelle due joint venture attive sul mercato locale.

Rafforzare la posizione Volvo in Cina

L’obiettivo dichiarato da Volvo consiste, appunto, nell’assumere “La piena proprietà dei suoi impianti di produzione di autovetture e delle attività di vendita nel Paese”, cioè – nello specifico – gli “hub” di Chengdu e Daqing, la sua società commerciale nazionale cinese e l’Unità di Ricerca e Sviluppo con sede a Shanghai. Le proiezioni indicano che l’acquisizione di un ulteriore 50% delle azioni Daqing Volvo Car Manufacturing Co. e di Shanghai Volvo Car Research & Development Co. servirà inoltre a “Rafforzare la posizione di Volvo Cars in Cina, il suo più grande mercato, massimizzando il suo posizionamento in una delle regioni a più rapida crescita a livello globale”. Anche se le due società in joint venture appaiono già per intero nei bilanci di Volvo Cars Group, i “piani alti” di Goteborg prevedono che la quota Volvo del risultato netto e del patrimonio netto di queste ultime “Aumenterà in seguito alla transazione”.

In ordine alle transazioni previste, Volvo Cars “Acquisirà la piena proprietà dei suoi impianti di produzione a Chengdu e Daqing, della sua società commerciale nazionale in Cina e della sua unità di ricerca e sviluppo a Shanghai”. Allo stato attuale, Volvo – acquisita nel 2010 da Geely dopo un precedente periodo trascorso sotto l’”ombrello” Ford – valuta diverse possibilità del mercato dei capitali, una delle quali potrebbe essere una IPO (offerta pubblica iniziale) con quotazione in Borsa.

Il CEO: “Saremo i primi non cinesi a controllare direttamente le proprie attività locali”

Le parole di Håkan Samuelsson, amministratore delegato di Volvo Cars, la dicono lunga sull’entità del “grande passo” che il Costruttore svedese si prepara a compiere nei confronti della holding controllante:

“Con questo accordo, Volvo Cars diventerà la prima importante Casa automobilistica non cinese con pieno controllo delle attività operative in Cina”.

Una sostanziosa crescita

In effetti, e con l’ausilio delle cifre, è da sottolineare come Volvo Cars sia cresciuta in maniera decisamente più rapida rispetto alla media del mercato cinese negli ultimi anni: nel 2020 che si farà a lungo (e purtroppo) ricordare per i nefasti effetti dell’emergenza sanitaria a livello globale, le vendite Volvo in Cina hanno fatto registrare 166.617 unità, il che corrisponde ad un +7,5% in rapporto al 2019 e l’ottavo record consecutivo di vendite sul mercato locale.

Di più: nel primo semestre 2021, le vendite Volvo in Cina hanno conosciuto un +44,9% sui primi sei mesi 2020, e soprattutto un +40,1% rispetto allo stesso periodo del 2019. Anche per questo – si legge nel comunicato stampa corporate – il “brand” di Goteborg proseguirà con gli investimenti nel Paese, proprio per mantenere la notevole tendenza in aumento.

Nessuna conseguenza diretta per dipendenti e aziende partner

L’iter di completamento delle transazioni – che non ha alcun precedente fra i “big player” europei – si articolerà in due step successivi: inizierà nel 2022, annuncia Volvo, quando cioè l’obbligo di joint venture per la produzione di autovetture in Cina sarà revocato; e dovrebbe essere formalmente completato nel 2023. Le operazioni sono chiaramente in attesa di essere approvate dalle autorità: in merito al futuro occupazionale, Volvo tiene a sottolineare che “I dipendenti ed i partner delle società interessate non saranno toccati direttamente dalle transazioni”. Bocche cucite, al momento, riguardo all’entità economica dell’operazione: “I dettagli finanziari – comunica la nota del Costruttore svedese – non verranno divulgati”.

Più che un “divorzio”, si tratterebbe in buona sostanza di una separazione consensuale da buoni amici, preludio a forse nuove collaborazioni, come fa capire una dichiarazione di Daniel Donghui Li, amministratore delegato di Geely Holding:

“Geely Holding Group e Volvo Cars continuano a studiare il modo migliore per collaborare e organizzare le attività operative all’interno del Gruppo in senso allargato. Queste due operazioni consentiranno di rendere più chiara la struttura proprietaria sia all’interno di Volvo Cars che di Geely Holding”.

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