Tesla non accetterà Bitcoin per l’acquisto delle sue auto

Elon Musk ha annunciato di sospendere la possibilità di pagare le sue auto con la criptovaluta a causa delle emissioni generate dalle transizioni

L’amministratore delegato di Tesla, Elon Musk, ha riferito ieri sera che la società di auto elettriche californiana smetterà di accettare Bitcoin come forma di pagamento per l’acquisto delle sue auto, a causa del suo impatto ambientale. La decisione arriva appena 50 giorni dopo che la possibilità era stata aperta ai suoi clienti negli Stati Uniti e ha avuto ripercussioni immediate: non appena si è appresa la notizia, il prezzo del Bitcoin è sceso bruscamente, fino al 16% in meno.

Il provvedimento è stato divulgato in pieno stile Musk, con un messaggio sul social network Twitter, dove conta oltre 54 milioni di follower. “Siamo preoccupati per il crescente utilizzo di combustibili fossili per l’estrazione e le transazioni di bitcoin, in particolare il carbone, che emette più di qualsiasi combustibile“, ha scritto il capo di Tesla.

Criptovalute e emissioni di CO2

Il consumo di energia per la produzione di criptovalute è esploso negli ultimi anni. Un’analisi del Center for Alternative Finance dell’Università di Cambridge calcola che solo con la spesa in bitcoin è maggiore che in paesi come Finlandia, Svizzera o Argentina. La contraddizione di vendere auto elettriche, un veicolo chiamato a seppellire il modello di emissioni di carbonio dell’industria automobilistica e allo stesso tempo consentire l’uso di un asset inquinante come bitcoin per acquistare le proprie auto, era stata già sottolineata dagli analisti quando Tesla aveva riferito di voler accettare la cripto valuta come mezzo di pagamento.

Il cambio di rotta di Musk non chiude però la sua storia d’amore con le criptovalute. “Sono una buona idea a molti livelli e crediamo che abbiano un futuro promettente, ma questo non può avere un costo così grande per l’ambiente“, ha difeso. Inoltre nel suo messaggio su Twitter, il fondatore di Tesla ha aperto la porta al passaggio da bitcoin ad altre criptovalute più sostenibili che utilizzano meno energia nelle transazioni. Per ora, in ogni caso, l’intenzione di Musk è di sospendere questo tipo di operazioni fino a quando il loro impatto ambientale non sarà ridotto. E probabilmente il marchio di Palo Alto non estenderà le vendite di auto bitcoin al mercato internazionale, come inizialmente previsto, prima della fine di quest’anno.

La mossa di Tesla di autorizzare il bitcoin come mezzo di pagamento aveva sollevato speculazioni su un possibile effetto a cascata con altre aziende che seguissero i passi di Elon Musk, ma data l’elevata volatilità del prezzo della criptovaluta, questo effetto domino per ora non si è verificato, sebbene sia aumentata la presenza di investitori istituzionali.

Oltre 1 miliardo di euro in Bitcoin per Tesla

Tesla possiede più di 1 miliardo di euro in bitcoin, dopo aver investito 1,25 miliardi e venduto il 10%  per testarne la liquidità. L’operazione, da sola, aveva generato nel primo trimestre, più profitti  rispetto alla vendita delle auto elettriche, nonostante le consegne siano più che raddoppiate rispetto all’anno precedente, con 184.800 vendite. Paradossalmente, la decisione di non accettare bitcoin come mezzo di pagamento danneggia la posizione finanziaria dell’azienda, che ha investito in bitcoin per mettere a frutto la liquidità di cui non ha bisogno nel breve periodo. Tuttavia, il prezzo del bitcoin è ancora superiore a quello che Tesla ha pagato quando ha effettuato l’investimento e le conseguenze della decisione potrebbero essere diluite nei prossimi giorni. Finora quest’anno il bitcoin ha visto crescere il suo valore di circa il 70%, un saldo che aumenta a oltre il 10.000% se si considerano gli ultimi cinque anni.

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