Ritrovata dopo 38 anni la Citroën dell'uomo che contribuì a superare i 1.000 km/h

Una Citroën BX del 1983 riemerge da un fienile inglese dopo 38 anni. Apparteneva a un ingegnere della RAF coinvolto nel record della Thrust 2

Ritrovata dopo 38 anni la Citroën dell'uomo che contribuì a superare i 1.000 km/h
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Giorgio Colari
Pubblicato il 19 ott 2026

Per contribuire a portare un’automobile oltre i 1.000 km/h servono competenze ingegneristiche fuori dal comune. Eppure, chi aveva partecipato a una delle imprese più straordinarie nella storia della velocità terrestre guidava tutti i giorni una normalissima Citroën BX 16RS. Una berlina che, dopo appena cinque anni di utilizzo, sarebbe rimasta dimenticata in un fienile per quasi quattro decenni.

La vicenda arriva dal Lincolnshire, in Inghilterra, dove è stata ritrovata una BX del 1983 appartenuta a un ingegnere della Royal Air Force coinvolto nel progetto Thrust 2. L’uomo, scomparso alla fine del 2024, aveva conservato l’automobile pensando di destinarla a una delle figlie. Quel progetto familiare, però, non si è mai concretizzato.

Comprata nel 1983, abbandonata cinque anni dopo

La Citroën venne acquistata nuova proprio nel 1983, anno in cui Thrust 2 stabilì il record mondiale di velocità terrestre. Per circa cinque anni accompagnò il proprietario negli spostamenti quotidiani, accumulando 47.450 miglia, equivalenti a poco più di 76.000 chilometri.

Nel 1988 venne parcheggiata all’interno di un fienile e non tornò più sulla strada. L’intenzione era conservarla fino a quando una delle figlie avesse conseguito la patente, ma il tempo trasformò quella sistemazione provvisoria in un lunghissimo abbandono.

La figlia ricorda ancora i viaggi sul sedile posteriore insieme alla sorella minore, quando le cinture posteriori non erano presenti su quell’esemplare. Tra i ricordi emerge anche il particolare comportamento delle sospensioni idropneumatiche, caratteristica distintiva delle Citroën dell’epoca.

Il sistema, basato su sfere contenenti azoto e un circuito idraulico, consentiva di mantenere costante l’altezza della carrozzeria e offriva un comfort di marcia particolare, accompagnato da oscillazioni che potevano provocare nausea ai passeggeri.

Dalla Thrust 2 a una tranquilla berlina francese

Il contrasto tra l’automobile privata dell’ingegnere e il progetto al quale aveva collaborato è impressionante. Il 4 ottobre 1983, nel deserto di Black Rock, in Nevada, la Thrust 2 raggiunse 1.047,49 km/h, stabilendo un nuovo primato mondiale di velocità terrestre.

La vettura da record utilizzava un motore a reazione Rolls-Royce Avon e rappresentava una sfida tecnologica completamente diversa da quella affrontata dai costruttori automobilistici tradizionali. La Citroën BX 16RS, invece, montava un quattro cilindri a benzina di 1,6 litri, capace di sviluppare 92 CV e 137 Nm di coppia.

Con una massa di circa 940 kg, impiegava 13,5 secondi per raggiungere le 60 miglia orarie, pari a circa 96 km/h, mentre la velocità massima era di 176 km/h. Disegnata da Marcello Gandini, la BX venne prodotta dal 1982 al 1994 in 2.315.739 esemplari, diventando uno dei modelli più rappresentativi della Citroën di quel periodo.

Ruggine, topi e un motore che non vuole ripartire

Il ritrovamento è stato documentato da Jonny Smith, attraverso il canale YouTube The Late Brake Show, con la partecipazione di uno specialista Citroën. Le condizioni della vettura raccontano chiaramente i 38 anni di inattività. La carrozzeria presenta importanti danni da corrosione, mentre umidità e roditori hanno compromesso parte dell’abitacolo.

Una ruota manca completamente e l’automobile si trova appoggiata su alcuni tronchi di legno. Durante il tentativo di recupero sono stati gonfiati gli pneumatici, ma il motore non è riuscito a riavviarsi. Sul retro sopravvive un adesivo dal significato quasi beffardo: «La BX ama guidare, odia i garage».

Adesso la famiglia spera che un appassionato possa occuparsi del recupero. Il restauro non si annuncia semplice, ma questa Citroën conserva qualcosa che va oltre il suo valore automobilistico: un legame diretto con uno degli uomini che contribuirono a infrangere la barriera dei mille chilometri orari.

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