Quali sono i marchi più affidabili? Bene le giapponesi, ma ci sono sorprese

Lexus e Porsche guidano la classifica soddisfazione clienti auto. Scopri tutti i punteggi dei marchi e le tendenze nel mercato automobilistico italiano

Quali sono i marchi più affidabili? Bene le giapponesi, ma ci sono sorprese
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Giorgio Colari
Pubblicato il 21 gen 2026

Il 2026 si apre con una fotografia sorprendente del mercato automobilistico italiano, mettendo in luce come la soddisfazione clienti sia diventata il vero terreno di confronto tra i diversi marchi automobilistici. L’indagine più recente, condotta su un campione rappresentativo di automobilisti italiani, mette in fila numeri e posizioni che raccontano non solo di preferenze, ma anche di un cambiamento profondo nelle aspettative e nelle esigenze degli utenti.

Chi guida la classifica

A guidare la classifica sono due colossi che da anni rappresentano il punto di riferimento nei rispettivi segmenti: Lexus e Porsche, entrambe con un punteggio di 91. A brevissima distanza seguono Tesla e Polestar, entrambe a quota 89, mentre Subaru, BYD e Alfa Romeo si attestano a 88 punti. Questo scenario mette in evidenza una realtà in cui la fiducia dei consumatori si distribuisce tra brand premium consolidati, nuovi protagonisti della mobilità elettrica e storici costruttori che stanno reinventando la propria identità.

Analizzando la parte alta della graduatoria, è chiaro come la percezione di qualità, affidabilità e soprattutto di servizio post vendita sia oggi fondamentale nel determinare la posizione di un marchio. Lexus, con la sua tradizionale attenzione al cliente, e Porsche, simbolo di sportività e cura artigianale, si confermano al vertice grazie a una strategia che mette al centro l’esperienza del possessore, dal primo contatto fino alle fasi successive all’acquisto. Tesla e Polestar, invece, rappresentano la nuova frontiera dell’auto elettrica, capaci di raccogliere consenso non solo per l’innovazione tecnologica ma anche per la capacità di rispondere prontamente alle richieste dei clienti.

Tanti marchi blasonati

Scorrendo la classifica, si incontra una fascia intermedia densamente popolata da marchi storici e blasonati: Honda, Mazda, BMW, Mini, Mercedes-Benz e Volvo, tutti con 86 punti, dimostrano come la solidità della reputazione sia ancora un valore aggiunto, anche se la distanza dai vertici si sta assottigliando. Subito dopo, Toyota, Audi e Jaguar si fermano a 85 punti, confermando una generale omogeneità tra i costruttori generalisti e premium, dove la differenza viene spesso fatta da dettagli che solo gli automobilisti più attenti riescono a cogliere.

Uno degli aspetti più interessanti che emergono dall’indagine riguarda il ruolo del servizio post vendita come vero e proprio elemento discriminante. Marchi come Renault, Smart e Dacia, noti per la praticità e l’ottimo rapporto qualità-prezzo, non riescono a superare la soglia degli 80 punti. Questo dato segnala una certa vulnerabilità proprio nell’ambito dell’assistenza clienti, che oggi più che mai si rivela determinante nella scelta di un’auto. I clienti, infatti, non si accontentano più di un prodotto affidabile, ma pretendono anche un supporto efficiente e tempestivo durante tutto il ciclo di vita del veicolo.

Chi pecca in affidabilità

La situazione si fa ancora più critica per alcuni brand storici del segmento generalista come Fiat, Opel, Citroën, Lancia e Peugeot, relegati nelle ultime posizioni con punteggi tra 76 e 78. Per questi marchi, la sfida non è solo quella di recuperare terreno in termini di innovazione e design, ma soprattutto di riconquistare la fiducia degli automobilisti attraverso una revisione profonda delle strategie di servizio post vendita e di gestione della relazione con il cliente.

In conclusione, il quadro che emerge dalla classifica racconta di un’industria automobilistica in piena trasformazione. Se da un lato l’innovazione tecnologica continua a rappresentare un driver fondamentale per il successo, dall’altro è la qualità dell’esperienza post-acquisto a fare la differenza in un mercato sempre più saturo e consapevole. I costruttori che sapranno investire in servizi personalizzati, trasparenza e attenzione al cliente avranno la possibilità di distinguersi e di consolidare la propria posizione in una competizione che si gioca ormai sui dettagli.

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