Opel rinuncia alla sua sportiva Manta, debutto non prima del 2030
Opel sposta il lancio della Manta 100% elettrica a non prima del 2030. Il marchio privilegia la nuova Corsa e i SUV per sostenere volumi, mentre la Manta resta un progetto immagine ed esclusivo
Il sogno di vedere nuovamente su strada la leggendaria Opel Manta in una veste moderna e sostenibile dovrà attendere ancora diversi anni. L’amministratore delegato Florian Huettl ha infatti confermato il rinvio del progetto: il ritorno della storica sportiva, questa volta in versione completamente elettrica, non avverrà prima del 2030. La casa tedesca ha così abbandonato le precedenti ipotesi che prevedevano un debutto già intorno al 2025, ridefinendo in modo significativo la propria strategia di prodotto per il prossimo futuro.
Una logica industriale
Questa decisione riflette una precisa logica industriale, orientata a concentrare risorse e investimenti sui modelli che garantiscono volumi di vendita elevati. In particolare, Opel ha deciso di dare priorità allo sviluppo della nuova generazione di Corsa e ai futuri SUV, ritenuti essenziali per mantenere margini di profitto consistenti e sostenere la transizione verso l’elettrificazione senza correre rischi finanziari eccessivi. La situazione attuale del mercato, dove la domanda di vetture elettriche stenta a decollare e i costi delle batterie restano elevati, impone scelte prudenti e mirate, specialmente per chi come il marchio tedesco punta a rafforzare la propria posizione in segmenti di mercato già consolidati.
Vale la pena ricordare che nel 2021 il lancio della Manta GSe ElektroMOD – un raffinato restomod elettrico creato per celebrare il cinquantesimo anniversario della coupé anni Settanta – aveva suscitato grande entusiasmo tra gli appassionati e riacceso il dibattito interno sulla possibilità di un ritorno commerciale del modello, reinterpretato in chiave moderna e sostenibile. Quel prototipo aveva rappresentato un vero e proprio manifesto della capacità di Opel di fondere tradizione e innovazione, diventando subito oggetto di discussione tra addetti ai lavori e pubblico.
Il rinvio della nuova vettura: perché
Il rinvio della nuova Manta è da ricondurre anche all’andamento incerto del mercato europeo delle auto elettriche e alle discussioni in corso presso le istituzioni comunitarie, che potrebbero portare a una revisione delle tempistiche per la transizione normativa verso l’elettrico. In un contesto così fluido e imprevedibile, la casa tedesca ritiene più saggio rafforzare i pilastri della propria gamma, puntando su piattaforme modulari e catene di fornitura già collaudate, piuttosto che lanciarsi in operazioni rischiose dal punto di vista industriale e finanziario.
Nonostante il congelamento del progetto, Florian Huettl ha tenuto a sottolineare che la Manta non è stata affatto abbandonata. Al contrario, viene considerata una futura operazione di image-building, pensata per rafforzare l’identità stilistica del marchio e fungere da “halo car”, ovvero un modello di punta capace di catalizzare l’attenzione dei collezionisti e degli appassionati, oltre che di migliorare la percezione qualitativa di Opel anche nei segmenti premium. Si tratta di una strategia che mira a consolidare il posizionamento del brand senza tuttavia compromettere l’equilibrio finanziario aziendale.
Le reazioni del grande pubblico
Le reazioni del pubblico a questa scelta sono state contrastanti: da un lato, c’è chi manifesta delusione per i tempi dilatati, dall’altro non manca chi comprende le logiche produttive e industriali che hanno portato Opel a privilegiare modelli ad alto volume come la Corsa. Analisti e manager del settore concordano nel ritenere che, in una fase di transizione tecnologica senza precedenti, puntare su segmenti di massa rappresenti una scelta prudente e coerente con la necessità di gestire i rischi finanziari.
Il lancio della nuova Manta potrebbe quindi assumere forme differenti rispetto a una produzione di larga scala: si ipotizzano edizioni limitate, collaborazioni con fornitori specializzati o progetti di co-sviluppo pensati per contenere i costi e minimizzare gli investimenti. Quel che appare certo, almeno per ora, è che il progetto resterà congelato fino alla fine del decennio. Solo allora, se le condizioni di mercato e le priorità aziendali lo consentiranno, potremmo finalmente assistere al ritorno di una delle sportive più iconiche del panorama automobilistico europeo, questa volta con un cuore elettrico e uno sguardo rivolto al futuro.