NFT, il DNA digitale verso l’auto virtuale

Criptovalute, blockchain e Metaverso. Come cambierà il mondo dell’auto nella nuova realtà parallela?

Sebbene sembri ancora distante, il nostro rapporto con le criptovalute dovrà prima o poi iniziare. Sicuramente in molti ne hanno già sentito parlare o forse anche investito in una. Ce ne sono diverse, anche se la più nota è Bitcoin, utilizzata per la prima volta in una transazione nel 2009 e, ora, sempre più entità e aziende accettano pagamenti con questo tipo di valuta.

Criptovalute e pagamenti

Ad esempio Tesla consente di utilizzare Dogecoin nel suo negozio digitale per acquistare vestiti, accessori, caricabatterie mobili, etc., con prezzi da 50 a quasi 2.000 dollari. E il flirt che la Casa di Palo Alto ha avuto con Bitcoin è ben noto: nel febbraio 2021, il suo presidente, Elon Musk, disse che le sue auto avrebbero potuto presto essere pagate con quella valuta. Tre mesi dopo, però, il magnate sudafricano faceva marcia indietro a causa dell’elevato impatto ambientale prodotto con ogni singola transazione. Almeno questa la causa ufficiale del rapido divorzio.

Le criptovalute sono risorse digitali utilizzate per pagare beni e servizi tramite transazioni elettroniche. Ma con differenze importanti: non hanno il supporto fisico, come una moneta o una banconota; non sono controllate da istituzioni finanziarie e non hanno bisogno di intermediari (in particolare banche).

Non ne hanno bisogno perché si basano sulla blockchain, o catena di blocchi: una rete internet crittografata in cui vengono inserite tutte le transazioni effettuate con le criptovalute. Queste informazioni non possono essere cancellate e, quando vengono aggiornate, lo fanno per tutti coloro che partecipano alla rete. In questo modo viene assicurata la proprietà dei beni acquisiti e ne viene impedita la falsificazione o la duplicazione.

E proprio la tecnologia blockchain è anche il supporto agli NFT, o token non fungibili, l’ultima invenzione virtuale appena sbarcata nel mondo automobilistico. Un NFT è un identificatore digitale associato a un articolo, che ne supporta l’autenticità e funge da prova di proprietà.

Alfa Romeo Tonale, la prima con DNA digitale

Alfa Romeo le ha dato un nuovo utilizzo con la Tonale, il nuovo SUV che lancerà nei prossimi mesi e che sarà la prima vettura al mondo a portare questa tecnologia. Sempre con il consenso del proprietario dell’auto, l’NFT (che non è a bordo del veicolo, ma connesso al cloud) registrerà dati come chilometraggio, operazioni di manutenzione, riparazioni, ecc.

Poiché queste informazioni sono protette dalla blockchain, possono essere considerate come una sorta di DNA o passaporto del veicolo. Ciò, di fatto, aumenterà il valore residuo delle auto sul mercato dell’usato, visto che il venditore potrà dimostrare la validità del prodotto con maggiore garanzia e gli acquirenti si assicureranno che lo storico non sia stato falsificato. Nessun difetto, insomma, potrà più essere nascosto.

Garantire la tracciabilità

Attualmente tali informazioni dipendono dalla parola del venditore e dai dati nel libretto di manutenzione del veicolo. In futuro, però, grazie a questa nuova tecnologia tutto sarà registrato in maniera digitale. I vantaggi, come si può immaginare, oltre al mercato dell’usato, sono per quello delle auto classiche e da collezione per le quali è più difficile risalire all’effettiva origine dei pezzi e dei componenti vari.

E in altri mercati, ad esempio, l’uso della tecnologia NFT sta già vedendo i risultati, come nel caso del colosso Nike che, Visto il boom che stanno vivendo le sneakers di lusso e le tirature limitate, ne ha brevettate alcune con il proprio token per porre fine alla vendita di prodotti contraffatti o rubati.

Una macchina, più proprietari

Tornando al mercato auto, in tutto il mondo ci sono dozzine di veicoli il cui valore è di diversi milioni.

E con questa nuova tecnologia non dovranno necessariamente essere acquisiti da una sola persona, poiché gli NFT permettono anche di vendere all’asta prodotti in parti. Successivamente, il proprietario di ciascuna di esse deciderà se tenerla o rivenderla.

Altro vantaggio simile potrebbe riguardare le auto autonome al 100%, la cui proprietà potrebbe essere condivisa tra più clienti, con un previo accordo sulla distribuzione delle ore di utilizzo.

Metaverso: che ne sarà dell’auto?

Ma se c’è un terreno davvero fertile per i token non fungibili è il mondo virtuale sempre più famoso del Metaverso. Questa realtà va  ben oltre ciò che conosciamo attraverso i videogiochi e diventerà una realtà parallela in cui praticamente si potranno fare le stesse cose del mondo tradizionale, ma senza dover uscire di casa. E questo sarà possibile proprio attraverso la realtà aumentata e virtuale.

Facebook, Google, NVidia e Microsoft stanno già scommettendo molto su questo universo digitale, che secondo alcuni offrirà tante opportunità quante emersero con Internet quando apparve. E in questo mondo, naturalmente, le auto non mancheranno.

Il passaggio sarebbe simile a quanto è avvenuto nel mondo degli sport motoristici con gli e-game. E da anni il videogioco Gran Turismo permette di competere con auto esistenti o con altre progettate esclusivamente per quella piattaforma. Ovviamente pagando un plus.

A priori il Metaverso offre un grande vantaggio: produrre auto che si vendono al suo interno non costerà mai quanto la produzione delle auto fisiche di oggi.

E qualche Casa automobilistica ha già annunciato che si unirà a questo nuovo mondo. In linea di principio, per ora, all’interno di una strategia di marketing, senza escludere la vendita di automobili fisiche.

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