McMurtry Spéirling: la supercar elettrica rivoluzionaria

Da 0 a 300 km all’ora in 9 secondi e attacata all’asfalto grazie a una ventola che estrae l’aria da sotto l’auto.

Quest’anno al Goodwood Festival una delle auto che più hanno attirato l’attenzione è stata la McMurtry Spéirling. Una supercar a zero emissioni che ha fatto la sua prima apparizione pubblica alla kermesse inglese, con un marchio completamente nuovo, con prestazioni sorprendenti, un powertrain elettrico ‘rumoroso’, un minuscolo abitacolo monoposto e una linea che sembra ispirata alla Batmobile.

Da 0 a 300 all’ora in 9 secondi

La McMurtry Spéirling è lunga solo 3,2 metri. Sebbene la sua batteria sia di 60 kWh, pesa meno di 1.000 chili e accelera da 0 a 300 chilometri all’ora in nove secondi, il tempo che impiegano molte normali autovetture per raggiungere i 100 km/h. La sua velocità massima dovrebbe essere superiore ai 320 km/h e vanta un rapporto peso/potenza di 1/1: circa 1.000 kg per 1.000 CV.

Un’invenzione aerodinamica

Dal punto di vista aerodinamico la McMurtry Spéirling non ha alettoni, solo una pinna che funge da stabilizzatore longitudinale. Uno dei suoi segreti più interessanti, oltre al sound da auto con motore termico tradizionale (nonostante sia elettrica), risiede in una ventola (dalla potenza di 80 CV) che estrae l’aria da sotto l’auto, creando un vuoto equivalente a un carico aerodinamico di 500 chili.

Quest’idea è venuta a Sir David McMurtry, un uomo d’affari con la passione per la tecnologia e l’innovazione e un prolifico inventore – più di 200 brevetti a suo nome – che ha dato vita a McMurtry Automotive nel 2016 per concepire questo veicolo. Tom Yates ne è il progettista e riconosce che “a parte la sicurezza, abbiamo progettato un’auto da corsa senza tenere conto di alcuna normativa in vigore”, e sottolinea che le sue prestazioni in pista devono essere al livello di una GT3.

Autonomia

Se la sua autonomia fosse misurata con il ciclo WLTP, il sistema utilizzato per omologare i consumi o l’autonomia delle vetture stradali, sarebbe di circa 350 chilometri. Ma in condizioni di gara, si parla di circa 35-45 minuti di autonomia, 60 minuti al massimo, a seconda del circuito.

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